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sabato 25 febbraio 2012

PETROLIO

La crisi presente dei partiti democratici non può essere eterna. O prima o poi le masse dei partiti democratici ritroveranno nuovi slanci di sentimento, nuove necessità di battaglie, nuove speranze di conquiste.
Per quel momento è necessario impedire ai vecchi somari e ai commedianti della democrazia di ripetere le esperienze del decennio trascorso. Per quel momento è necessario che i morti abbiano già sepolto i loro morti, che i vecchi condottieri sieno irreparabilmente screditati e disfatti come si meritano, che le moltitudini abbiano già presa l'abitudine di combatterli come conservatori e non di affidare nelle loro mani i loro destini come "rivoluzionari.

Gaetano Salvemini, "Unità", 16 marzo 1912



La vallata allagata nell'alluvione del
novembre 2010
C'è fermento, voglia di partecipare e di difendere il territorio. Finalmente! Solo poco tempo fa ero il solo (e forse anche considerato folle, chissà!) a gridare al "sacco della vallata" da parte del partito del cemento, a far notare che zone industriali venivano costruite nei siti di pregio ambientale e che rifiuti di ogni tipo venivano sistematicamente "smaltiti" nei nostri campi. Ricordo che, nell'ultima campagna elettorale a Sala Consilina (giugno 2009, ma sembra un secolo ormai), avevamo deciso, come lista n. 1, di parlare di rilancio del settore agro-alimentare di qualità, oltre che di energie alternative, di trasparenza e legalità. Lo facevamo da un palco di primaria importanza: il paese capofila del Vallo di Diano. Idee - da laboratorio politico - così nette, purtroppo, ancora non trovavano posto nella mente e nel cuore dei cittadini, e finì come finì. 

Scorcio della vallata
Le stesse idee vengono oggi alla ribalta e ne sono felice. E sono felice che non sono gli stessi che hanno costruito le zone industriali in siti di pregio ambientale, o che avrebbero voluto impiantare mega-inceneritori nella vallata, che adesso fanno sentire la propria voce. E' la voce di chi sente, dal profondo del proprio animo, che la gentilezza dei tratti di questo paesaggio e la bellezza delle terre e dei monti intorno possono e devono essere difese, anche attraverso uno sforzo collettivo per rendere economicamente vantaggiose la tutela del territorio e la fruizione dei nostri beni ambientali.


Copertoni ai bordi di una strada di
campagna 
Cooperazione, colture di qualità, accesso a mercati locali e non, piscicoltura, valorizzazione e commercializzazione dei prodotti tipici (olio, formaggi, ortaggi tipici, etc.), terzo settore, bio-edilizia, riqualificazione dei centri storici, compatibilità nel settore dei trasporti e altro. Senza tuttavia tralasciare il difficile e oneroso compito di avanzare sulla strada del progresso, agganciando il mondo avanzato attraverso le vie di comunicazioni virtuali e reali. Tradizione e innovazione, in due parole. Tutto questo e molto altro ci aspetta. Tutto questo potremo realizzare insieme, ognuno con la propria storia, ognuno con le proprie competenze e convinzioni politiche, ognuno con la propria voglia di fare, senza protagonismi e senza colpi bassi. Il Vallo di Diano si sta svegliando, ed è bello vederlo risorgere oggi. È quindi giunto il momento per riflettere seriamente sulla sorte di questo territorio e sulle possibilità che avranno i nostri figli di vederlo progredire sulla strada della sostenibilità.   

venerdì 17 febbraio 2012

Pinocchio, Il Gatto e la Volpe


L'avventura Collodiana è cominciata nel 2001, quando la giunta del Comune di Sassano, una parte della quale è ancora presente nell'attuale compagine amministrativa, non trovava migliore soluzione alla questione del fango che sgorgava dai rubinetti delle frazioni di Silla, Varco e Caiazzano che quella di cedere la gestione della rete idrica alla ditta Consac S. p. A. di Vallo della Lucania. Dalla Casa Municipale, allora, partì, il 19 luglio 2001, una strana lettera: tutti gli utenti, i cui contratti erano stati ceduti al CONSAC, erano tenuti – in virtù di non meglio specificate leggi del paese di “Acchiappacitrulli”, per le quali il truffato Pinocchio va in galera - a effettuare la stipula di un nuovo contratto (in bollo!) con il CONSAC e a versare un nuovo anticipo di consumo, sempre al CONSAC. E che cosa si leggeva in questa meravigliosa lettera?

