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domenica 26 luglio 2015

PANTA REI; OSSIA, TUTTO SCORRE

Questo è un post con una sola foto. Un post noioso, con molto testo. Ad alcuni può importare poco, ad altri può importare molto. Certamente, però, è importante mettere in fila date ed eventi. E, come in una sorta di caccia al tesoro, si rintraccerà, da qualche parte, una frase che dovrebbe passare alla storia di queste terre troppo distratte e troppo soggiogate da un'indigenza endemica volutamente perseguita dai potenti del posto.

"Ha partecipato a iniziative svoltesi nel nostro territorio sia di diffusione della cultura della legalità e sia di carattere sociale, stabilendo un importante legame con la Comunità di Sassano e del Vallo di Diano, che gli esprime sentimenti di stima e di profonda riconoscenza". 

11 settembre 2013 Per protestare contro la soppressione del tribunale di Sala Consilina (Salerno)
e il suo accorpamento a quello di Lagonegro (Potenza) è stata occupata la corsia nord dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria tra Sala Consilina e Atena Lucana. I manifestanti consentono il passaggio dei soli mezzi di soccorso sulle corsie d'emergenza. Le forze dell'ordine sono sul luogo della protesta. Molti gli avvocati del foro salernitano che manifestano. Si registra una coda di veicoli sulla corsia Nord. La soppressione del Tribunale di Sala Consilina è stata al centro di un incontro a Roma tra una delegazione composta da sindaci e parlamentari del Vallo
di Diano - contrari all'accorpamento con Lagonegro e il sottosegretario alla Giustizia Pier Paolo Berretta. (Metropolisweb: La protesta I).

13 settembre 2013 -Il sindaco e i consiglieri comunali di Sala Consilina e i 15 sindaci dei 15 comuni del Vallo di Diano (Salerno), stanno tenendo un consiglio comunale urgente e straordinario nel piazzale esterno del Tribunale in segno di protesta contro la soppressione dello stesso Tribunale, accorpato a quello di Lagonegro.Un centinaio di manifestanti sosta sulla statale 19 bloccando l'accesso al tribunale. Finora il sindaco di Sala Consilina, Gaetano Ferrari, si è rifiutato di consegnare le chiavi del tribunale al procuratore del tribunale di Lagonegro, Vittorio Russo, spiegando che le consegnerà solo al Presidente del tribunale di Lagonegro, Matteo Claudio Zarrella, che - da quanto si è saputo - dovrebbe essere oggi a Sala Consilina. (Il Quotidiano della Basilicata: La protesta II).

23 settembre 2014 - "Punito per aver difeso il nostro tribunale e per non avere avuto garanzie sulla agibilità della struttura che ospita il tribunale si Lagonegro". E' questo, in sintesi , il pensiero dell'ex sindaco di Sala Consilina Gaetano Ferrari che nei giorni scorsi si è visto recapitare l'avviso di conclusione indagini sa parte della Procura della Repubblica di Lagonegro per il reato di interruzione di pubblico servizio. (La Città di Salerno: La punizione)

17 maggio 2014L’amministrazione comunale di Lagonegro ha deciso di conferire al Procuratore capo di Lagonegro, Vittorio Russo, la cittadinanza onoraria per i servizi resi alla comunità. Sabato 17 maggio, alle ore 10,30 presso l’Aula consiliare di palazzo di città la cerimonia di consegna alla presenza del Presidente del tribunale, Matteo Claudio Zarrella e del presidente dell’Ordine degli avvocati di Lagonegro, l’avvocato Rosa Marino. Sarà il sindaco, Domenico Mitidieri, ad insignire del prestigioso riconoscimento, l’uomo che, probabilmente con il suo agire, ha contribuito in modo sostanziale a cambiare la storia della città di Lagonegro che, dallo scorso 13 settembre, ha accorpato il tribunale di Sala Consilina, al termine di una battaglia legale e giudiziaria intrapresa dagli avvocati e degli amministratori di Sala Consilina. (estratto da un rticolo apparso su http://www.quasimezzogiorno.org il 15 maggio 2015 ).

