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giovedì 25 agosto 2011

Parmenide, Zenone e il Cilento oggi

A quasi un anno dall’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ancora non si hanno certezze su chi siano i responsabili di questo sconvolgente delitto. Circa un anno fa scrissi queste righe. Le ripropongo oggi.



Capo Palinuro


06/09/2010

TRA LA VETTA DELL’OLIMPO E IL REGNO DI POSEIDONE

Roberto De Luca

Il luogo dove sorgeva l'antica Elea
Percorrendo l’ex strada statale 447 che da Ascea va a Palinuro, si ha l’impressione di essere molto vicini alle rappresentazioni simboliche delle divinità dell’antica Grecia. Su di una collinetta con vista sul mare Parmenide e Zenone sviluppavano le loro teorie sul mondo, in contrasto con il “panta rei” di Eraclito da Samo. Quest’ultimo immaginava che il tempo scorresse inesorabilmente, non lasciando mai uguali le cose nel suo fluire. I famosi paradossi di Zenone, quei coraggiosi tentativi fatti per dimostrare l’immobilità del tutto, ancora lasciano sbigottiti tanti studenti; adesso, tuttavia, dopo aver appreso gli elementi della fisica e della matematica, essi trovano una loro collocazione logica più propria nella mia mente. Camminando per le strade di quella che è stata l’antica Elea, il ricordo di quella freccia che esitava a raggiungere il suo bersaglio mi ritorna nitido alla mente. Lo sguardo si sofferma sulle colline costellate di ulivi, poi attraversa le strade, ancora impervie, fino a raggiungere il regno di Poseidone, che oggi è tormentato dalle notizie che provengono dall’entroterra. Tra il mare e i monti, su di una stradina tortuosa, ci sono io, piccola creatura alla quale è dato godere di questo immenso ed inestimabile patrimonio naturale.

Stamattina ho appreso che il sindaco di Pollica è stato assassinato. Forse è caduto per mano di quei nuovi barbari che stanno invadendo la terra degli Eleati, disseminandola di cemento. Gli ulivi che hanno benedetto, con le loro lacrime, il cibo degli abitanti di quei luoghi, lasciando tracce della longevità dei Cilentani sui libri di scienze, stanno cedendo il passo all’ingordigia di chi ama speculare sulle bellezze del Cilento. All’interno del Parco Nazionale, a ridosso di un mare cristallino, secoli fa alcune navi greche decisero di attraccare in quell’insenatura per porre la prima pietra di Elea, la città di Parmenide e Zenone. E così due filosofi fiorirono in successione nello stesso luogo incantato per dare al mondo una speranza di progresso nella comprensione dei fenomeni naturali. Poco importa se il paradosso di Achille e la tartaruga resta tale. Poco importa se Achille, con la rapidità del suo passo, non solo raggiunge la tartaruga, ma la sorpassa. Poco importa se la punta della freccia, scoccata con forza dall’arciere, si conficca senza ritardi e senza esitazioni nel bersaglio. Il solo tentativo di aver voluto comprendere il mondo fisico secoli prima della nascita di Cristo nella terra il cui suolo sto adesso calpestando mi rende orgoglioso di essere nato in un paese non molto distante da qui. E tanto più sentito è questo senso di appartenenza a queste terre e a questa cultura, tanto più vivo è il dolore per la morte di un uomo che combatteva giuste battaglie per l’ambiente, ricoprendo una carica istituzionale di alta responsabilità. Ritroveremo la forza per stringerci agli stessi ideali del sindaco Vassallo per continuare la sua lotta contro la deturpazione di luoghi da salvaguardare nella loro limpida bellezza o ci lasceremo corrompere dal miraggio del falso progresso del cemento e del denaro facile? Sarà questa la domanda che dovremo porci da domani, per onorare il ruolo di quei cittadini che, in vari modi, danno parte della loro esistenza per tutelare l’integrità del territorio in cui essi vivono.   

venerdì 19 agosto 2011

REQUIEM PER IL CAVARELLI

Cavarelli - griglia in località "la Botte". Si noti
lo strato di materia oleosa sul pelo dell'acqua 
(foto del marzo 2008).
La stampa si è interessata, nel corso del tempo, ai fenomeni di morie di pesci nelle acque dei canali del Vallo di Diano. Basti solo leggere cosa scriveva su La Città del 19 luglio 2007, a pag. 36, Salvatore Medici, un noto operatore dell’informazione del luogo, che tempo fa ha condotto una dettagliata inchiesta sull’inquinamento da rifiuti delle nostre campagne: “Ancora pesci morti nelle acque del Vallo di Diano. Questa volta il canale interessato è il lagno Termine, affluente del fiume Tanagro nella piana tra Sala Consilina e Teggiano, nelle vicinanze del sito dove è ubicato il traliccio che ospita la cicogna bianca: una zona che da alcuni anni è al centro dell’attenzione per l’evento costituito dall’arrivo della coppia di cicogna e dalla nascita dei piccoli; una zona, insomma, da considerare simbolica e dunque da proteggere, ma che invece non è per nulla tutelata…Gli episodi si ripetono nel tempo: prima a Silla di Sassano, poi tra Sassano e Teggiano, poco tempo fa tra San Pietro al Tanagro e Sant’Arsenio fino a Polla e ieri tra Teggiano e Sala Consilina. La presenza di pesci morti è la spia più evidente. I corsi d’acqua che attraversano il comprensorio del Vallo di Diano sembrano essere continuamente minacciati e con essi l’intero ecosistema”. Quindi, il problema esiste e dovrebbe essere affrontato non solo dal lato socio-culturale della questione, ma anche politico. Altre segnalazioni, infatti, sono di recente giunte alla sede CODACONS del Vallo di Diano circa una moria di pesci avvenuta nel territorio a confine tra Sassano e Sala Consilina, nel silenzio assordante che ormai ha avvolto questo tema, a luglio 2011 in un fiume collegato con il fiume Cavarelli nel loro punto di intersezione chiamato "la Botte" a Silla di Sassano. Eppure, sembrava che le cose stessero migliorando e che i fenomeni, descritti nelle foto scattate nel periodo 2007-2008, stessero scomparendo. Una persona di Silla, sentendomi rincuorato sullo stato del fiume, mi ha detto in confidenza: "Ma che dici? Quell'acqua è veleno assoluto. Veleno assoluto". Dovrà forse avere le sue ragioni, se mi dice ciò. In verità non si vede un pesce nel Cavarelli da anni.
  
