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domenica 23 giugno 2013

Una speranza

Nel blog dedicato al Tribunale di Sala Consilina si è evidenziata la valenza, anche culturale, di un presidio di legalità sul territorio. Abbiamo avuto la conferma di ciò quando si è riaccesa la speranza che il prossimo 5 luglio, durante una Camera di Consiglio, si potrà fare un passo in avanti nella la ricerca della verità sulla questione dello smaltimento illecito di rifiuti nel Vallo di Diano, argomento trattato in altri post precedenti (La nostra Chernobyl e Atti pubblici).


 Di seguito si riporta la nostra opposizione alla richiesta di archiviazione.



mercoledì 5 giugno 2013

Adulti e “delinquenti”


Leggeri e leggiadri frequentavamo gli istituti del paese e discorrevamo per le strade di Sala Consilina e guardavamo con fiducia al futuro. Veloci come gazzelle, elastici come molle (tese) e studiosi. Eravamo giovani e incensurati; ora adulti e “delinquenti”.
 
Con il tempo la spensieratezza ha lasciato il posto all’impegno sociale. E con esso è arrivata la stagione delle lotte per le nostre terre, per il nostro futuro e quello dei nostri figli. E in questa stagione, prima ci hanno ignorato, poi ci hanno deriso, come se il nostro impegno fosse frutto di pura follia. E, mentre tutto intorno a noi si corrompeva, dall’acqua dei fiumi all’assetto urbano dei nostri paesi, abbiamo cercato di fermare la vera follia fatta di devastazione e morte, di saccheggio sfrenato della vallata, di miseria umana e veleni sociali. E proprio per questa nostra attività di volontario e disinteressato impegno, hanno cominciato a combatterci, usando ogni mezzo. Dalla velata calunnia alle mezze frasi che ci dipingono come don Chisciotte inconcludenti, fino all’esclusione dal campo. Si sono oscurate le piazze, chiusi i cancelli, occultati i nostri nomi ai bordi delle strade. E tutto ciò proprio mentre le loro effigie campeggiavano in ogni dove, illegalmente. Abbiamo accettato la sfida e stiamo ancora combattendo, anche nei tribunali, non solo in quelli in via di dismissione. E sembra quasi che la giustizia, presente a tratti sul suolo di questo altopiano, debba ora allontanarsi definitivamente e mestamente da queste terre: prenderà così il volo un altro pezzo di storia di questa martoriata valle, intossicata dalla colpevole inerzia, di cui qualcuno dovrà infine rendere conto, e dalla cattiva politica.

 Hanno mezzi e potere e quindi danaro da spendere anche per false accuse. Hanno entrature in ogni dove. Con la loro influente – ma incerta – loquela, riprodotta a iosa in tutte le reti locali, fanno credere che non esista malaffare nella vallata; raccontano menzogne per coprire ogni loro sporco affare, mentre la terra muore dei danni prodotti dalla non casuale incuria e dal voluto abbandono. Solo il cemento conta, e si fa sì che venga sparso in ogni dove, affinché si lucri e si deturpi.
Ci combattono anche con le parole senza senso, come quella strana definizione di “delinquenti”, come se vivessimo nel mondo alla rovescia, dove chi commette reati è una persona rispettabile e chi denuncia un turpe fatto un malfattore. E molti tacciono e solo pochi esprimono parole di solidarietà. I molti sono fatti della stessa pasta: pensano ai propri affari e, per il resto, che tutto vada in malora. Eppure, se dovessimo prestare fede alle parole del Mahatma Gandhi, alla fine vinceremo. La posta, per il momento, è ancora intatta e non si sa chi prenderà la prossima mano. Ma alla fine vinceremo con la forza delle idee e delle parole e con l’inafferrabile potenza della verità, nonostante gli errori che abbiamo potuto commettere e che – in buona fede e, si spera, in misura minore – ancora commetteremo. E saluteremo la vittoria con il grido rivoluzionario di sempre: “hlvs”.

venerdì 17 maggio 2013

Cartelle esattoriali "premature"


Dal comunicato stampa del giorno 15-05-2013 della sede CODACONS del Vallo di Diano