Passa il tempo... tutto scorre e (con qualche svista sulla data) si scrive:

18 luglio 2015
"In occasione del 23esimo anniversario della morte di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta, si è tenuto nella villa comunale di Sassano intitolata proprio al magistrato, il consiglio comunale per il conferimento della «benemerenza in memoria di Paolo Borsellino», al capo della procura del tribunale di Lagonegro, Vittorio Russo. «Il riconoscimento - ha spiegato il sindaco Tommaso Pellegrino – è stato conferito dall'amministrazione comunale di Sassano a chi promuove la cultura, la diffusione e l'applicazione concreta del principio di legalità in tutti gli ambiti e chi ha portato avanti azioni di contrasto nei confronti delle diverse forme di illegalità». Il Consiglio Comunale è stato preceduto da un momento di preghiera celebrato da don Bernardino Abbadessa (Cancelliere della Diocesi di Teggiano-Policastro). Alla cerimonia erano presenti oltre ai sindaci e alle istituzioni del territorio, il sottosegretario di Stato al ministero della Difesa Gioacchino Alfano e il comandante provinciale di Salerno dell'arma dei carabinieri il colonnello Riccardo Piermarini. Inoltre eccezionalmente presente anche il trombettiere dell'esercito italiano. Onore e stima alla Giustizia con Legalità e Trasparenza". (http://positanonews.it/articolo/161645/presidenza-e-procura-della-repubblica-al).

Intanto, ci sono indagini in corso che riguardano la BCC di Sassano.

La Città di Salerno
Nomine ed elezioni Bufera sulla “Bcc”

di Erminio Cioffi
16 Luglio 2015


Cammarano accusa il presidente Calandriello: ora s’indaga «Evitata la fusione con altri istituti per mantenere il potere»

SASSANO. La magistratura ha disposto il sequestro di alcune deleghe al voto rilasciate dai soci della Bcc di Sassano per il rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2015 – 2017. Ad renderlo noto è stato attraverso una nota inviata anche alla Banca d’Italia ed alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Lagonegro, il dottor Vincenzo Cammarano che nella scorsa tornata elettorale capeggiava la lista che poi ha perso le elezioni per il rinnovo del consiglio di amministrazione ed il collegio sindacale della banca di credito cooperativo...
... «Nel corso della tua gestione – scrive Cammarano rivolgendosi al presidente della Bcc – sei sempre stato sanzionato dall’organo di vigilanza per una gestione sbagliata, poco accorta e politica, quella con la “p” minuscola, della banca. Le sanzioni sono arrivate nel 1991, nel 1994, nel 2008 e nel 2012»...

Per comprendere più a fondo le dinamiche locali, si vedano questi due post precedenti: Cammarano, Calandriello.

Infine, si dia uno sguardo - se è rimasto del tempo - alla delibera di giunta con la quale si è istituito il riconoscimento "in onore di Paolo Borsellino".

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Copia verbale deliberazione di Giunta Comunale N 59

Data 07 Luglio 2015

Oggetto: Istituzione Riconoscimento “Benemerenza in onore di Paolo Borsellino”Criteri e determinazioni

L'anno duemilaquindici, il giorno 07(sette) del mese di Luglio, alle ore 10,00, nella Sede Municipale, in Sassano, a seguito a convocazione disposta dal Sindaco, si è riunita la Giunta Comunale nelle persone dei signori:
1 PELLEGRINO Tommaso Sindaco
2 D’AMATO Antonio Vice Sindaco
3 TROTTA Mario Assessore
4 RUSSO Maria Assessore
5 ESPOSITO Gaetana Assessore

Totale presenti 5 

Assume la Presidenza il dott. Tommaso PELLEGRINO, in qualità di Sindaco del Comune di Sassano, che accertata l’esistenza del numero legale, sottopone all’esame ed alla discussione della Giunta Comunale la proposta di deliberazione in argomento.