Schiuma sul pelo dell'acqua del Cavarelli
nei pressi del plesso della Scuola
Elementare di Silla di Sassano
(foto del 2007)
E mentre ci si chiede se esista una vera strategia di sviluppo del territorio o se essa sia unicamente affidata all’improvvisazione degli amministratori locali, la maggior parte dei quali non brilla di certo per sensibilità ambientale e per capacità progettuale, ecco che una visione politica di più ampio respiro ci giunge dal compianto Gerardo Ritorto, astro nascente della classe dirigente valdianese degli anni ’70, tragicamente scomparso proprio mentre stava completando il suo “cursus honorum”. L’allora assessore regionale ebbe ad affermare che “bisogna incominciare ad affrontare e risolvere i nodi sociali ed economici a livello comprensoriale”. A questi nodi noi oggi aggiungiamo anche quelli ambientali, che non sono affatto disgiunti dai precedenti. E allora non possiamo non domandarci quale potrebbe essere una possibile soluzione al problema ambientale attuale. Proviamo perciò a dare una risposta. Se la tutela ambientale fosse una delle priorità nell’agenda della politica del Vallo (ma così attualmente non sembra) e se essa potesse ancora costituire un traino per l’intera economia del comprensorio, grazie all’adozione di opportune politiche legate alle attività produttive sostenibili di qualità, alla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale locale, allora saremmo già sulla buona strada.
Sostanza rossastra fuoriscita da uno
sbocco nel Cavarelli, all'altezza del
Parco di Silla (foto del giugno 2008).
Si pensi, ad esempio, a come questi corsi d’acqua potrebbero essere sfruttati per allevamenti ittici. Vedo già qualche ambientalista lungimirante storcere il naso, mentre sono fermamente convinto che questa attività non solo preserverebbe le specie ittiche autoctone nei fiumi, perché l’allevamento avrebbe bisogno di acqua pulita, ma potrebbero occupare, vista la grande disponibilità di corsi d’acqua, uno spazio avulso dai restanti tracciati fluviali, per evitare la miscibilità delle specie ittiche (autoctone e non). Un’alternativa potrebbe poi essere costituita dall’allevamento di specie ittiche nostrane con metodi naturali. Infine, se venissero periodicamente organizzate gare di pesca sportiva per invogliare, anche localmente, tale attività ludica, si darebbe respiro all’indotto della ricezione turistica del posto. Purtroppo, mentre il raggiungimento di questi obiettivi si fa sempre più pressante, anche a fronte delle emergenze, locali e globali, che l’Umanità è chiamata ad affrontare da subito, alcuni danarosi quanto impietosi furbi stanno selvaggiamente cementificando e devastando il Vallo di Diano con un danno irreversibile alle colture, all’ecosistema locale e all’estetica della vallata. Il sacco della vallata non verrà fermato fintanto che la politica non aprirà gli occhi su quanto sta accadendo. E mentre aspettiamo che qualcuno si svegli, non possiamo che riportare il pietoso canto di requiem per il Cavarelli scritto nel 2008.

REQUIEM PER IL CAVARELLI
(dodecasillabi in rima)
Roberto De Luca

All’ultimo serpe, dal milite scorto,
la bava del putrido letto s’avvolge
e tremiti irosi, ancora da morto,
la vittima ignara al cielo rivolge.

E l’ultimo segno di vita scompare
coi pesci e le verdi dimore di insetti.
La schiuma da presso alle piante riappare:
disegna sull’acque dei cerchi perfetti,

a volte tangenti, a volte distanti,
recanti vestigia di alchemici danni.
I bimbi nel parco con urla festanti
raccolgon nell’aria futuri malanni.

I vecchi proverbi solevano dire
che a volte non basta voler maledire,
e certo non basta mostrare l’affanno
se infestan la piana le orde del danno.

Eppure se dici al gendarme di ronda
che chiara e lampante v’è bava alla sponda,
costui non appare per nulla allarmato
e sempre contento lo vedi e azzimato.

Per tutte le cose che noi abbiam detto
per tutte le urla che c’eran nel petto
v’è certo qualcuno che all’ombra del dolo
dirà: il Cavarelli? è morto da solo!

mercoledì 17 agosto 2011

OLTRE TRE ANNI FA

Ciò che scrivevo oltre tre anni fa è, purtroppo, di una disarmante attualità. Walter Ganapini all’epoca era Assessore all’Ambiente della Regione Campania. Ebbi modo di interloquire, in un pubblico dibattito, con l’assessore Ganapini in occasione dell’inaugurazione dell’isola ecologica di Sala Consilina. La risposta che ebbi alla mia domanda sul viaggio dell'immondizia (vedi sotto) fu che in Campania esistono degli strani broker del trasporto. Sono passati altri tre anni e questi broker sono sempre là, inamovibili, che fanno viaggiare la nostra immondizia tra Scilla e Cariddi. Qualcuno a ingrassare e noi a pagare le nostre bollette ogni anno più care. Questa, purtroppo, ancora oggi la dura realtà.