C'eravamo abituati alle “cartelle pazze”, ma non a quelle “premature”, che stanno invadendo le nostre case in questi giorni. Infatti, stanno arrivando a casa dei cittadini di più Comuni del Vallo di Diano cartelle esattoriali per le quali non era stato mai inviato alcun precedente avviso di pagamento. Ricordiamo agli amministratori del Comune di Sala Consilina (tanto per fare un esempio concreto) che la cartella esattoriale è un documento emesso da un Concessionario o Agente della riscossione, per la riscossione di un tributo (tassa, imposta, sanzione, contributo…) iscritto a ruolo a seguito di un inadempimento del debitore. 
Ma se non si manda un avviso di pagamento al cittadino, come si fa a certificarne l'inadempimento? Dal sito web di Equitalia, poi, leggiamo: “È importante ricordare che Equitalia restituisce integralmente agli enti creditori gli importi riscossi, compresi interessi e sanzioni previsti dalla legge. Equitalia trattiene invece il rimborso delle spese di notifica, pari a 5,88 euro, e l’aggio, ovvero la percentuale sulle somme effettivamente riscosse, fissato dalla legge al 9% a titolo di remunerazione onnicomprensiva per il servizio svolto. Per i pagamenti effettuati entro i 60 giorni dalla notifica della cartella, l’aggio è ripartito tra il contribuente (4,65%) e l’ente creditore (4,35%). Per i ruoli emessi a partire dal 1° gennaio 2013 l'aggio di riscossione è pari all'8% (decreto legge n. 95 del 2012)”.

Con questo modo di riscuotere i tributi il danno all'Ente Comunale potrebbe risultare enorme e i danni al cittadino potrebbero essere numerosi.


Innanzitutto è da dire che vi è l'obbligo, da parte dell'Ente Comunale, della comunicazione dell'avviso “bonario”, pena la nullità della cartella esattoriale emessa da Equitalia. Infatti, ogni atto notificato direttamente dall’agente della riscossione è considerato giuridicamente inesistente. A riprova di ciò, l’inesistenza della notifica per posta effettuata direttamente da Equitalia continua ad essere oggetto di sempre più favorevoli sentenze delle Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali che, in accoglimento del ricorso introduttivo, hanno totalmente annullato la cartella di pagamento per la giuridica inesistenza della sua notificazione.

Per i danni al cittadino notiamo che:
1) la cartella esattoriale costa di più al cittadino rispetto al pagamento delle regolari bollette, per quanto visto sopra; 2) il numero di rate è in genere inferiore a quanto previsto dai regolamenti degli Enti Comunali; 3) il contribuente non ha modo di rivolgersi direttamente all'ufficio tributi dell'Ente, per eventualmente correggerne l'operato, prima che venga emessa una cartella esattoriale.


Dopo queste righe, che speriamo le emittenti locali possano pubblicizzare per dare informazioni utili ai cittadini su quello che – inspiegabilmente – sta succedendo, diciamo solo questo agli amministratori degli Enti Comunali: si annullino tutte le cartelle esattoriali notificate senza avviso di pagamento e si riprenda a osservare le regole nella delicata azione di riscossione dei tributi in questi anni difficili di crisi economica.

Roberto De Luca, responsabile sede CODACONS Vallo di Diano

giovedì 25 aprile 2013

IL TRASFERIMENTO DEL TRIBUNALE DI SALA CONSILINA A LAGONEGRO, IN UN'ALTRA REGIONE



Oltre un mese fa si scriveva il comunicato allegato sul rischio del trasferimento definitivo del Tribunale di Sala Consilina a Lagonegro, in provincia di Potenza. Oggi, grazie anche alla costante attenzione di alcuni legali valdianesi, siamo in possesso delle foto di uno stabile, adiacente al Tribunale di Lagonegro, che dovrebbe essere deputato all'accorpamento del nostro Tribunale. Si pubblicano le foto ricevute, su cortese concessione, lasciando ai lettori il compito di trarre le logiche conclusioni da quanto viene mostrato.   