Partecipa il Segretario Comunale Capo, dott. Franco Tierno:

Preso atto che sulla proposta di deliberazione di cui all’oggetto sono stati espressi ai sensi dell’art. 49, comma 1, T.U. Enti Locali approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, e successive modifiche ed integrazioni, i seguenti pareri:

Parere Esito Responsabile - In merito alla regolarità tecnica: Favorevole, per quanto di competenza
Dott. Franco Tierno, in qualità di Responsabile del Settore Affari Generali

Relaziona il Sindaco.

La Giunta Comunale
Preso atto dei numerosi impegni ed atti concreti di questa Amministrazione Comunale per promuovere la cultura della legalità a tutti i livelli nel proprio Comune, sia in ambito istituzionale, sia in ambito scolastico, sia in ambito socio-culturale;
Considerato che tante sono state già le precedenti determinazioni, che si richiamano, tese alla diffusione del concetto di legalità in ogni ambito, e anche in termini di riconoscimento ad alcuni illustri esponenti della cultura, della diffusione e dell’applicazione del principio della legalità a tutti i livelli, quali l’intitolazione dell’Istituto Comprensivo di Sassano a Giovanni Falcone e della Villa Comunale a Paolo Borsellino;

Ritenuto opportuno riconoscere formalmente tali impegni nell’ambito della massima diffusione ed applicazione concreta della cultura della legalità nella sua più ampia accezione mediante la istituzione di un Riconoscimento/Benemerenza alle persone e/o personalità che si distinguono per tale finalità, denominata, appunto, “Benemerenza in memoria di Paolo Borsellino”, in ragione della particolare levatura morale e professionale del magistrato e della massima diffusione del concetto di legalità che questa Amministrazione ha inteso perseguire anche attraverso la Intitolazione della Villa Comunale lo scorso anno;

Atteso che intenzione della Amministrazione Comunale assegnare annualmente tale Benemerenza in occasione dell’Anniversario della morte di Paolo Borsellino e/o in altra data significativa della vita/professione del Magistrato e/o in altra data che la Giunta Comunale potrà far coincidere con altri eventi di carattere istituzionale e/o altro tipo di evento;

Ritenuto dover definire le linee di orientamento per la pratica gestione del riconoscimento “Assegnazione della Benemerenza in memoria di Paolo Borsellino”:

Art. 1 – Nell’ambito delle politiche di promozione e diffusione della cultura della legalità nel proprio comune e nel territorio, l’Amministrazione Comunale di Sassano si riserva la facoltà di assegnare un riconoscimento, denominato “Benemerenza in memoria di Paolo Borsellino”, a personalità che si siano distinte per il proprio impegno nell’ambito sopra indicato;
Art. 2 – La personalità destinataria del riconoscimento sarà individuata ad insindacabile giudizio della Giunta Comunale e/o Consiglio Comunale avendo come parametri di valutazione: a) l’impegno del soggetto, sia concittadino che non, per la promozione della cultura della diffusione e applicazione concreta del principio della legalità in tutti gli ambiti ; b) l’ideazione o la realizzazione di iniziative che siano legate al raggiungimento di tale obiettivo;
Art. 3 – Il Riconoscimento della Benemerenza potrà essere assegnato a più di una persona/personalità anche nello stesso periodo di riferimento e potrà anche non essere assegnato.
Art. 4 – Il riconoscimento consisterà in una pergamena contenete la motivazione del riconoscimento;
Art. 5 –La Benemerenza in onore di Paolo Borsellino sarà consegnato, di regola, in occasione della

Manifestazione annuale dell’anniversario della morte di Paolo Borsellino e/o altra data significativa della vita/professione del Magistrato e/o in altra data che la Giunta Comunale potrà far coincidere con altri eventi di carattere istituzionale e/o altro tipo di evento;