NELLA SOLITA PALUDE DELL'IMMONDIZIA MORALE
Roberto De Luca 
Sala Consilina, 8 Giugno 2008
(dormiveglia nella lunga notte dei valori in un mondo alla rovescia dove l’immondizia fa giri turistici in mare  e gli impianti di compostaggio “perfetti” non vengono messi in funzione, mentre la verità viene fatta a pezzi)

A volte sembra di lottare una lunga, interminabile battaglia contro il malaffare e le connivenze, a vari livelli. A volte non si riesce a comprendere la cupidigia di quanti, ormai satolli, ancora utilizzano la cosa pubblica per piegarla ai loro interessi, impoverendo tutti, anche se qualche ricchezza, in qualche tasca, viene creata. A volte non si capisce l'inerzia di quanti dovrebbero controllare. A volte sembra che i politici di destra e di sinistra siano del tutto equiparabili quando si tratta di fare affari, anche sulla pelle dei cittadini ignari. A volte nemmeno i prelati della Chiesa, nemmeno quelli, si salvano: riescono a raccomandare per un posto di lavoro, come se facessero la carità. Ma quale carità se per ogni raccomandato ci sono dieci, cento che non ce la fanno ad avere un posto come spazzino? Peggio è, poi, se quelli che ce la fanno a diventare spazzini sono anche parenti dell’alto prelato. Capite? Spazzini, non professori, funzionari, impiegati. Spazzini!
Il sito di trasferenza di San Giovanni, prima dell'apertura dell'
isola ecologica di Sala Consilina.
A volte non si sopportano quei lunghi, terribili silenzi sulla corruzione, su orribili misfatti, sui crimini ambientali. A volte non si comprende il lasciar fare a tutti i costi, forse solo per un ritorno di voti. E capannoni e casacce abusivi in campagna, e pattume dappertutto. E se lo dici, ti ridono in faccia. Zone industriali in siti di pregio ambientale e ruspe coi cingoli nei Parchi Nazionali. E se denunci i fatti, sei un infame. Se ti fai i fatti tuoi, sei una persona per bene, un vero professionista. Sei affidabile, insomma; funzionale al “sistema”. Le sponde dei fiumi incendiate, per ripulirle dalle erbacce; letti raschiati per non far depositare la melma, perché i corsi d'acqua vengono utilizzati per smaltire liquami reflui. La vita è scomparsa e la morte ha vinto in quei fiumi e nelle menti di chi si macchia di questi crimini odiosi. Le future generazioni ringraziano quanti hanno taciuto e quanti hanno permesso, quanti si sono voltati dall’altra parte e quanti hanno solo riscaldato le poltrone o rimpinzato le loro tasche durante i loro mandati. 

Ma, nonostante tutto ciò, bisogna reagire e non scoraggiarsi. E proprio per questo si lotta, si resiste, si invoca l'aiuto di persone di buona volontà, di destra e di sinistra, per fare breccia nella palude dell'immondizia morale, che ormai sommerge tutta la regione. La cultura della legalità non sta sopra o sotto, a dritta o a manca; sta nei cuori e nelle menti delle persone oneste. E ce ne sono, per fortuna. C’è chi rinuncia all’affetto di un amico o di un congiunto pur di non vedere scalfita la propria integrità morale. Chi rifiuta frequentazioni equivoche, pur di non essere coinvolto in una putrida palude di affari poco chiari.


Da ultimo abbiamo ascoltato le parole di Walter Ganapini, assessore tecnico all'ambiente della Regione Campania, membro onorario dell’Agenzia Europea per l'Ambiente, su Internet all’indirizzo seguente http://it.youtube.com/watch?v=syJzVR9uzzU.


Incendio nel sito di trasferenza di San Giovanni il 1 agosto
2009. Dopo il ripetersi di episodi simili, fu inaugurata l'isola
ecologica di Sala Consilina e il sito di stoccaggio temporaneo
dei rifiuti fu portato lontano dal centro abitato.
Ganapini ci dice, in questo breve passaggio, che alcuni impianti di compostaggio non vengono utilizzati, anche se, secondo il suo parere, potrebbero tranquillamente funzionare. L’assessore regionale parla di “disastro del pubblico erario”. E' la parola di un esperto, non la nostra. Tra questi impianti viene menzionato quello di Polla, in provincia di Salerno, definito “perfetto”. Ma allora, se l'impianto di Polla potrebbe essere utilizzato (e non dubitiamo delle parole di Ganapini) perché tenerlo inattivo e continuare a mandare l'immondizia in Sicilia, così come avviene per la frazione umida prodotta nel Vallo di Diano? A volte noi non capiamo. Non capiamo perché proprio in Sicilia, oltre lo Stretto di Messina. Non capiamo il viaggio in mare, tra Scilla e Cariddi, dei container di immondizia. Ma quanto diamine costa? Non capiamo tutti questi quattrini che ci fanno sborsare. Non capiamo alcuni personaggi che, nonostante tutto, ancora capeggiano queste grandi, epiche imprese. Siamo limitati, a volte. Qualcuno ci aiuti a comprendere; almeno per una sola volta, in questa nostra breve esistenza immersa in tutta questa immondizia materiale e morale.