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COMUNICATO 23-03-2013 

I CITTADINI VALDIANESI TEMONO LA PARALISI DELLE ATTIVITÀ DEL TRIBUNALE E IL TRASFERIMENTO DELLO STESSO IN ALTRA REGIONE


Da tempo i cittadini del Vallo di Diano convivono col timore dell’imminente trasferimento del Tribunale di Sala Consilina (SA) a Lagonegro, in provincia di Potenza. Nelle more di questo passaggio delle competenze giudiziarie locali ad altra Regione, alcuni magistrati in pianta organica a Sala Consilina sono già stati trasferiti ad altra sede. Se dovesse continuare questa emorragia di operatori della Giustizia, il Tribunale valdianese potrebbe rimanere paralizzato, con grave disagio dei cittadini, che si vedrebbero così negare il diritto alla legalità.



La nostra associazione si fa quindi portavoce, nei confronti degli amministratori locali, di tale disagio, affinché si esprima, ai più alti livelli istituzionali, il profondo dissenso rispetto a questa operazione di grave soppressione di diritti. Inoltre, auspicando una rapida soluzione al problema della formazione di un nuovo Governo, l’associazione stessa invita tutti gli operatori socio-politici ad adottare, con somma urgenza, un piano di intervento a difesa delle prerogative territoriali e dei diritti dei cittadini, già defraudati – da anni – dei servizi socio-sanitari e di trasporto. Il trasferimento del Tribunale, infatti, comporterebbe un irreversibile impoverimento dell’intero comprensorio, non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto l’aspetto sociale e culturale. Il rischio di un arretramento, anche sul piano della legalità, porrebbe non pochi interrogativi, infine, ai giovani che volessero rimanere a lavoro in questo territorio, per un futuro più prospero per tutti.

Ecco che diventano necessarie una rinnovata unità di intenti e una nuova mobilitazione generale per poter scongiurare questa ennesima inaudita aggressione al territorio. Crediamo infatti che, attraverso la sensibilizzazione su questi temi di un nuovo esecutivo (frutto di un profondo rinnovamento socio-politico), si possa addivenire alla conclusione condivisa che la tutela dei diritti dei cittadini costituisce un prerequisito imprescindibile per ogni “buona società.   
  

Il Responsabile della sede CODACONS
del Vallo di Diano
dott. Roberto De Luca

domenica 7 aprile 2013

Biomasse nel Vallo di Diano

Utilizzo, sperando di fare cosa gradita anche alla giornalista, le parole di Filomena Chiappardo per descrivere l'evento che si è tenuto a Padula il 29 marzo scorso. Un'idea simile era stata umilmente espressa nel "post" del lavoro. In questo incontro il tema è stato affrontato in modo rigoroso dagli ingegneri Cantalupo, Langone e Manzolillo, ai quali va il merito di avere illustrato un progetto completo di impresa, così come si può leggere nell'articolo seguente.  



Articolo tratto da ONDANEWS


30/03/2013 - Padula: Ieri convegno “Il valore ecologico, economico e sociale delle biomasse prodotte nel Vallo di Diano”




Si è tenuto ieri, presso l’Aula Consiliare della Certosa di Padula, il convegno “Il valore ecologico, economico e sociale delle biomasse prodotte nel Vallo di Diano”, che ha visto la presentazione di un progetto di un giovane ingegnere originario del Vallo di Diano, Donato Cantalupo, il quale - come argomento di tesi del master sulle energie alternative a cui è iscritto al Politecnico di Milano – ha presentato la fattibilità di un impianto per la produzione di pellet nel Vallo di Diano, attraverso l'uso delle biomasse agro-forestali presenti nel territorio. 

Padula: Ieri convegno “Il valore ecologico, econom...Presenti all’incontro l’imprenditore Enzo Manzolillo, Roberto De Luca, docente dell’Università di Salerno, il sindaco di Padula, Paolo Imparato; a dare inizio alle relazioni è stato Beniamino Curcio, responsabile area agricoltura e foreste della Comunità Montana Vallo di Diano, che ha spiegato in modo dettagliato la situazione boschiva del nostro territorio ed ha invitato anche il Consorzio di Bonifica a partecipare al progetto con i residui dei propri lavori di manutenzione degli argini fluviali e stradali. 

Curcio ha sottolineato il coinvolgimento dei Comuni e delle ditte boschive e ha dato la piena adesione dell’Ordine degli Agronomi ad un progetto che può rappresentare un’occasione di sviluppo per il Vallo di Diano. 