Ritenuto ancora, che il primo Riconoscimento della Benemerenza in onore di Paolo Borsellino verrà consegnato il 18 Luglio 2015 in occasione della ricorrenza del primo anniversario della intitolazione della Villa Comunale al Dott. Vittorio Russo, Procuratore Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lagonegro “…..per aver con il Suo impegno Professionale, Istituzionale e Morale dato lustro, in tanti anni di servizio, rappresentato ed applicato i valori della Legalità, attraverso la difesa delle Istituzioni e del Cittadino, nell’ambito di un continuo ed assiduo impegno concreto di divulgazione di valori di vita e di rispetto della norma e della legalità, al pari della professionalità e dignità morale del noto Magistrato. Il dr. Vittorio M. Russo, infatti, ha esercitato le funzioni giurisdizionali esclusivamente nel settore penale ed in particolare negli Uffici di Procura, essendo stato assegnato nel 1979 in prima nomina alla Procura della Repubblica di Torino , ove ha prestato servizio per quasi 13 anni coordinando indagini di criminalità organizzata e terrorismo. Nel periodo 1994 l 1997 è stato applicato alla Procura della Repubblica di Nola ,avendo anche la responsabilità della direzione dell'ufficio .Ha successivamente prestato servizio presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli operando nelle diverse Sezioni di indagini tra le quali è ripartito il lavoro investigativo e dirigendo altresì l'Ufficio Esecuzioni. Nel periodo 2006 l 2009 è stato applicato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con funzioni di vicario del dirigente dell'Ufficio. Nel 20 l O è stato nominato Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lagonegro che dal settembre 2013 ha accorpato la Procura della Repubblica di Sala Consilina. Numerosi sono i riconoscimenti che gli sono stati conferiti. Ha partecipato a iniziative svoltesi nel nostro territorio sia di diffusione della cultura della legalità e sia di carattere sociale, stabilendo un importante legame con la Comunità di Sassano e del Vallo di Diano, che gli esprime sentimenti di stima e di profonda riconoscenza. Rappresenta certamente uno straordinario esempio per i Giovani e un importante punto di riferimento per tutti coloro che credono profondamente nei valori della Giustizia e della Legalità.

Acquisiti sulla proposta di deliberazione il parere, favorevoli per quanto di competenza, di regolarità tecnica , resi ai sensi e per gli effetti dell'art. 49 del TU Enti Locali approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, e successive modifiche ed integrazione;

Visti:
- la legge 7 agosto 1990, n 241, recante "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi", e successive modificazioni
- il T.U. Enti Locali approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, e ss.mm. ed ii.;
- lo Statuto Comunale, approvato con delibere di Consiglio Comunale n. 46 del 27 Novembre 1991, n. 61 del 21 Luglio 1992, n. 63 del 21 Luglio 1992, n. 12 del 23 Aprile 1996, n. 31 del 24 Luglio 2000 e n. 10 del 09 Maggio 2005, esecutive a norma di legge;
- il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi degli uffici e dei servizi che descrive la struttura organizzativa dell’ente e la sua articolazione funzionale, approvato con deliberazione di Giunta comunale n. 3 del 13 gennaio 2012, esecutiva a norma di legge;
- il Regolamento Comunale dell’Ente per la concessione della cittadinanza onoraria e delle onorificenze approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 26 del 18 Ottobre 2010;

Accertata la competenza della Giunta Comunale in ordine all’adozione del presente provvedimento ai sensi dell’art. 48 del T.U. Enti Locali approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, e successive modifiche ed integrazioni;
Con voti unanimi espressi nei modi e nelle forme di legge

d e l i b e r a

1) la premessa costituisce parte integrante ed essenziale del presente atto deliberativo nel quale si intende integralmente riportata e trascritta;

2) di istituire la “Benemerenza in memoria di Paolo Borsellino” da assegnare a persone/personalità, del territorio e non, che si siano distinte nella promozione della cultura della diffusione ed applicazione del principio della legalità nella sua più ampia accezione;

3) di approvare le linee di indirizzo per l’Assegnazione della Benemerenza in memoria di Paolo Borsellino