martedì 16 agosto 2011

Acqua, aria, terra e fuoco

Empedocle da Agrigento pensava che il mondo così come lo conosciamo fosse il risultato della miscela di quattro elementi fondamentali: acqua, aria, terra e fuoco. Questi elementi, combinandosi tra loro per mezzo di forze attrattive (amore) o repulsive (odio), avrebbero dovuto dar luogo, secondo il filosofo della Magna Graecia, all’essenza dei minerali, dei vegetali e degli animali. Adesso sappiamo che la realtà che circonda è molto più complessa di quanto ipotizzasse Empedocle. Eppure, così com’è universalmente noto, questi quattro elementi svolgono un ruolo davvero importante per la vita dell’uomo sul pianeta Terra.
Il fiume Tanagro (a sinistra) visto dal Ponte Sant'Agata qualche
ora prima dell'esondazione notturna (9 novembre 2010). Si noti
la folta vegetazione ancora visibile nel canale parallelo a destra.
E il pensiero va all’acqua che ha rotto gli argini del fiume Tanagro, invadendo le case di tanti agricoltori, lo scorso novembre. O all’acqua che, ci dicono, non arrivi in alcune abitazioni in località Quaddariello, un ridente agglomerato di case in montagna a Sassano, per via di una rottura dell’acquedotto non riparato. Oppure alla destinazione di quell’acqua captata in flussi enormi, scavando nel ventre di una montagna ai piedi del monte Cervati, per usi diversi. Oppure a quel dono di primavera (2010) che mai è stato apprezzato: l’acqua sulfurea di via Molinella, sempre a Sassano.
 L’aria è quel dono immateriale di cui possiamo usufruire senza che alcuno ne abbia ancora tentato la privatizzazione, a differenza dell’acqua, per la quale abbiamo dovuto lottare perché rimanesse un bene pubblico. L’aria è un dono prezioso, che riusciamo a inquinare in modi diversi.
Abbiamo inquinato anche la terra, che ci dà cibo, con rifiuti tossici. Presto a Santa Maria Capua Vetere si celebrerà il processo contro un manipolo di persone che hanno sversato materiale nocivo in terreni vergini anche nel Vallo di Diano. Grazie all’inchiesta Chernobyl, portata avanti dal pm Donato Ceglie, che ha fatto in modo che si sequestassero dei terreni a Teggiano, Sant’Arsenio, San Pietro al Tanagro e San Rufo, si è sventato un grave pericolo. Siamo stati avvertiti, in questo modo, che alcune attività illecite si svolgevano anche nel nostro territorio, che non è nuovo a queste misere esperienze. Ed è come se non riuscissimo a capire che l’ambiente – e con esso il suolo, la terra - è un dono da preservare. La cosa che fa ancora male è l’assordante silenzio su questi avvenimenti e la quasi totale mancanza d’informazione sull’intera vicenda.
Il canale parallelo visto da Ponte Sant'Agata (giugno 2011). La
vegetazione nell'alveo è stata successivamente tagliata. In
seguito all'essiccazione, i residui vegetali hanno preso fuoco
(oppure sono stati incendiati, non è dato sapere). Le fiamme
hanno lambito le abitazioni di alcune famiglie che vivono in
località Sant'Agata. L'acqua e il fuoco, due elementi
complementari, ma parimenti temibili per alcuni abitanti di
Sala Consilina.
 Da ultimo il fuoco ha fatto capolino nella contrada Sant’Agata a Sala Consilina, già colpita dall’alluvione del novembre 2010. Acqua e fuoco, quindi, da temere a Sant’Agata; la terra per vivere e l’aria per respirare. Su questo evento mi vorrei brevemente soffermare non tanto per amor di polemica, ma solo per dare qualche consiglio a chi è chiamato alla tutela del territorio. L’incendio è divampato all’interno del canale parallelo al fiume Tanagro. A quest’opera artificiale è demandato il compito di alleviare il flusso d’acqua nel corso principale durante le piene. Nasce a Ponte Cappuccini, in Silla di Sassano, dove è presente una chiusa, e attraversa la contrada di Sant’Agata e di San Giovanni, nel territorio di Sala Consilina. Abbiamo apprezzato, dopo l’alluvione del 2010, la funzione di queste opere di sapiente ingegneria idraulica effettuate all’inizio del secolo scorso. Adesso il canale parallelo è oggetto di pulitura dalla vegetazione che ne aveva invaso l’alveo. I residui sono stati probabilmente lasciati “in situ” e, dopo l’essicazione, hanno preso fuoco o sono stati bruciati, non è dato sapere. Fatto sta che le fiamme che si sono sviluppate hanno lambito l’abitazione di alcune famiglie della contrada. E così abbiamo imparato che anche il fuoco è da temere.


Diremo solo questo, come corollario a quanto scritto: i residui del taglio sono doni preziosi. Essi costituiscono la cosiddetta biomassa, che può essere raccolta, essiccata e destinata all’incenerimento in caldaie di piccole o medie dimensioni. È giunto il momento di pensare in questi termini, ormai: fare tesoro di qualsiasi dono della natura, cercando di preservare l’integrità del nostro suolo e del sottosuolo. È il momento di pensare allla vegetazione che cresce nella nostra vallata, all’acqua che beviamo, all’aria che respiriamo, al cibo che mangiamo. È l’ora di dare a questi eroi moderni – i nostri agricoltori - il ruolo che essi meritano nella nostra società. E il nostro vivere collettivo deve sempre più essere uniformato ad una civiltà della conoscenza, del buon vivere nel rispetto delle cose che ci circondano, e sempre meno ad una civiltà della deliquenza, di quella che sembra stia prendendo il sopravvento, di quella a cui ci riferiamo con un solo termine: camorra. Ma anche per la camorra, come per la realtà che ci circonda, dobbiamo dire che essa è un fenomeno complesso di difficile definizione e comprensione. La lotta contro la camorra, tuttavia, è una lotta per l’acqua pulita, per la terra integra, per l’aria tersa e per il giusto fuoco, che ci auguriamo possa continuare a riscaldare le nostre dimore nelle lunghe e umide serate invernali.

domenica 7 agosto 2011

Un RAF del GAL con PAL

Il Gruppo di Azione Locale (GAL) è una società consortile, che può essere composta da soggetti pubblici o privati, avente come scopo lo sviluppo locale di un’area rurale. Il GAL del Vallo di Diano ha nominato di recente un Coordinatore e un RAF (Responsabile Amministrativo Finanziario). Per maggiori informazioni sui nominativi si veda il sito: http://www.galvallo.it. Questi Gruppi di Azione, che nulla hanno a che vedere – se non per assonanza - con alcune formazioni di lotta politica, elaborano un PAL (Piano di Azione Locale). Da qui il titolo: un Responsabile del GAL Vallo di Diano, che già si è fornito di Piano di Azione Locale. Ora, per realizzare il PAL, il GAL si avvale dei fondi stanziati nell’ambito dei programmi della comunità europea denominati LEADER. IL GAL, quindi, è uno strumento di programmazione (redige quindi il PAL secondo determinati criteri) e di attuazione dello stesso PAL attraverso i fondi europei. Pertanto, in una prima fase, si propongono dei modelli locali di sviluppo orientati alla valorizzazione delle risorse e delle opportunità presenti nel territorio (il PAL, appunto) redatto secondo le indicazioni del PSR (Programma di Sviluppo Rurale), che stabilisce le strategie, le priorità e gli obiettivi specifici da perseguire nel periodo 2007-2013. A questa fase segue una fase attuativa (essenzialmente un ampliamento dei programmi LEADER) che il coordinatore e il RAF sovrintendono dal punto di vista tecnico ed amministrativo, rispettivamente.