Ad illustrare il progetto sono stati gli ingegneri Donato Cantalupo e Michelangelo Langone: l’impianto è energeticamente auto-sostenibile, grazie ad un cogeneratore a cippati (sottoprodotto del pellet) che produce energia elettrica e calore per l’essiccazione della biomassa. Il pellet presenta una bassa emissione di CO2, aspetto importantissimo dal punto di vista ambientale, ed ha un buon rapporto prezzo/potere calorifico; per quanto riguarda lo stabilimento per la produzione, si può pensare ad un opificio esistente da adeguare localizzato al centro del Vallo di Diano. 
Riguardo gli aspetti normativi, l’ingegnere Langone ha fatto riferimento ai DM 6 luglio 2012 e 28 dicembre 2012. Il progetto, che è “un progetto di comunità” perché vede la collaborazione di entità locali, pubbliche e private, sfrutta le risorse del nostro Vallo in modo rispettoso dell’ambiente e può dare un’occasione di crescita economica del territorio, può inoltre aiutare il recupero di zone agricole abbandonate e la bonifica di siti degradati, contrastando il dissesto idro – geologico ed incoraggiando la creazione di consorzi di agricoltori. Ora il Vallo di Diano è chiamato a dare la propria adesione a questa idea di sviluppo sostenibile per realizzare un progetto considerato di grande valore ecologico, economico e sociale. 

Filomena Chiappardo - ondanews -

lunedì 1 aprile 2013

Da Il Manifesto


SALA CONSILINA - SANTORIELLO (CENTROSINISTRA) DIFENDE I MARÒ
Assessore shock: «Comunisti nei forni e Sgrena in Iraq»
TAGLIO BASSO - ANGELO MASTRANDREA
SALA CONSILINA (Sa) 
(30 marzo 2013)
Cosa ci fa in un'amministrazione di centrosinistra un signore che vedrebbe bene i comunisti in un campo di concentramento nazista e che avrebbe lasciato marcire la nostra Giuliana Sgrena nelle mani dei suoi sequestratori iracheni? La risposta affonda in qualche paradosso meridionale difficile da comprendere persino per chi, a Sala Consilina, ci è nato e continua a frequentarla per quanto gli è possibile.
In questa cittadina all'estremo sud della provincia di Salerno ieri teneva banco il caso dell'assessore al Patrimonio Michele Santoriello, che il giorno precedente sulla sua pagina facebook aveva postato - sopra un fotomontaggio con Giuliana Sgrena, i due marò e la scritta «devono essere giudicati in India», evidentemente da attribuire alla giornalista del manifesto - una battuta choc, qui riportata in versione originale, punteggiatura compresa: «Ecco perché i COMUNISTI devono essere sterminati tutti...alla hitler maniera. Ai tempi della guerra in Iraq, fosse stato per me, l'avrei fatta marcire a Bagdad. Si tratta di una ignobile miserabile...». 
Non male, per un politico di una giunta sì espressione di una lista civica, ma sostanzialmente di centrosinistra. Il fatto è che Santoriello, quando vede rosso, ha la reazione del toro: sbuffa e incorna. Eppure questo non gli ha impedito di spostarsi da Forza Italia, dopo un paio di candidature alla Provincia finite male, al Movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo, con il quale si è spostato tra gli odiati amici della sinistra. Ma basta seguirlo su facebook per capire dove batte il suo cuore: ieri la frase incriminata era sparita, ma si potevano leggere un post in difesa di Dell'Utri («come disse giustamente LUCIANO LIGGIO se esiste l'antimafia esiste pure la mafia»), un altro che denuncia l'assunzione di una nipote di Vendola da parte di Napolitano («vedete cosa sono capaci di fare questi comunisti di merda») e un attacco a Grillo e Bersani («devono andare a casa»)...
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Sento di ringraziare Angelo Mastrandrea per questa plastica descrizione dei fatti. Altri dettagli sono presenti nel suo articolo, reperibile sul sito de Il Manifesto. Aggiungo qualche considerazione, cercando di rispondere effettivamente alla domanda del giornalista, che non può conoscere - me ne rendo conto - tutti i retroscena della scorsa tornata elettorale, alla quale ho partecipato come candidato a Sindaco della Lista n. 1, Italia dei Valori.