Art. 1 – Nell’ambito delle politiche di promozione e diffusione della cultura della legalità nel proprio comune e nel territorio, l’Amministrazione Comunale di Sassano si riserva la facoltà di assegnare un riconoscimento, denominato “Benemerenza in memoria di Paolo Borsellino”, a personalità che si siano distinte per il proprio impegno nell’ambito sopra indicato;
Art. 2 – La personalità destinataria del riconoscimento sarà individuata ad insindacabile giudizio della Giunta Comunale e/o Consiglio Comunale avendo come parametri di valutazione: a) l’impegno del soggetto, sia concittadino che non, per la promozione della cultura della diffusione e applicazione concreta del principio della legalità in tutti gli ambiti ; b) l’ideazione o la realizzazione di iniziative che siano legate al raggiungimento di tale obiettivo;
Art. 3 – Il Riconoscimento della Benemerenza potrà essere assegnato a più di una persona/personalità anche nello stesso periodo di riferimento e potrà anche non essere assegnato.
Art. 4 – Il riconoscimento consisterà in una pergamena contenete la motivazione del riconoscimento;
Art. 5 –La Benemerenza in memoria di Paolo Borsellino sarà consegnato, di regola, in occasione della Manifestazione annuale dell’anniversario della morte di Paolo Borsellino e/o altra data significativa della vita/professione del Magistrato e/o in altra data che la Giunta Comunale potrà far coincidere con altri eventi di carattere istituzionale e/o altro tipo di evento;

4) di attribuire la prima “Benemerenza in memoria di Paolo Borsellino”, per tutte le ragioni esposte in narrativa al dott. Vittorio Russo, Procuratore Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lagonegro

5) di trasmettere copia della presente deliberazione all’Albo Pretorio on line, ai capigruppo consiliari (con elenco), al Responsabile del Settore Affari Generali, al dott. Vittorio Russo, Procuratore Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lagonegro;

6) di dichiarare, con separata votazione unanime espressa nei modi e forme di Legge, il presente atto immediatamente eseguibile, ai sensi dell’art. 134. comma 4° del T.U Enti Locali approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, e successive modifiche ed integrazioni

Letto, firmato e sottoscritto

Il Sindaco, Il Segretario Comunale
f.to dott. Tommaso Pellegrino, f.to dott. Franco Tierno

Sassano, lì 17 luglio 2015

venerdì 3 luglio 2015

Astensionismo: atteggiamento politico non condivisibile

Titusville, Pennsylvania: 1859; il primo pozzo
petrolifero scavato a 21 metri nel sottosuolo.
Nel febbraio scorso il presidente della Regione Basilicata invitava il territorio del Vallo di Diano a fare la propria parte in campo energetico. Intendendo, molto probabilmente, di lasciare che il territorio valdianese venisse straziato dalle trivellazioni prossime venture, che si concretizzeranno a causa delle norme introdotte dal governo renziano con il decreto sblocca-Italia, oggi legge dello Stato (Legge 11 novembre 2014, n. 164).

  I cittadini della vallata avrebbero dovuto prendere piena coscienza del futuro del pianeta Terra e del microcosmo locale. E – soprattutto - avrebbero dovuto dare una risposta politica chiara al decreto del governo renziano votato con i voti di forze politiche presenti nel caravanserraglio di De Luca Vincenzo e in quello di Caldoro Stefano, composti da dieci e nove liste, rispettivamente. I cittadini del Vallo di Diano non sono stati raggiunti da un messaggio detto in chiaro nelle piazze semi-deserte, frutto della cattiva politica che ha allontanato il cittadino dalla partecipazione attiva alla vita della "polis" e frutto della stampa che vende gli spazi delle idee solo a chi li compra. E quale il messaggio? Eccolo, nelle righe che seguono.