A decorrere dal 1 gennaio 2001 [si voleva forse intendere 2002, n.d.r.] eventuali prelievi idrici effettuati senza la preventiva stipula del contratto di somministrazione con il CONSAC saranno ritenuti abusivi a tutti gli effetti civili per il ristoro del danno e penali per l'accertamento del reato di furto”.

Proprio così: i cittadini di Sassano sarebbero stati considerati ladri di acqua se non avessero obbedito ai dettami di quella nota. Sarebbero quindi andati in galera, proprio come successe al povero Pinocchio, se avessero osato aprire un rubinetto senza aver prima accondisceso all’assurdo diktat. E tutto ciò veniva riportato su carta intestata del Comune di Sassano. Con amministratori che poi hanno governato (?) il paese, dal 2005 al 2010, con una lista unica. Con amministratori che hanno dato via libera a quella missiva, oggi ancora bellamente seduti in giunta. Naturalmente, solo attraverso l'intervento del CODACONS si fece presente che ”le richieste [di stipula di un nuovo contratto, n.d.r.] sono assolutamente infondate e contrarie alle norme del codice civile”. In questo modo, fu evitata la migrazione di circa 500 milioni di lire di allora dalle tasche dei cittadini alle casse della ditta CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania. Queste cose sono state dette, da chi localmente rappresenta il CODACONS, in Consiglio Comunale a Sala Consilina, in quella famigerata serata del 2 dicembre 2011, quando – appellandoci al diritto di tribuna – prendemmo la parola, non senza resistenze da parte del Presidente del Consiglio Comunale, per avvertire i consiglieri di maggioranza del rischio a cui stavano sottoponendo i cittadini di Sala Consilina per i successivi quarant'anni. Ma le Cassandre non vengono mai ascoltate: la storia ce lo insegna. E così, per i prossimi quarant'anni, l'acqua di Sala Consilina sarà gestita da CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania, se non si farà svanire questo incantesimo con un referendum, i cui quesiti sono già stati presentati all'attenzione del Sindaco.

La questione di Sassano, adesso, si ripropone in una veste solo apparentemente diversa a Sala Consilina. In questo nuovo caso si vorrebbe far cessare la validità del contratto stipulato con il Comune, oggi in essere, con un nuovo fantastico metodo. Si legge, infatti, nella letterina inviata dal CONSAC agli utenti di Sala Consilina quanto segue: “Le facciamo ancora presente che il Comune di Sala Consilina ci ha richiesto di rateizzare l’anticipo fornitura in tre rate uguali che sarà dunque compreso nelle prossime tre fatture. Questa somma serve a garantire i pagamenti, rispetto ai prelievi idrici che anticipatamente il Cliente effettua ed è restituita all’atto della disdetta del contratto.
Nelle prime tre fatture sarà dunque fatturato l’anticipo fornitura il cui ammontare comparirà in ogni bolletta da noi emessa, in modo da ricordarle sempre l’esistenza del suo credito”.

Un capolavoro, dobbiamo ammetterlo. Pensiamo che la fantasia di Collodi non avrebbe mai potuto raggiungere tale raffinata levatura. Per capire il perché, dobbiamo entrare nel vivo della cessione del contratto e degli articoli 1406 e successivi del Codice Civile della Repubblica Italiana. In questi articoli, di questa Repubblica (la nostra?), si dice che una cessione del contratto si può effettuare se il contraente ceduto acconsente. Hanno acconsentito i cittadini di Sala Consilina? La maggioranza dei cittadini di Sala Consilina? Poi si afferma che il contratto ceduto continua a valere e che il contraente cedente, in questo caso il Comune di Sala Consilina, è obbligato a farsi garante della validità dello stesso contratto. Ma questo non conviene né al Gatto né alla Volpe. Infatti, quella famosa “Carta dei servizi” (ultimo termine da non interpretare attraverso fuorvianti semantiche partenopee) potrebbe essere più penalizzante, per il cittadino, rispetto al contratto originario che il Comune è tenuto a garantire. Allora, conviene che, per effettuare il servizio al cittadino (come sopra), si adottino le clausole previste nella Carta dei Servizi del CONSAC, per la quale, se chiedi la verifica del contatore (ad esempio), paghi l'intervento. Evidentemente, allora, il Gatto e la Volpe sono consapevoli che queste condizioni non sono presenti nel contratto originario ed escogitano il seguente balletto a tre: Gatto, Volpe e Pinocchio. Per fissare le idee, diciamo che il Gatto sia il Comune, la Volpe il CONSAC e Pinocchio il comune cittadino. Il Gatto dà via libera alla seguente operazione: tu Pinocchio paghi alla Volpe un anticipo di fornitura sulle bollette da subito; se poi vuoi ricevere l'anticipo di fornitura che avevi versato al Gatto, deve prima disdire il contratto stipulato con quest'utimo. In questo modo, senza quel vecchio contratto, dovrai, gioco forza, stipularne uno col CONSAC. Facile no? E perché non mantenere in vita il vecchio contratto senza questo balletto? Facile dedurre la risposta a questa domanda: bisogna rendere un ottimo servizio (ancora come sopra) al cittadino, secondo quanto prevede la Carta dei Servizi del CONSAC, che il Sindaco di Sala Consilina ha indicato come bussola o carta di navigazione (per il paese di “Acchiappacitrulli”, forse).