Premetto che non sono mai stato comunista. Da oggi mi professerò tale, proprio per i riferimenti allo "sterminio" di sopra.

E passo a rispondere alla domanda del giornalista con le stesse parole che utilizzammo in campagna elettorale nel 2009. Queste.


La LISTA N. 1: un progetto per Sala Consilina e per il Vallo di Diano

Una terza lista a Sala Consilina? Intanto diciamo che quella dell’IdV è la prima lista a Sala Consilina (la Lista n. 1, appunto!). E adesso analizziamo il modo in cui si sono formate le altre due liste (la seconda e la terza).

Si partiva da uno scenario di quattro schieramenti (qualcuno diceva troppi): Lista Colucci (che “guardava a destra”, con un accattivante simbolo già pronto); la lista capeggiata da Ferrari, formata da una parte dell’amministrazione uscente; la lista capeggiata da Paladino (che intanto aveva incassato l’appoggio ufficiale di una parte del PD) e quella del centrodestra, con un candidato a sindaco incerto. Si sono avute poi le fusioni Colucci-Ferrari e Paladino-centrodestra per fare blocco comune e per rendere più probabile ai sopravvissuti la scalata al potere. Nei giorni di intenso lavorio e di accordi tra queste liste, la Lista N.1 dell’IdV si è andata concretizzando, seppure con una chiara connotazione minoritaria.

Si immagini, adesso, lo scenario politico che si avrebbe se non fosse presente la Lista N. 1: un sistema a matrioska. In un caso i protagonisti della vecchia politica inglobano i nuovi rigurgiti di cambiamento che promanavano dal centrodestra, nell’altro caso l’amministrazione attuale fagocita la matrioska che l’aveva generata. In entrambi i casi le operazioni di fusione sono politicamente eterogenee, producendo sia malcontento nelle file del centrodestra, sia un certo sconcerto e disorientamento tra gli elettori di entrambi gli schieramenti. E, matrioska nella matrioska, le due liste sembrano la rigenerazione del passato (altro che!). La lista dell’IdV ha invece fatto una netta scelta politica: un simbolo che possa essere garante delle istanze di trasparenza e legalità della pubblica amministrazione e di solidarietà nei confronti delle classi sociali più disagiate. Un simbolo che possa dare la speranza di rinnovamento non solo nei personaggi, ma anche nei metodi; un simbolo che guardi al futuro con speranza, confidando nell’apporto delle idee di tutti e, in primo luogo, di quelle delle giovani generazioni.

Se la Lista N. 1 è in campo, essa è presente con pari dignità politica rispetto alle altre due. Già da adesso diciamo che vogliamo mettere sul tavolo della discussione molte novità, alcune futuribili, altre immediatamente applicabili, delle quali è bene cominciare a parlare qui e subito. La democrazia è anche questo: lavoro duro e trasparente, solidarietà piena nei confronti delle classi sociali più disagiate, attenzione verso i giovani e verso le loro esigenze di crescita culturale e sociale, lotta durissima e convinta alla disoccupazione attraverso il sostegno alle politiche socio-economiche più idonee per il territorio.

In una parola, la Lista N. 1, è un “laboratorio-progetto di idee per Sala Consilina e il Vallo di Diano”, senza per questo voler nascondere le difficoltà che si possono incontrare durante il cammino. L’Italia dei Valori può rappresentare una speranza di un futuro più roseo per le nostre terre, di una rottura definitiva con i freni socio-politici che hanno da un lato imbrigliato lo sviluppo sostenibile del comprensorio, dall’altro svenduto le nostre prerogative territoriali a potentati di varia natura, facendo accrescere i privilegi di pochi a discapito dei diritti di molti.  

La LISTA N. 1 è quindi lista utile, la sola vera alternativa per poter rinnovare la classe politica del territorio, cominciando dal paese capofila.  