Stiamo vivendo un'epoca di transizione in attesa della prossima “rivoluzione industriale” (così come descritta nei recenti saggi di Jeremy Rifkin). Il futuro modello produttivo non sarà più dipendente dai carburanti fossili, ma solo dalle varie fonti rinnovabili, quali l'energia solare, l'energia idroelettrica, l'energia eolica, l'energia derivante dal moto ondoso o dalle maree, l'energia geotermica, l'energia prodotta attraverso la combustione di biomasse. L'era dei carburanti fossili sarà in futuro vista come una breve parentesi nella storia dell'Umanità. Dallo sfruttamento del primo giacimento di petrolio in Pennsylvania nel 1859 all'avvento della "terza rivoluzione industriale", tutta fondata sulle energie rinnovabili, saranno trascorsi, guardando in retrospettiva dal quarto millennio, poco più di duecento anni. Un periodo storico per il quale lo stesso Papa Francesco auspica una rapida fine. 

Le recenti scelte del governo italiano nel campo delle politiche energetiche, come il decreto sblocca-Italia, stanno creando non poche preoccupazioni per il rischio di trivellazioni anche nel Vallo di Diano e per un paventato raddoppio delle estrazioni in Basilicata. La puntata di PRESADIRETTA di domenica 22-02-15 ha fornito un quadro molto chiaro di questi rischi. E siamo in molti a chiederci quali danni ambientali il suolo e le falde acquifere potrebbero subire all'indomani di un eventuale sfruttamento dei giacimenti petroliferi presenti a migliaia di metri nel sottosuolo. Tuttavia, nel quadro politico attuale, in cui forse si vuole che le voci dei cosiddetti “comitatini” abbiano l’innocuo e inconcludente carattere del dissenso interno alle forze di governo, potrebbe sembrare del tutto inutile imbastire un dialogo sui “massimi sistemi” energetici. Eppure, bisogna insistere nel riproporre modelli di società alternativi a quello presente.
 
All'improvvida frase del presidente della Regione Basilicata sulla parte che il nostro Vallo dovrà fare in campo energetico hanno risposto alcuni valvassini locali, propaggini di un potere centrale che da anni sta depauperando il Vallo di Diano con vari saccheggi, di varia natura. Si va dal campo puramente istituzionale (tribunale) a quello sociale (acqua, sanità pubblica, trasporti, servizi in genere) a quello più squisitamente politico (perdita di rappresentatività a livello sovra-territoriale e dipendenza da territori limitrofi). Abbiamo altre volte denunciato come sia pericoloso per il cittadino non trovare punti di riferimento certi nelle politiche locali: le stesse minuscole cinghie di trasmissione del potere centrale (che ha imposto lo sblocca-Italia) oggi sembrano volere assecondare la protesta che viene da un territorio già martoriato da anni di incuria ambientale. Noi continueremo a denunciare queste incongruenze, per salvaguardare il diritto del cittadino a una rappresentanza chiara e  non equivoca sia in ambito locale sia a livello nazionale.
  
Sono le parole di Jeremy Rifkin a narrarci la possibilità che abbiamo, oggi, di costruire una civiltà diversa, definitivamente svincolata dall'era del petrolio.

 Il sole splende ovunque nel mondo, ogni giorno. Ogni giorno, il vento soffia su tutto il pianeta. Tutti noi abbiamo fonti di calore nel sottosuolo, che possono essere trasformate in energia. Se viviamo in aree rurali possiamo riutilizzare gli scarti agricoli e forestali. Se viviamo in regioni costiere possiamo sfruttare il moto ondoso. Abbiamo i rifiuti che possono essere trasformati in energia, così come le cascate possono generare energia idroelettrica. Il pianeta ha energia sufficiente per sostenere la vita per milioni e milioni di anni a venire. La domanda è se queste nuove generazioni avranno il desiderio e la volontà di conseguire questa nuova rivoluzione industriale".  

E mentre la Storia segue il proprio corso, abbiamo risposto con una bassa affluenza alle urne e con i risultati generali per la provincia di Salerno riportati sotto. Da notare la percentuale bassissima di Padula, paese dove le ossa di Carlo Pisacane sono custodite. Qui la Storia ha subito un improvviso arresto. Ma poi, incurante dell'indole delle persone del luogo, ha proseguito per la propria strada.  