A questo punto, i cittadini di Sala Consilina, se non vogliono girare in tondo, così come prevederebbe il balletto escogitato dal Gatto e dalla Volpe, dovranno da subito negare il consenso a questa operazione: il contratto c'è, esiste, e va onorato. Il Comune di Sala Consilina, inoltre, dovrà garantire la continuità dello stesso. La lettera da far protocollare al Comune è riportata di seguito. In bocca al lupo!

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Mitt.: _______________________________________
Via ________________________________,   n______
84036 Sala Consilina (SA)
Codice Fiscale _______________________________




Al Sindaco pro tempore del Comune di Sala Consilina
Via Mezzacapo - Sede Municipale
84036 Sala Consilina (SA)



Sala Consilina, __________________ 2012 



Il sottoscritto________________________________, nato a________________________ il ______________, residente a Sala Consilina  alla via _________________________ N.___, avendo ricevuto notizia che l'Ente Comunale intende cedere al CONSAC S. p. A. il contratto di fornitura idrica  n. ____________________________________   intestato al sottoscritto, 

nega il  consenso

alla cessione del proprio contratto di fornitura idrica alla CONSAC S.p.A. ai sensi e per gli effetti dell’art. 1376 c.c. e art. 1406 c.c., atteso che il rapporto contrattuale originario non rimane immutato a seguito della cessione al CONSAC S.p.A.


Distinti saluti,

_______________________________


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domenica 5 febbraio 2012

Il 118 nel Vallo di Diano


DAL SITO DI ONDA NEWS 

02/02/2012 - Vicenda 118 denunciata daTommaso Pellegrino. L'On Pica presenta Interrogazione urgente a Caldoro
La vicenda sollevata dal Sindaco di Sassano, Tommaso Pellegrino, in merito ai notevoli ritardi e problemi del servizio 118 nel salernitano, oggetto di una Interrogazione urgente presentata questa mattina dal Consigliere regionale Donato Pica al governatore Stefano Caldoro.

02/02/2012 - Sassano : Vicenda del 118 denunciata dal Sindaco Tommaso Pellegrino. Interviene l'On. Orlando, Presidente della Commissione d'inchiesta della Camera sugli errori in campo sanitario.
''Chiederemo al Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, Commissario ad acta per la Sanita', una relazione sul funzionamento della rete territoriale di emergenza-urgenza del 118 nel salernitano e su eventuali responsabilita' personali o disfunzioni organizzative che potrebbero influire o aver influito su un suo depotenziamento. La rete del 118, proprio in quanto in grado di salvare la vita, deve poter garantire, in modo omogeneo sul territorio, un servizio veloce e affidabile''.
Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione d'inchiesta della Camera sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari, l'on. Leoluca Orlando, in merito a quanto segnalato dal Sindaco di Sassano Tommaso Pellegrino.


Quello che scrivo in merito alla questione e quello che la sede locale CODACONS ha segnalato da tempo:

Cari Amici,

se viviamo in una dimensione spazio-tempo in cui le leggi non sono rispettate, allora bisogna fare ogni sforzo per modificare questa realtà.

Per quanto riguarda la spinosa questione del 118, che - dopo il grave episodio che ha coinvolto un giovane di Sassano - ha suscitato la meraviglia di alcuni amministratori e politici locali, vogliamo far presente alla stampa e alla cittadinanza che già da tempo avevamo segnalato uno stato di continuata irregolarità nella gestione dell'emergenza sanitaria proprio nel nostro Vallo di Diano. Infatti, in una lettera aperta (alla quale mai è stata data risposta) al Commissario Bortoletti, esponevamo un grave problema  relativo al servizio 118 nell'ASL Salerno, con particolare riferimento al nostro territorio. Questa lettera ed altri numerosi comunicati sul tema sono stati riportati diligentemente da una parte della stampa locale. Vogliamo quindi riproporre la questione, a distanza di mesi, visto che adesso - finalmente - non sono più i "semplici cittadini" a interessarsi del caso, ma sono gli "eletti" a sostenere che qualcosa potrebbe non essere andata per il giusto verso.