Se ad un primo acchito questo accrocco di sigle risulta un po’ difficile da seguire, è da dire che lo strumento socio-politico del GAL potrebbe essere un vero punto di forza per il nostro territorio. Infatti, se non si seguisse la logica dei malpensanti, che guardano al GAL come a un’ennesima opportunità per soddisfare richieste clientelari che provengono da una società stremata da una crisi economico-finanziaria di lunga durata e da un’eccessiva strumentalizzazione, a fini di bottega, dei soldi pubblici, allora diremmo che i cospicui finanziamenti ottenuti per lo sviluppo delle aree rurali potrebbero servire, finalmente, a superare quei nodi che da secoli affliggono la società contadina del luogo.  Eppure, leggendo tra i progetti presentati e in attuazione, ne notiamo uno con uno strano nome: ”Il parco del porco” (La programmazione LEADER 2007-2013, Idee e progetti in corso, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali).

Per quanto riguarda il Vallo di Diano, se ritorniamo indietro con la memoria all’esperienza degli altri LEADER (1 e 2) non possiamo dire certo che la ricaduta sul territorio e gli effetti posti in essere siano stati particolarmente significativi per l’economia locale. Mentre nel caso del LEADER 1 si possono ancora scorgere in giro – a distanza di 15 anni - tentativi di valorizzazione del territorio anche attraverso strategie promo-pubblicitarie e di identificazione attraverso un marchio (Vallo di Diano Natura&Cultura), del secondo non si ha notizia alcuna e se ne ignorano (ahinoi!) le ricadute.

Effettivamente, bisognerà conoscere e giudicare il contenuto del progetto “il parco del porco”, come di altri messi in campo dal GAL Vallo di Diano, quando questi diventeranno esecutivi. Noi siamo tranquilli, tuttavia, come cittadini, che tutti i fondi a disposizione del GAL verranno utilizzati per la soluzione (se non totale, almeno parziale) di alcuni problemi quali, ad esempio, l’abbandono progressivo dell’agricoltura,  l’eccessiva parcellizzazione delle colture, l’assenza quasi endemica di cooperazione, il riproporsi di nuovi rischi ambientali (episodi di sversamento illecito di rifiuti che a più riprese hanno interessato i nostri terreni vergini), l’assenza di una rete di trasporto pubblico tra i Comuni consorziati, l’erosione di terreni agricoli da parte di capannoni prima nominati e poi abbandonati, e così via. E il tutto sarà affidato alla perizia amministrativa del RAF del GAL. Buon lavoro, allora, e in bocca al lupo – eh sì! – a tutti i cittadini del Vallo di Diano in attesa di quel tanto atteso sviluppo rurale!

sabato 6 agosto 2011

Brutti, sporchi e cattivi

Siamo noi, sempre noi? Ve ne accorgerete da questo scambio epistolare che sa di kafkiana condanna. Leggerete anche un estratto della delibera che abbiamo solo interpretato con quel poco di Italiano che conosciamo. Un Italiano anch'esso brutto, sporco, cattivo?

Tutto comincia con questo comunicato


CODACONS CAMPANIA ONLUS
Sede del Vallo di Diano, Via Silla 25, 84030 Silla di Sassano (SA)

 COMUNICATO 01-08-11

UNA STRANA DELIBERA CHE SEMBRA UN REGALO
EPPURE SASSANO NON PUÒ PERMETTERSI GENEROSE ELARGIZIONI A DITTE PRIVATE 


Abbiamo ampia documentazione, fornitaci dal Comune di Sassano, dalla quale si evince che la frase ricorrente che oggi viene attribuita agli Amministatori, ovvero “non ci sono soldi”, non sia pura fantasia popolare. Infatti, alle nostre richieste volte a sollecitare l’intervento nel sociale, nella sicurezza dei cittadini e nel giusto sfruttamento delle risorse naturali (sorgente di acqua sulfurea in Via Molinella), il refrain dominante sembra essere proprio questo. In un periodo di crisi economica-finanziaria dell’intera Nazione, tuttavia, la frase diventa quasi un inutile ritornello, specialmente se chi riveste ruoli di responsabilità viene chiamato a sciogliere nodi importanti della vita della collettività locale (che sono stati creati, invero, anche grazie al contributo della stessa parte che amministra) e non a interpretare ruoli molto provvisori, che possono forse servire a raggiungere traguardi più ambiti e più tranquilli nel prossimo futuro, ma che non possono restituire al cittadino il pari della fiducia chiesta e ottenuta.
Pertanto, quasi da opposizione politica (visto che la pratica del listone 2005-2010, anni in cui si amministrava tutti insieme appassionatamente, sembra sopravvivere - nei metodi - nonostante la tragicomica farsa delle quattro liste alle ultime elezioni) dobbiamo far rilevare che, considerando il deficit conclamato relativamente ai servizi erogati al cittadino e alla capacità di investimento su concrete opportunità di sviluppo del territorio, Sassano non può permettersi regali di sorta. Ci si figuri che è stato impossibile trovare soldi, sembra, per fare analizzare le acque sulfuree di una sorgente apparsa nella primavera del 2010. A seguito di espresse richieste di chiarimento effettuate anche da giornalisti “embedded”, su questa vicenda è finalmente calato un silenzio che potremmo definire – in modo riduttivo - assordante. Lo stesso silenzio che cala, inevitabilmente, su tutti quei nodi irrisolti, di cui non si vuole si parli. Ma vediamo in concreto di che cosa stiamo parlando in questo frangente.
Nella delibera di Giunta n. 77 del 21 luglio 2011 si autorizza per 5 anni una nota ditta “all’installazione del cartello pubblicitario [dinamico-luminoso di 6 mq, n.d.r.] presso l’Edificio Comunale Silla, così come rappresentato in una richiesta con allegati elaborati tecnici a firma dell’Ing. Angelo Cafaro, azzerando gli oneri relativi alla T.O.S.A.P. lasciando a carico del richiedente la sola imposta comunale sulla pubblicità così come previsto dal vigente regolamento comunale”. Inoltre, la concessione dell’area “viene concessa in forma gratuita, in quanto la ditta richiedente si è impegnata a pubblicizzare qualunque attività il Comune ritenesse opportuno e secondo le modalità concordate o da concordare con l’Ufficio Tecnico Comunale”.
Ebbene, se i consiglieri di minoranza non vogliono (o non possono?) far rilevare che Sassano proprio non può permettersi questa sorta di regalo a una ditta privata, ancorché essa sia di riconosciuta affidabilità e serietà, crediamo che, a fronte del ritornello da ultimo ripetuto dagli Amministratori, sia opportuno rivedere i termini di questa delibera, anche per il rispetto che si deve a tutti quei cittadini appartenenti alle fasce sociali più disagiate, ai quali viene oggi di fatto negata (ahinoi!) la possibilità di godere di servizi “gratuiti".
                                                                                                           Roberto De Luca