Atena Lucana 31,64%
Auletta 47,49%
Buonabitacolo 36,21%
Caggiano 36,29%
Casalbuono 31,24%
Montesano S/M 33,65%
Monte San Giacomo 34,72%
Padula 28,83%
Polla 52,19 %
Pertosa 51,02%
Sala Consilina 45,06%
San Pietro al Tanagro 44,75%
Sanza 40,04%
San Rufo 34,04%
Sassano 58,83%
Teggiano 35,59 %

Candidato Presidente          voti      %

DE LUCA VINCENZO         269.988 52,92
CALDORO STEFANO          165.438 32,42
CIARAMBINO VALERIA        63.105       12,36
VOZZA SALVATORE               9.235         1,81
ESPOSITO MARCO                   2.391         0,46

Totale voti candidati presidente        510.157
Totale voti liste                                 469.314
Schede bianche                                   15.818           2,88 %
Schede nulle                                        21.506          3,92 %
Schede contestate e non assegnate           136          0,02 %

venerdì 26 giugno 2015

DIRITTO DI PAROLA E AGGRESSIONI VERBALI

Non era mai successo, prima della data del 26 giugno 2015, di ricevere parole poco commendevoli sulle intenzioni riposte nella scrittura dei nostri comunicati. Ma tralasciamo le aggressioni verbali a cui siamo da ultimi soggetti, nostro malgrado, e veniamo alla questione vera e propria.

Abbiamo scritto il comunicato sulla questione del Palazzo Bellavista in Sala Consilina, cortesemente chiamati a intervenire. Lo abbiamo fatto sulla base delle informazioni a nostra disposizione, ossia, il verbale della delibera n. 62 del 28-11-2014 (http://www.salaconsilina.gov.it/wp-content/uploads/2014/12/c62-2014-11-28-62c.pdf).  In questa delibera si afferma testualmente che "Il SINDACO ribadisce che la destinazione dell’immobile sara’ destinato a Sportello per l’immigrazione". Pertanto, risulta chiaro (almeno dalle carte) l'intento dell'Amministrazione Comunale. Si sarebbe potuto impugnare la delibera davanti a un Tribunale Amministrativo entro i 60 giorni dalla pubblicazione sull’Albo pretorio per chiederne l’immediata sospensione degli effetti, proprio sulla base del Regolamento condominiale (non sono un legale per avere certezza dell’esito – in quanto insegno fisica).


In tutta questa vicenda l'approssimazione è talmente palese – nonostante alcuni tentativi fatti per poter sanare la situazione in Consiglio Comunale - che viene da chiedersi se sia proprio la nostra associazione, che parla sulla base di informazioni certe, a essere la causa del disagio che le famiglie giustamente temono come conseguenza di questi stessi atti amministrativi. Se fossimo stati chiamati prima – molto prima - a esprimere un nostro parere, avremmo senz’altro consigliato un ricorso al Tribunale Amministrativo nei termini previsti dalla legge. 

E’ però innegabile dire che avremmo preferito che l’Amministrazione venisse indotta, in Consiglio, da dati inoppugnabili a non prendere quella decisione. Così non è stato. Non eravamo in Consiglio per comprendere le dinamiche e perciò dobbiamo confidare nella bontà degli atti amministrativi. Dopo quella discutibile delibera molto tempo è trascorso invano. Adesso che la questione ci è stata prospettata, crediamo che sarà una lunga lotta, se l’Amministrazione non farà un passo indietro. In questi casi, tuttavia, tornare sui propri passi sembra quasi doveroso. Noi faremo la nostra parte, se chiamati a farlo. Continueremo a operare per la verità, in ogni caso, non facendoci tacitare da atti intimidatori di sorta.

sabato 20 giugno 2015

PULIAMO IL FIUME

Il Settore Agricoltura del Codacons Vallo di Diano insieme a giovani imprenditori agricoli e altri volontari ha organizzato, sabato 20 giugno 2015, un incontro pomeridiano per ripulire il canale "Lamarrone" a Teggiano per ridare dignità a una parte del territorio. Una sorta di impegno per la cura dei beni comuni, insomma. L'iniziativa di Salvatore Gasparro, responsabile del Settore Agricoltura della sede Codacons locale, è stata seguita con attenzione da una testata giornalistica e dall'amministrazione comunale.