Spediremo questo comunicato, datato 18 agosto 2011, al Presidente della Commissione d'inchiesta della Camera sugli errori in campo sanitario, l'on. Leoluca Orlando, perché si possano acquisire ulteriori elementi sulla vicenda.

Prima di congedarmi da voi,  vorrei augurare al giovane di Sassano una pronta guarigione e vorrei solo aggiungere che, forse, si è perso del tempo prezioso da quando abbiamo denunciato questa anomalia (era il 20.04.2007, infatti, quando scrivevamo queste testuali parole: A distanza di quasi un anno, la situazione 
caotica dei NUMERI DI EMERGENZA nel Vallo di Diano non è cambiata. Alle chiamate,  fatte con un telefono cellulare, al 118 (EMERGENZA SANITARIA) continua a rispondere  la Centrale Operativa di Potenza, che poi smista la chiamata alla Centrale di Vallo della Lucania (SA) della ASL SA/3. Tutto ciò accade nonostante che la Legge Regionale n.2/94, ad oggi vigente, prescriva che alle chiamate effettuate dal territorio della ex USL 57 di Polla, 
ossia il Vallo di Diano, DEBBA rispondere la Centrale Operativa situata presso l'Ospedale S. Leonardo di Salerno).




Ecco la lettera aperta al Commissario dell'ASL Salerno Bortoletti.


CODACONS CAMPANIA ONLUS
COMUNICATO 18-08-11

LETTERA APERTA AL COMMISSARIO DEL’ASL SALERNO

Al Commissario dell'Asl Salerno, Maurizio Bortoletti

Ill. mo Commissario,

veniamo con questa nostra per rappresentarLe due esigenze di diversa natura.
La prima coinvolge direttamente i cittadini. Anche quest’anno, per quanto ci risulta, vi è stata una serrata agostana, nel Vallo di Diano, dei laboratori di analisi convenzionati. Due anni fa avemmo a dire che, purtroppo, le malattie non vanno in vacanza e che, quindi, sarebbe opportuno effettuare una chiusura programmata, prevedendo anche una rotazione annuale, se questo può aiutare, dei periodi di chiusura. Su questo, ci rendiamo conto, Ella può esercitare solo una sorta di “moral suasion”, che, tuttavia, ci aspettiamo non manchi. In questo modo noi speriamo si possa evitare una nostra lettera ai Sindaci del comprensorio volta all’emissione di un’ordinanza di un perentorio divieto di ammalarsi in questi giorni. E, soprattutto, si possa assicurare al cittadino un servizio connotato da maggiore continuità.

La seconda richiesta è un appello, più volte ripetuto in passato e, purtroppo, mai ascoltato. Avendo accettato di vivere nella Repubblica Italiana, essendo peraltro residenti nella Regione Campania, abbiamo avuto modo di leggere - anni fa - una legge che, se non è stata promulgata per celia, dovrebbe prevedere l’istituzione di una centrale operativa per l’emergenza presso l’Ospedale San Leonardo di Salerno. Questa legge (Legge Regionale n. 2/94) infatti non prevede che, alle chiamate fatte al 118 (Emergenza Sanitaria), provenienti dal territorio dell’ex USL 57 di Polla, a cui bisogna aggiungere anche il territorio lucano del distretto telefonico con prefisso 0975, risponda la Centrale Operativa dell’Ospedale di Vallo della Lucania. Invece, è proprio questo che avviene, contrariamente a quanto previsto dalla L.R. 2/94. Il nostro appello è quello che si provveda finalmente, entro l’anno, a rendere efficace questa stessa legge nell’ambito del delicato aspetto dell’emergenza sanitaria.

Altre proposte (inascoltate nel tempo) sono state fatte dalla nostra Associazione. Su queste avremo tempo di discutere in futuro, nell’interesse precipuo degli assistiti, sempre che avremo adesso l’assicurazione che:
  1. verrà emesso a breve un comunicato ufficiale dell’ASL SALERNO sulla necessità che i laboratori di analisi convenzionati rendano un servizio continuo (sul territorio) al cittadino;
  2. verranno prese, entro l’anno, tutte le misure necessarie affinché, finalmente, la Legge Regionale 2/94 trovi piena applicazione, per quanto concerne l’Emergenza Sanitaria, nella nostra ASL.
In attesa di cortese riscontro, porgo i miei più cordiali saluti e un fervido augurio di buon lavoro per una Sanità al servizio del cittadino che possa rispondere alle diverse essenziali esigenze di un territorio vasto come la provincia di Salerno.