Il Comitato Elettorale della LISTA N. 1  (Di Pietro – Italia dei Valori) 


E solo per trarre le conclusioni dalla metafora della matrioska, vorrei aggiungere che la vera ragione per la quale ci sono stati apparentamenti "strani" nell'una e nell'altra lista a noi avverse (Lista N. 2 e Lista N. 3) è da ricercare nel raggiungimento del fine ultimo: lo scettro del comando. E vorrei concludere con un'ultima domanda. Ma a cosa è servito avere questo "mazzariello" in mano, quando i problemi ai quali doveva far fronte l'attuale amministrazione sono ancora oggi in gran parte irrisolti e altri sono sopraggiunti, proprio a causa di decisioni improvvide o gravi omissioni (e mi riferisco soprattutto alla cessione del servizio idrico integrato e alla mancata adozione di un piano di rilancio dell'economia locale)? 

giovedì 28 marzo 2013

Gravissimo episodio a Sala Consilina


A caldo, dopo aver letto quanto riportato in una lettera aperta indirizzata al Sindaco di Sala Consilina, ho sentito il dovere, come responsabile di un'associazione a tutela dei diritti dei cittadini, di trasmettere alla stampa, con la lettera allegata, il contenuto della missiva che, qualora i gravissimi fatti in essa indicati trovassero effettivo riscontro, andrebbe fatta conoscere anche ad altre istituzioni. 

Si è creduto così di dare un utile servizio al cittadino che si reca alle urne per scegliere i propri rappresentanti. Auspico, pertanto, che la stampa locale promuova un'inchiesta approfondita su quanto accaduto.

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Dopo avere letto sul social network Facebook, con 
grande stupore, queste righe di una lettera aperta, 
si spedisce alla stampa perché si faccia chiarezza 
sulla gravità del contenuto della stessa. Ogni
cittadino è tenuto a sapere se ha corso il rischio 
di dare il proprio voto - direttamente o indirettamente 
- ad una persona che ha messo in circolazione 
materiale "in cui si inneggiava ad uno sterminio di 
hitleriana memoria".

La questione è di una gravità così profonda, che
le stesse istituzioni democratiche potrebbero essere
a rischio, qualora si indulgesse nel sottacere
episodi del genere. Credo, pertanto, che vada chiarito
tutto sulla stampa (e se del caso anche in altri
contesti), per la salute delle nostre stesse istituzioni 
democratiche. 

Grato dell'attenzione, si porgono cordiali saluti.

Roberto De Luca
Responsabile Sede CODACONS Vallo di Diano
84030 Silla di Sassano (SA)

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Lettera aperta al Sig. Sindaco del Comune di Sala Consilina dott. Gaetano Ferrari.
Questa mattina, dopo aver letto un post sul profilo di questo social network di un assessore della mia Città, in cui si inneggiava ad uno sterminio di hitleriana memoria, mi son subito chiesto: "io, avrei mai avuto un pensiero simile"? Immediatamente mi son detto: "assolutamente NO"! Io non sono come lui è lui non può rappresentare me.Caro Gaetano, non continuare a permettere che un assessore della tua giunta continui ad offendere l'intero genere umano e noi tutti cittadini di Sala Consilina.Non voglio entrare nel merito delle idee politiche di chi ritiene di fare affermazioni di tale natura, piuttosto che nel merito della questione a cui lui fa riferimento ma uno sterminio e' uno sterminio, che sia di hitleriana o staliniana memoria. I morti non vanno uccisi una seconda volta e i familiari per primi, ed il genere umano nella sua totalità non vanno offesi e meritano rispetto, soprattutto, da chi viene, democraticamente, eletto a rappresentare tutti e non solo quelli che possono avere le sue stesse idee ed averlo votato. Io non sono come lui e nessuno dovrebbe esserlo.A prescindere da chi siano i destinatari del pensiero hitleriano dell'assessore, io non voglio che lui mi rappresenti. Indipendentemente dal momento storico come quello che viviamo, carico di tensioni sociali ove anche il neo Papa Francesco spinge tutti alla bontà, un siffatto gesto deve, senza mezzi termini, essere stigmatizzato.Son certo che prenderai, a nome di tutti noi Cittadini di Sala Conslina le distanze dall'autore di un così inqualificabile gesto e seguendo l'esempio del Presidente della Regione Sicilia, revocherai le deleghe conferite, sperando che il consigliere comunale, abbia poi, la dignità di dimettersi dal l'incarico elettivo. Com stima, un essere umano e cittadino di Sala Consilina.
Franco Di Paola

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