E poi... lo scambio epistolare, che riporto senza commento, citando, per ogni missiva, il link come fonte (reperita nel giorno in cui ho redatto questo post, naturalmente). Pongo all'attenzione del lettore l'esplicativo estratto della delibera, che mostro sotto.


Sassano (SA): Biagio Procaccio rimanda al mittente la polemica innescata dal Codacons nei confronti dell’Amministrazione Comunale.
3 agosto 2011 13:56Angela Freda

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Ho letto ieri una nota molto densa sulle accuse che Roberto De Luca del CODACONS del Vallo di Diano muove al Sindaco di Sassano per una delibera che insieme alla Giunta Comunale ha fatto concedendo, in data 21 luglio, alla ditta di cui sono rappresentante legale, la Procaccio Group s.n.c. dei F.lli Procaccio, di installare nella località di Silla un cartello pubblicitario multiposter luminoso salvo il pagamento dovuto dell’imposta comunale sulla pubblicità, così come previsto dal vigente regolamento comunale. Il signor Roberto DE Luca, nella sua qualità di responsabile della sede locale del Vallo di Diano, con il comunicato 1° agosto attacca con violenza il Comune perché non avrebbe fatto pagare alla Procaccio Group, come si evince dalla delibera di Giunta Comunale, gli oneri relativi alla T.O.S.A.P. e che riguardano la concessione dell’area su cui dovrà sorgere l’impianto pubblicitario. La peggiore forma di comunicazione è quella che nasce dalla disinformazione. Ora sono costretto a chiarire come una volta pagata l’imposta comunale sulla pubblicità, nulla è dovuto al Comune, e quindi il richiamo del CODACONS agli oneri T.O.S.A.P. è non solo irrilevante ma fuorviante e privo di ogni ricaduta pratica: infatti, la Giurisprudenza si è già largamente espressa al riguardo, basta citare la recente sentenza della Corte di Cassazione Civile Sezione Tributaria del 08/01/2010, n.105, in cui si legge con chiarezza quanto segue: “decisivo il rilievo che questa Corte ha già consolidatamente affermato (con giurisprudenza da cui non vi è motivo di discostarsi) che gli impianti pubblicitari sono soggetti a imposta di pubblicità e non alla tassa di occupazione di suolo pubblico, poiché gli impianti pubblicitari occupano necessariamente una parte del suolo pubblico”. Voglio qui precisare che grande è il mio rispetto per il CODACONS ma che una polemica del genere, infondata e pretestuosa, non è degna delle tradizioni dell’associazione e che serve soltanto a giustificare la miopia politica in cui le sedi locali della CODACONS a volte incorrono tradendo il significato stesso del loro pur nobile statuto. Il firmatario del Comunicato del CODACONS CAMPANIA ONLUS (sede del Vallo di Diano), Roberto DE LUCA, si serve di questa inopportuna polemica per entrare nel discorso politico del comune di Sassano e spingere gli uni contro gli altri, minoranza e maggioranza, partendo da un’occasione sbagliata e dalla sua ignoranza delle leggi.
Biagio Procaccio

 

http://italia2tv.it/wp/2011/08/sassano-sa-botta-e-risposta-tra-codacons-e-procaccio-group-sulla-polemica-legata-allinstallazione-di-un-cartellone-pubblicitario/

Sassano (SA): botta e risposta tra Codacons e Procaccio Group sulla polemica legata all’installazione di un cartellone pubblicitario.