Dalla sede CODACONS del Vallo di Diano, 18-08-2011
Roberto De Luca
Responsabile della Sede



sabato 28 gennaio 2012

TRAFFICO SU GOMMA E NON


Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha recentemente definito l’emergenza dei TIR “il risultato del grande deficit infrastrutturale del nostro Paese, perchè il fatto che oltre l’85% delle merci in Italia viaggi su gomma, mette l’Italia in una condizione di grande vulnerabilità, come stanno dimostrando gli eventi di queste ore”.

Siamo intervenuti sul tema del trasporto su gomma varie volte come associazione, anche grazie al competente apporto del dott. Rocco Panetta. Ci siamo fatti promotori di un appello, sottoscritto sia su cartaceo, sia via web all'indirizzo URL seguente http://www.petitiononline.com/ferrovia/ .


Ecco il testo dell’appello. 

APPELLO PER IL RIPRISTINO DELLA LINEA FERROVIARIA 
SICIGNANO-LAGONEGRO

I sottoscrittori di questo appello, stanchi delle vane promesse para-politiche fatte in questi lunghi venti anni di assenza dei treni (1987-2007), richiedono con forza che l’UNICA linea ferroviaria in Italia chiusa al traffico, la Sicignano-Lagonegro, lunga 77 Km, che serve un territorio a cavallo tra due regioni, la Campania e la Basilicata, con circa 100.000 abitanti, venga finalmente riaperta. I sottoscrittori sono consapevoli del fatto che il Reggimento Genio Ferrovieri dell’Esercito Italiano ha ripristinato, in Bosnia e in Kosovo, regioni in passato teatro di guerra, linee ferroviarie simili alla nostra. I medesimi, quindi, chiedono che si possa finalmente ripristinare, con la linea ferroviaria, la fiducia dei cittadini, che pur non avendo, fortunatamente, subito le conseguenze nefaste di una guerra, si vedono privati, in tempo di pace, del diritto a viaggiare su un mezzo di trasporto moderno, ecologico, veloce e sicuro: il TRENO.
  

 E dopo la storica nevicata del febbraio 2005, ecco che cosa successe nel dicembre 2007, a proposito di trasporto su gomma.

SEDE CODACONS DI SALA CONSILINA

COMUNICATO del 16-12-07


Un estratto del comunicato del 16 dicembre 2007 a firma del dott. Rocco Panetta, Responsabile Settore Trasporti della sede locale.

Il dott. Rocco Panetta
Una patina di GHIACCIO è bastata per ISOLARE SALA CONSILINA e, di conseguenza, il VALLO di DIANO, dal resto del mondo, per alcune ore, sabato 15 dicembre mattina. I mezzi di comunicazione di massa (Radio, TV, Internet, Fax della Protezione Civile) forse sono sconosciuti agli Amministratori del Comune di Sala Consilina. Tuttavia, sarebbe più semplice dire che non si affacciano mai alle finestre delle loro case, né escono mai da esse, non possiedono termometri per l’esterno, ed hanno una memoria talmente labile da non ricordare cosa  è accaduto nel Febbraio 2005 nella nostra zona (una nevicata storica). Solo così si spiega il fatto che sabato mattina la SS 19, nel tratto che va da contrada S.Antonio a Trinità era ridotto ad una sola LASTRA di GHIACCIO, lunga chilometri. Il risultato può essere sintetizzato da un episodio di cui siamo stati testimoni oculari. Un autobus del Servizio Sostitutivo FS, munito di catene,è partito da Lagonegro, è riuscito a transitare lungo i tornanti del Valico del Fortino, Casalbuono, Montesano Scalo, Padula Scalo, ma arrivato a 50 metri dall’incrocio in località S. Antonio di Sala Consilina, si è dovuto fermare ai margini della SS 19. Più avanti la strada era un campo di pattinaggio sul ghiaccio. E’ giunta, alle 9,15 circa, una Panda della Polizia Municipale, con due vigili e due operai comunali che hanno sparso, A MANO, del sale sulla carreggiata. Il traffico era bloccato da ore, sul posto era presente una pattuglia della Guardia di Finanza. 


