sabato 14 gennaio 2012

Le cose che nessuno mai vi dirà


Ci sono cose che nessuno mai vi dirà, non tanto per pudore, ma per convenienza. Pertanto, se un giorno delle festività natalizie  vedeste nella buca delle lettere una strana bolletta a quattro cifre, di qualche migliaia di euro, allora sareste certi che nessuno vi dirà come mai questo sia potuto succedere. Ma cosa sta succedendo in questi anni?

Sta succedendo che le istituzioni sono diventate sorde ai bisogni del cittadino e molto sensibili al richiamo delle cricche. Infatti, solo così si possono spiegare le inusitate commistioni di interessi e le assidue frequentazioni tra controllati e controllori, tra guardie e ladri, tra sceriffi e indiani. In mezzo a queste cricche del malaffare ci sta il cittadino, di cui nessuno ormai più si cura, se non nel momento del voto, per quella fatidica x sulla scheda nella casella giusta e sul nome giusto. Il cittadino, tuttavia, è sempre al centro dell’attenzione di tante imprese che erogano servizi pubblici. Guai se il cittadino non paga una bolletta dell’acqua! In questo caso arrivano minacciose lettere contenenti queste precise parole:

    … Le facciamo altresì presente che in caso di mancato riscontro entro 45 giorni dal ricevimento della presente, dovremo procedere, nostro malgrado, alla sospensione del servizio di erogazione dell’acqua potabile ai sensi del D.P.C.M. 29-04-99 e della Carta dei Servizi ed intraprendere le debite azioni per il recupero del credito.

Ma cosa dice il D.P.C.M. 29-04-99? Questo decreto individua lo schema generale di riferimento per la predisposizione della carta del servizio idrico integrato che potrebbe essere impugnato “politicamente”o in modo giudiziario - peccato che nessuno se ne faccia carico – almeno nella parte che prevede la possibilità di sospendere il servizio idrico per morosità.   

Morosità
In caso di morosità è prevista la sospensione del servizio.
I gestori indicano i mezzi con i quali è preavvisato l’utente di tale sospensione e le modalità per
evitare la sospensione stessa. Tale preavviso non potrà comunque essere inferiore a 20 giorni e
dovrà essere accompagnato dal duplicato della fattura non pagata.
I gestori comunicano le modalità ed i tempi per il ripristino della fornitura, che dovrà avvenire
entro due giorni lavorativi dal pagamento ovvero a seguito di intervento dell’Autorità competente.
In quest’ultimo caso, è facoltà del gestore porre in atto mezzi di limitazione della portata e della
pressione di fornitura, comunicati in forma scritta all’utente.
I gestori individuano procedure specifiche per i casi di erronea azione per morosità.
In nessun caso è addebitabile all’utente subentrante la morosità pregressa.

Ci sembra che tale paragrafo del D.P.C.M. non avrebbe vita semplice davanti alla Corte Costituzionale, in quanto il distacco dell'acqua non può in nessun modo aver luogo, essendo l'acqua un bene primario oltre che un diritto costituzionalmente garantito. Si pensi, ad esempio, al diritto alla salute (art. 32 della Carta Costituzionale). Si deve aggiungere anche che il distacco non può avvenire totalmente; semmai la società potrà diminuire la portata, garantendo comunque il bisogno quotidiano.


Noi combattiamo le nostre “piccole battaglie” quotidiane per la tutela dei diritti del cittadino, che da ultimo, si vede arrivare a casa bollette a quattro cifre. E lottiamo così:

COMUNICATO SEDE CODACONS VALLO DI DIANO 
30-12-2011

Dopo la sentenza n. 176/11 del Giudice di Pace di Sala Consilina sul caro-bolletta dell’acqua distribuita dalla ditta CONSAC S. p. A di Vallo della Lucania riceviamo, grazie alla pubblicazione della notizia, segnalazioni anche di bollette a quattro cifre. È il caso di un cittadino di Vallo della Lucania, il quale, complimentandosi per le nostre azioni a difesa dei diritti degli utenti, ci segnala una bolletta (che riportiamo in un allegato) di ben 3875,22 EUR. Ad ascoltare il cittadino di Vallo della Lucania, sembra di ripercorrere, indietro nel tempo, quanto raccontato da un utente del Vallo di Diano in una raccomandata n. 0527, spedita al CONSAC nel lontano 14 giugno 1988 (in un precedente comunicato la data era stata posticipata di dieci anni per errore). In questa missiva si lamentava una frequenza biennale della lettura del contatore e si rilevava quanto segue: “la seconda eccedenza in mc risulta essere più onerosa della prima eccedenza del 100% (il doppio), ritendendo che l’importo delle fatture a conguaglio non viene equamente distribuito nel corso degli anni, venendosi così a verificare l’inconveniente (per l’utente) di dover pagare una somma di danaro non corrispondente al suo effettivo consumo, si chiede che le eccedenze vengano distribuite equamente nei trimestri precedenti alla fattura a conguaglio in modo da evitare l’accumulo di svariati mc sotto la voce “II eccedenza””. In pratica, se la ditta CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania manda bollette leggere per un anno o più, il cittadino non deve esultare, perché, a conguaglio, se non viene effettuata la cosiddetta “spalmatura” della lettura (in genere unica) su tutto l’arco dell’anno, allora il rischio è che la bolletta finale arrivi molto più “pesante”. La ditta CONSAC S. p.A. di Vallo della Lucania nel 1988 rispondeva, in pratica, che tutto era regolare (ehm!).
Nel caso del ricorso dell’utente difeso da un legale CODACONS (Avv. Silvana Viola)  della nostra sede, nella sentenza n. 176/11 emessa dal Giudice di Pace si legge: “il sistema di fatturazione adottato dal consorzio convenuto era irregolare in quanto le somme richieste erano calcolate con il criterio delle eccedenze, che consiste nell’applicare tariffe maggiori per ogni soglia di consumo superiore al limite stabilito per il trimestre”.
Un bolletta dell'acqua recapitata ad una famiglia di Sassano
Nel caso dell’utente di Vallo della Lucania – per quanto illustratoci – si è avuto un lungo periodo di bollette “leggere”, fino a ricevere nella cassetta delle lettere una sostanziosa bolletta con scadenza a ridosso del Natale 2011, quasi come fosse un bel regalo (3875,22 EUR è una bella cifra!). Non siamo tuttavia sicuri del fatto che i due ultimi casi (accaduti in ordine temporale) possano essere simili. Ci interessa però riflettere su questi avvenimenti e invitare la Società per Azioni CONSAC a battere un colpo per cercare di farci comprendere come si possa, a fronte di precedenti emissioni di bollette a due cifre (non superiori ai 20 EUR), arrivare poi ad emettere una fattura a ben quattro cifre per un’abitazione, a quanto ci dice l’utente, disabitata e di poco più di 50 mq. Ci interesserebbe capire come vanno queste cose; tutto qua. E ciò dovrebbe essere di interesse anche per i politici e per le istituzioni locali; ma in questo nostro Paese, purtroppo, dell’acqua (anche di quella versata nel pianto) dei cittadini sembra ci si interessi molto poco da ultimo. Quando lo si fa, è per ottenere “risultati politici” importanti, cedendo intere reti comunali alle stesse società per azioni che a ridosso del Santo Natale regalano bollette agli utenti come quella riportata in allegato.

1 commento:

  1. Mi sono già informato su vari siti e da vari avvocati sui siti, e l'acqua non può essere staccata essendo un bene inviolabile come menzionato dell'articolo 2 della Costituzione italiana punto il gestore dell'acqua deve mandare diversi solleciti all'utente moroso, e può staccare l'acqua non prima di aver installato una fontana nelle vicinanze dell'abitazione del cittadino moroso! In questa fontana il cittadino potrà lavarsi e pulirsi e bere!

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