3 agosto 2011 19:08Erminio Cioffi
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro Direttore,
è apparsa, sulla Sua Testata giornalistica, una lettera a firma del titolare della ditta che si appresta a impiantare un cartello luminoso di 6 metri quadrati a Silla di Sassano, ottenendo una concessione di suolo pubblico gratuita da parte del Comune attraverso la delibera n. 77 del 17 luglio u. s., nella quale si legge che tale concessione “viene concessa in forma gratuita, in quanto la ditta richiedente si è impegnata a pubblicizzare qualunque attività il Comune ritenesse opportuno e secondo le modalità concordate o da concordare con l’Ufficio Tecnico Comunale”. Con un nostro comunicato, abbiamo rilevare agli Amministratori (sono anch’io cittadino di Sassano) che il ritornello del “non ci sono soldi” va recitato in tutte le occasioni, anche in quelle di impegno di spese per manifestazioni pubbliche al di fuori delle tradizioni locali con improbabili benefiche ricadute economiche sul comprensorio. Queste litanie (e qui non a caso utilizzo un vocabolo di tradizione religiosa) le abbiamo lette nei documenti ufficiali e a queste litanie i cittadini si stanno ormai abituando da oltre un anno. Quindi nessun intento di voler far risorgere un’opposizione tradizionalmente dormiente. Tanto dormiente che nel quinquennio 2005-2010 non è punto esistita. E su questo, pertanto, il titolare della ditta può stare tranquillo. Potrà quindi non prodursi in ulteriori interventi a difesa delle azioni amministrative del Comune di Sassano. Caro Direttore, Ella noterà come, nel nostro comunicato del 2 agosto u.s., non era affatto nominata la ditta proprio per non dare l’impressione che il motivo del contendere fosse il rapporto tra la stessa e l’Ente. Infatti, era il percepito diverso atteggiamento dell’Ente nei confronti dei cittadini rispetto a quello nei confronti di una ditta privata (che non menziono nemmeno in questo frangente per ovvi motivi di opportunità) che interessava l’associazione, che in genere si muove solo su sollecitazione dei cittadini. Anche perché nella delibera si legge- ripetiamo- che la concessione di suolo pubblico “viene concessa in forma gratuita, in quanto la ditta richiedente si è impegnata a pubblicizzare qualunque attività il Comune ritenesse opportuno e secondo le modalità concordate o da concordare con l’Ufficio Tecnico Comunale”. Allora, non mi ritengo un ignorante, ma solo una persona – rispettosa della funzione delle istituzioni sul territorio – che legge l’Italiano in modo corretto e usa la logica in modo coerente, perché – leggendo quanto virgolettato sopra – delle due l’una: o il Comune sta facendo una sorta di regalo alla ditta, o la ditta sta facendo un regalo al Comune. E perciò, stando alla sentenza della Corte di Cassazione citata dal rappresentante legale della ditta stessa, resterebbe ancora valida la nostra proposta: è opportuno rivedere i termini della delibera, proprio per non dare l’impressione di fare (o ricevere?) improprie elargizioni.
E poi, a proposito di disinformazione e di ignoranza delle cose, vorremmo infine sottolineare che nello Statuto del CODACONS, tra gli obiettivi statutari vi è il seguente: la vigilanza sulla corretta gestione del territorio da parte della Pubblica Amministrazione in materia di pubblici servizi, ivi compresi il credito, la vigilanza sulle assicurazioni, il mercato mobiliare, il servizio farmaceutico, i trasporti, le telecomunicazioni e servizi in materia urbanistica ed edilizia (artt. 33 e 34 d.lgs.80/98). Ebbene, quando siamo velatamente accusati di interessarci di cose che non ci competono, salvo poi vedere che l’interesse statutario è ampiamente preservato, sembra quasi manifesto il desiderio che la nostra associazione debba interessarsi di cose che avvengono “altrove”, per non disturbare troppo la “realtà immanente”. Così anche i mercati comunali si possono tranquillamente svolgere nei campi sportivi e le piste di atletica possono essere placidamente ricoperte di asfalto, come pure si può fare con i binari di una linea ferroviaria mai dismessa, senza che nessuno ne provi eccessivo disturbo. E immagino, caro Direttore, che anche la Sua professione di giornalista, notoriamente difficile, diverrebbe meno onerosa, se si volesse raccontare solo delle sagre e dei concerti, tralasciando di riprendere alcuni aspetti della “realtà immanente” che potrebbe, con la pubblicizzazione e il confronto, essere migliorata con l’apporto di tutti, anche di una semplice associazione di volontariato a tutela dei diritti del cittadino. In questo modo le piste di atletica in asfalto non esisterebbero, i mercati si svolgerebbero in aree pertinenti e la strada ferrata sarebbe preservata per un opportuno futuro utilizzo (si spera!).
Cordiali saluti,
Roberto De Luca


Sassano (SA): Biagio Procaccio parla di “frittata” del Codacons.
5 agosto 2011 15:31Angela Freda

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
DA BIAGIO PROCACCIO
In rappresentanza della Procaccio Group s.n.c., impresa pubblicitaria interregionale con sede a Sant’Arsenio, ho chiesto alle autorità e al Sindaco del Comune di Sassano, nel territorio in cui vivo, di poter installare un impianto pubblicitario luminoso con sistema multi-poster in località Silla, in allineamento al muro di un edificio comunale. La Giunta Comunale presieduta dal Sindaco, dopo aver vagliato la mia domanda e acquisito i pareri favorevoli dei responsabili dei servizi interessati, ha ritenuto di potermi autorizzare all’installazione del cartello pubblicitario luminoso nel luogo richiesto, indicandomi le modalità di pagamento dell’imposta dovuta, che conoscevo bene. Contestualmente ho messo a disposizione della Comunità di Sassano la mia struttura (il cartello luminoso per la pubblicità esterna multi-poster e multimmagine a messaggio variabile), per qualsiasi necessità comunicativa rapida da parte dell’Amministrazione Comunale di Sassano. Un rapporto limpido, in cui la Procaccio Group pagava l’imposta dovuta per ogni metro quadrato di superficie della struttura che gratuitamente e palesemente metteva a disposizione della Comunità. Ma si è scagliato contro la delibera di Giunta Comunale, con una virulenza impensabile, il rappresentante locale della CODACONS, Roberto De Luca (mi riservo di mandare agli organi nazionali i documenti relativi) argomentando -come ha scritto nel comunicato di lunedì 1 agosto e nella lettera di giovedì 4 agosto- il falso: e cioè che la Giunta Comunale aveva deliberato la concessione dell’installazione gratuitamente, e questo, lo ripeto, è assolutamente falso. Infatti, la delibera della Giunta Comunale afferma che la Procaccio Group s.n.c. dei F.lli Procaccio deve pagare l’Imposta Comunale sulla Pubblicità (per ogni metro quadrato di superficie del cartello e per anno solare) “così come previsto dal vigente regolamento comunale”. Ma il rappresentante del CODACONS del Vallo di Diano non vuol leggere, si rifiuta e afferma -citando volutamente male- che “la concessione di suolo pubblico viene concessa in forma gratuita”. Non è così perché il Comune ha chiesto perentoriamente che la ditta paghi l’Imposta Comunale sulla Pubblicità “così come previsto dal vigente regolamento comunale” (ripeto volutamente la lettera del decreto). Tassa che non si può certo pagare due volte. Riassumendo: la deliberazione della Giunta Comunale di Sassano è senza ombra di dubbio legittima, tant’è che per la stessa hanno espresso parere favorevole i responsabili dell’Ufficio Tecnico e del Servizio Finanziario; con la deliberazione è stato determinato il pagamento dell’imposta comunale sulla pubblicità così come previsto dal vigente regolamento comunale; la concessione dell’area interessata è stata concessa in forma gratuita poiché gli impianti pubblicitari soggetti a imposta di pubblicità non sono assoggettati a T.O.S.A.P., sostituita dalla nuova sigla C.O.S.A.P. (Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche), così come ha specificato anche la Corte di Cassazione Civile Sezione Tributaria con l’ordinanza n.105 dell’8/01/2010. Con i metodi della CODACONS del Vallo di Diano, secondo l’arbitraria e poco nobile interpretazione di Roberto De Luca, si va solo verso l’accumulo di bugie e di parole vuote, verso l’artefatto sociale e la sconfitta di tutti. La falsità, per quanto si voglia, resta sempre lontana dalla verità, diventa patologia della vita comunitaria, va contro gli interessi di tutti, rende opaco lo sguardo e isterilisce il dialogo. Che tutto questo venga da un’associazione autonoma e senza fine di lucro come la CODACONS ONLUS (associazione che si propone di tutelare i diritti e gli interessi di consumatori e utenti) è veramente paradossale !
BIAGIO PROCACCIO