Concludo questo post senza alcun commento.

domenica 22 gennaio 2012

Autobus


In questi giorni giungono segnali da più parti circa la qualità del servizio di autotrasporto pubblico locale. Da quanto viene affermato da alcuni utenti, infatti, alcune linee di autobus, in occasione delle festività natalizie, non hanno praticato alcun tipo di riduzione dell’abbonamento mensile per gli studenti nei mesi di dicembre e di gennaio. Alcuni genitori hanno fatto presente che è stato pagato l’abbonamento mensile a prezzo pieno, nonostante  i propri figli abbiano usufruito del servizio di trasporto - effettuato esclusivamente per servire l'utenza studentesca - per un periodo ridotto nel mese di dicembre e che, nell’attuale mese di gennaio, abbiano avuto oltre una settimana di riposo dagli studi. In moltissimi casi, addirittura, in tratti extra-urbani (ossia, fuori dai centri abitati), i nostri studenti sono costretti a viaggiare in piedi, con rischio per la loro sicurezza e contro le regole del Codice della Strada.

In questi momenti difficili per le famiglie, tutti i segnali volti alla riduzione dei costi dei servizi (soprattutto quelli non ricevuti dall’utente) è un buon segnale. Eppure, alle famiglie bisognerebbe consigliare di usufruire, in questi casi, laddove le ditte di autotrasporto pubblico lo prevedano, degli abbonamenti per un numero di settimane congruo con il periodo di utilizzo del servizio. La situazione delle nostre contrade è questa, purtroppo. Nella vallata, infatti, non esiste una vera rete di trasporto pubblico, anche a causa dell’assenza del servizio ferroviario. Inoltre, una vera razionalizzazione dei collegamenti non sembra prossima all’attuazione, perché la classe dirigente locale sembra abbia smarrito la capacità di progettare il futuro di queste terre, essendo in tutt’altri affari e in tutt’altre faccende coinvolta.

Sarebbe pertanto opportuno che l’Assessore ai Trasporti della Provincia di Salerno riveda, finalmente, il modo in cui il servizio di trasporto pubblico viene effettuato nel nostro comprensorio. Si faccia inoltre attenzione al fatto che il numero di abbonamenti non superi il numero di posti a sedere, per una questione di sicurezza (sembra poco?). Su questo l’Assessore dovrebbe controllare, quindi, che la capacità dei mezzi sia congrua con gli abbonamenti emessi sulla tratta. Ci sembra che una razionalizzazione del servizio, sia quello dedicato agli studenti, sia quello dedicato all’utente generico, debba avvenire - in piena sicurezza - nell’interesse del cittadino, in nome dell’economicità, dell’efficienza e dell’efficacia del servizio stesso. Ma non tra qualche decennio, si spera.

Molte associazioni locali sono pronte a dare un contributo per rivedere al ribasso - per una mera questione di equità - le tariffe di transito sul territorio. Infatti, sarebbe necessario che gli ambiti tariffari locali rispecchiassero, in qualche modo, il bassissimo livello di fruibilità del servizio di trasporto pubblico, dato dall'assenza della ferrovia e dalla scarsa capacità di mobilità del cittadino da un paese all'altro della vallata. Un volta la politica si faceva prospettando uno sviluppo sociale ed economico di un comprensorio, ognuno secondo la propria visione del mondo. Oggi vi è bisogno che la politica dia un segnale di risveglio, perché non si debba pensare che l’unico sviluppo futuro che sta a cuore a qualche signorotto locale sia quello della poltrona su cui sedersi o su cui far sedere qualche fedele gregario.

sabato 14 gennaio 2012

Le cose che nessuno mai vi dirà


Ci sono cose che nessuno mai vi dirà, non tanto per pudore, ma per convenienza. Pertanto, se un giorno delle festività natalizie  vedeste nella buca delle lettere una strana bolletta a quattro cifre, di qualche migliaia di euro, allora sareste certi che nessuno vi dirà come mai questo sia potuto succedere. Ma cosa sta succedendo in questi anni?

Sta succedendo che le istituzioni sono diventate sorde ai bisogni del cittadino e molto sensibili al richiamo delle cricche. Infatti, solo così si possono spiegare le inusitate commistioni di interessi e le assidue frequentazioni tra controllati e controllori, tra guardie e ladri, tra sceriffi e indiani. In mezzo a queste cricche del malaffare ci sta il cittadino, di cui nessuno ormai più si cura, se non nel momento del voto, per quella fatidica x sulla scheda nella casella giusta e sul nome giusto. Il cittadino, tuttavia, è sempre al centro dell’attenzione di tante imprese che erogano servizi pubblici. Guai se il cittadino non paga una bolletta dell’acqua! In questo caso arrivano minacciose lettere contenenti queste precise parole:

    … Le facciamo altresì presente che in caso di mancato riscontro entro 45 giorni dal ricevimento della presente, dovremo procedere, nostro malgrado, alla sospensione del servizio di erogazione dell’acqua potabile ai sensi del D.P.C.M. 29-04-99 e della Carta dei Servizi ed intraprendere le debite azioni per il recupero del credito.

Ma cosa dice il D.P.C.M. 29-04-99? Questo decreto individua lo schema generale di riferimento per la predisposizione della carta del servizio idrico integrato che potrebbe essere impugnato “politicamente”o in modo giudiziario - peccato che nessuno se ne faccia carico – almeno nella parte che prevede la possibilità di sospendere il servizio idrico per morosità.   

Morosità
In caso di morosità è prevista la sospensione del servizio.
I gestori indicano i mezzi con i quali è preavvisato l’utente di tale sospensione e le modalità per
evitare la sospensione stessa. Tale preavviso non potrà comunque essere inferiore a 20 giorni e
dovrà essere accompagnato dal duplicato della fattura non pagata.
I gestori comunicano le modalità ed i tempi per il ripristino della fornitura, che dovrà avvenire
entro due giorni lavorativi dal pagamento ovvero a seguito di intervento dell’Autorità competente.
In quest’ultimo caso, è facoltà del gestore porre in atto mezzi di limitazione della portata e della
pressione di fornitura, comunicati in forma scritta all’utente.
I gestori individuano procedure specifiche per i casi di erronea azione per morosità.
In nessun caso è addebitabile all’utente subentrante la morosità pregressa.

Ci sembra che tale paragrafo del D.P.C.M. non avrebbe vita semplice davanti alla Corte Costituzionale, in quanto il distacco dell'acqua non può in nessun modo aver luogo, essendo l'acqua un bene primario oltre che un diritto costituzionalmente garantito. Si pensi, ad esempio, al diritto alla salute (art. 32 della Carta Costituzionale). Si deve aggiungere anche che il distacco non può avvenire totalmente; semmai la società potrà diminuire la portata, garantendo comunque il bisogno quotidiano.


Noi combattiamo le nostre “piccole battaglie” quotidiane per la tutela dei diritti del cittadino, che da ultimo, si vede arrivare a casa bollette a quattro cifre. E lottiamo così:

COMUNICATO SEDE CODACONS VALLO DI DIANO 
30-12-2011

Dopo la sentenza n. 176/11 del Giudice di Pace di Sala Consilina sul caro-bolletta dell’acqua distribuita dalla ditta CONSAC S. p. A di Vallo della Lucania riceviamo, grazie alla pubblicazione della notizia, segnalazioni anche di bollette a quattro cifre. È il caso di un cittadino di Vallo della Lucania, il quale, complimentandosi per le nostre azioni a difesa dei diritti degli utenti, ci segnala una bolletta (che riportiamo in un allegato) di ben 3875,22 EUR. Ad ascoltare il cittadino di Vallo della Lucania, sembra di ripercorrere, indietro nel tempo, quanto raccontato da un utente del Vallo di Diano in una raccomandata n. 0527, spedita al CONSAC nel lontano 14 giugno 1988 (in un precedente comunicato la data era stata posticipata di dieci anni per errore). In questa missiva si lamentava una frequenza biennale della lettura del contatore e si rilevava quanto segue: “la seconda eccedenza in mc risulta essere più onerosa della prima eccedenza del 100% (il doppio), ritendendo che l’importo delle fatture a conguaglio non viene equamente distribuito nel corso degli anni, venendosi così a verificare l’inconveniente (per l’utente) di dover pagare una somma di danaro non corrispondente al suo effettivo consumo, si chiede che le eccedenze vengano distribuite equamente nei trimestri precedenti alla fattura a conguaglio in modo da evitare l’accumulo di svariati mc sotto la voce “II eccedenza””. In pratica, se la ditta CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania manda bollette leggere per un anno o più, il cittadino non deve esultare, perché, a conguaglio, se non viene effettuata la cosiddetta “spalmatura” della lettura (in genere unica) su tutto l’arco dell’anno, allora il rischio è che la bolletta finale arrivi molto più “pesante”. La ditta CONSAC S. p.A. di Vallo della Lucania nel 1988 rispondeva, in pratica, che tutto era regolare (ehm!).
Nel caso del ricorso dell’utente difeso da un legale CODACONS (Avv. Silvana Viola)  della nostra sede, nella sentenza n. 176/11 emessa dal Giudice di Pace si legge: “il sistema di fatturazione adottato dal consorzio convenuto era irregolare in quanto le somme richieste erano calcolate con il criterio delle eccedenze, che consiste nell’applicare tariffe maggiori per ogni soglia di consumo superiore al limite stabilito per il trimestre”.
Un bolletta dell'acqua recapitata ad una famiglia di Sassano
Nel caso dell’utente di Vallo della Lucania – per quanto illustratoci – si è avuto un lungo periodo di bollette “leggere”, fino a ricevere nella cassetta delle lettere una sostanziosa bolletta con scadenza a ridosso del Natale 2011, quasi come fosse un bel regalo (3875,22 EUR è una bella cifra!). Non siamo tuttavia sicuri del fatto che i due ultimi casi (accaduti in ordine temporale) possano essere simili. Ci interessa però riflettere su questi avvenimenti e invitare la Società per Azioni CONSAC a battere un colpo per cercare di farci comprendere come si possa, a fronte di precedenti emissioni di bollette a due cifre (non superiori ai 20 EUR), arrivare poi ad emettere una fattura a ben quattro cifre per un’abitazione, a quanto ci dice l’utente, disabitata e di poco più di 50 mq. Ci interesserebbe capire come vanno queste cose; tutto qua. E ciò dovrebbe essere di interesse anche per i politici e per le istituzioni locali; ma in questo nostro Paese, purtroppo, dell’acqua (anche di quella versata nel pianto) dei cittadini sembra ci si interessi molto poco da ultimo. Quando lo si fa, è per ottenere “risultati politici” importanti, cedendo intere reti comunali alle stesse società per azioni che a ridosso del Santo Natale regalano bollette agli utenti come quella riportata in allegato.