http://italia2tv.it/wp/2011/08/sassano-sa-continua-il-botta-e-risposta-tra-il-codacons-e-la-procaccio-group/

Sassano (Sa): continua il botta e risposta tra il Codacons e la Procaccio Group.

6 agosto 2011 14:12Erminio Cioffi
Riceviamo e pubblichiamo:
Egr. Direttore,
dopo una seconda lettera tendente a mettere in cattiva luce l’opera della mia persona e – indirettamente – quella dell’associazione che rappresento, spedisco in allegato la delibera in questione. Infatti, la cosa migliore da fare in questi casi è far parlare le carte.
Pertanto, Le chiedo di voler pubblicare integralmente la delibera, oppure, in alternativa, l’estratto seguente:
————————————————-
L’anno duemilaundici, il giorno Ventuno mese di Luglio alle ore 17,30 nella Sede Municipale, in Sassano, a seguito a convocazione disposta dal Sindaco, si è riunita la Giunta Comunale… [che, n.d.r.]
D E L I B E R A
1) Di autorizzare la ditta Procaccio Group s.n.c. dei F.lli Procaccio, con sede in Sant’Arsenio (SA) alla via Monsignor Antonio Sacco, n. 37 all’installazione del cartello pubblicitario presso l’edificio Comunale Silla, così come rappresentato nella richiesta con allegati elaborati tecnici a firma dell’ing. Angelo Cafaro;
2) Di autorizzare per 5 anni la ditta Procaccio Group s.n.c. dei F.lli Procaccio, con sede in Sant’Arsenio (SA) alla Via Monsignor Antonio Sacco, n. 37 all’installazione del cartello pubblicitario presso l’Edificio Comunale Silla, così come rappresentato nella richiesta con allegati elaborati tecnici a firma dell’Ing. Angelo Cafaro, azzerando gli oneri relativi alla T.O.S.A.P. lasciando a carico del richiedente la sola imposta comunale sulla pubblicità così come previsto dal vigente regolamento comunale;
3) Di evidenziare che per quanto concerne la concessione dell’area interessata, essa viene concessa in forma gratuita, in quanto la ditta richiedente si è impegnata a pubblicizzare qualunque attività il Comune ritenesse opportuno e secondo le modalità concordate o da concordare con l’Ufficio Tecnico Comunale; …
——————————————–
Pertanto chiedo, a fronte delle gravi accuse mosse alla mia persona, che questo mio breve scritto e la delibera stessa vengano resi pubblici ai lettori nella stessa rubrica in cui è apparsa la seconda lettera a firma del titolare della ditta menzionata in delibera. Saranno i lettori stessi a farsi un’idea di chi dice il falso e di chi accusa ingiustamente.
Cordiali saluti,
Roberto De Luca
Responsabile Sede CODACONS Vallo di Diano
Via Silla 25
84030 Silla di Sassano (SA)


lunedì 1 agosto 2011

AVVOLTOI

Pensavamo di aver fatto, negli ultimi decenni, dei grossi passi in avanti dal punto di vista sociale. Le lotte dei lavoratori hanno portato ad una più ampia estensione dei diritti e le associazioni di categoria hanno fatto compiere importanti progressi, dal punto di vista legislativo, in vari contesti attinenti anche all'ambiente e al consumo.

 Dobbiamo, tuttavia, ancora confrontarci con una dilagante (non fisiologica, si badi bene!) corruzione, con una crescente ingiustizia sociale, con una sempre più soffocante situazione economica per i lavoratori, con una situazione ambientale precaria in molte regioni, con una criminalità sempre più organizzata e aggressiva, con classi sociali privilegiate sempre più dedite al nepotismo, anche a danno delle istituzioni.

In ultimo, dobbiamo confrontarci con una classe politica apparentemente slegata da queste ed altre pressanti istanze sociali, perché dedita, nella maggior parte dei casi, ad alchimie di potere che poco hanno a che fare con le attuali necessità dell'individuo e della collettività.

Dedico allora questi versi estemporanei al volo degli avvoltoi. Questi animali sono visti come rapaci che non sanno staccarsi dalle loro prede e le presidiano in volo, con lo sguardo, anche dopo aver consumato il macabro pranzo. Questi versi nascono dal considerare quanto sta accadendo oggi in Italia e quanta fatica alcuni facciano a staccarsi dal loro lauto pasto.   


AVVOLTOI

Volteggeranno infine su nuovi spazi
oppure resteranno ancora, tenacemente,
a fissar dall'alto con lo sguardo i resti
che sollievo han dato all'eterna fame?

Volteggeranno allora sopra altre carcasse
di più grasse creature che sembran create
apposta da un fattore iniquo per saziare 
l'ingordigia smodata di predatori in volo?