domenica 8 gennaio 2012

La lettera di Michelino alla Befana





Alcune persone hanno fatto come Michelino, scrivendo al Garante in questi termini. 

ANNO NUOVO: LA SEDE CODACONS DEL VALLO DI DIANO INIZIA LE SUE ATTIVITÀ CON L’INVIO DELLA SEGNALAZIONE ALL’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) SUL TRASFERIMENTO DELLA RETE IDRICA DI SALA CONSILINA AL CONSAC S. p. A.


Oggi, nel primo giorno feriale dell’anno 2012, la nostra sede ha inviato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il verbale di deliberazione dell’assemblea dell’Autorità di Ambito Sele del 15-03-2011 e la delibera n. 30 del Consiglio Comunale di Sala Consilina del 02-12-2011, con la quale l’Amministrazione salese ha trasferito la gestione della rete idrica al CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania.

Nella missiva di accompagnamento si è ricordato che l’Assemblea dell’Autorità di Ambito Sele, ha affidato - ai sensi dell’art. 23 bis comma 3 del D. L. 112/2008, articolo abrogato dal referendum sull’acqua pubblica,  la gestione del servizio idrico integrato nell’ambito dell’area del Parco del Cilento (sic!) alla società CONSAC S. p. A. nonostante parere negativo dell’AGCM e delle riserve espresse, in sede assembleare, dal Dirigente Tecnico dell’Ente, che ha affermato: “io ho già segnalato che la procedura è irrituale… ho anche elaborato una proposta deliberativa che non è quella che ha dato lettura il presidente…”. In effetti il tecnico ha lamentato il fatto che CONSAC S. p. A. non possiede uno Statuto adeguato a permettere questo allargamento delle competenza su altri comuni. Infatti, citando questi aspetti della questione, egli ha sostenuto quanto segue: “… nel momento in cui si contrattualizza con questi elementi siamo assolutamente tacciabili da parte dell’autorità garante di diciamo inadempienza rispetto a dei principi dell’affidamento in house con tutte le conseguenze di legge e di responsabilità personali e dell’ammnistrazione”.

È stato anche fatto notare che il sindaco di Sala Consilina, Gaetano Ferrari, consigliere di amministrazione dell’ATO 4, oltre a rappresentare Sala Consilina nella suddetta assemblea, ha avuto al suo attivo ben otto deleghe da parte dei sindaci dei seguenti paesi del Vallo di Diano: Atena Lucana, Buonabitacolo, Casalbuono, Pertosa, Salvitelle, San Rufo, Sanza, Sassano.

Per quanto concerne una delle preoccupazioni della sede CODACONS locale, dal verbale dell’assemblea ATO Sele si parla esplicitamente di gradualità della crescita dei livelli tariffari rispetto a quelli attualmente in uso. Sulla base di questa preoccupazione (non di poco conto in questo momento di crisi) si è chiesto all’AGCM di voler controllare la legittimità degli atti amministrativi trasmessi.