Una sponda del canale Lamarrone come appariva qualche
giorno prima del 20 giugno 2015.

Si mostrano alcune foto, prima di fare qualche considerazione.

Il canale Lamarrone come appariva sabato
20 giugno 2015 alle ore 16.30.


Salvatore Gasparro all'opera.
Altre attività di pulizia. 

Ripescaggio dal ponte.

Un dettaglio di quanto tirato
fuori dal canale.

La prima considerazione è quanto detestabile siano atti di questo tipo. E mentre da più parti si odono voci della necessità della videosorveglianza (ma volete monitorare anche la campagna?) io credo che la battaglia dei rifiuti bisogna vincerla innanzitutto sul piano culturale e poi su quello organizzativo. La risposta che Salvatore Gasparro e tanti altri volontari hanno dato al problema dell'abbandono dei rifiuti è esemplare. Tutti hanno voluto dire: "Sappiate che noi siamo vigili e non vi lasceremo deturpare impunemente il nostro territorio". 

Io mi spingerei ancora più in là della tutela e direi che bisogna far comprendere che questi beni ambientali sono preziosi e che molti ce li invidiano. Inoltre, dobbiamo saper valorizzare, in tutti i modi possibili, quello che abbiamo avuto in eredità dai nostri padri. Infatti, fintanto non giungeremo a ciò, non potremo dire di aver fatto tutto il possibile per armonizzare il nostro patrimonio ambientale con il sistema socio-economico del comprensorio. Intanto, però, quello che è successo il 20 giugno 2015 "è solo un inizio", così come dice Salvatore Gasparro. Non disperiamo.

domenica 14 giugno 2015

Chernobyl 2015

Ore 9.30 del 12 giugno 2015, Tribunale di Salerno. "Quarta" prima udienza dibattimentale del processo Chernobyl. Si attende la Corte che non sarà presente nella sua composizione usuale per un impedimento del Presidente. Molto probabilmente il processo subirà un altro rinvio per la mancanza del plenum del collegio giudicante. Transenne per separare il pubblico dall'aula. Non bastavano i tramezzi in legno, sobrio arredo dell'aula stessa. Ci sono anche le transenne in acciaio, brutte a vedersi. Strana percezione: i cittadini sembrano essere doppiamente recintati come soggetti potenzialmente pericolosi. Come non capirne le ragioni. 


In aula alcuni avvocati delle parti civili. Le associazioni Federconsumatori, Legambiente, Coldiretti, Codacons Campania sono rappresentate. Il Ministero dell'Ambiente è rappresentato in aula, insieme ad altre istituzioni, enti locali, comitati. Molti della difesa. Particolare menzione della costante presenza dell'avvocato Alfonso Penna, che si è costituito per il Comune di Sassano, va fatta. Si avviano gli altri processi in calendario. Forse il processo Chernobyl sarà ultimo nella lista. Come non capirne le ragioni.  



Ricordiamo le date.  La prima udienza avrebbe dovuto svolgersi il 9 aprile 2014 a Salerno a seguito del secondo rinvio a giudizio (il primo a Santa Maria Capua Vetere, il secondo a Salerno, in un processo che non vuole partire e che, forse, non deve partire) delle 38 persone implicate nei fatti riportati nei numerosi faldoni delle indagini svolte dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nel periodo che va dal gennaio 2006 a giugno del 2007. Rinviata una prima volta, per difetto di notifiche, al 17 dicembre 2014. Quel giorno eravamo in aula e ascoltavamo, con nostra grande sorpresa, che vi erano ancora difetti in alcune notifiche. Il tutto si rinviava all'8 aprile 2015: un anno andato in fumo. L'8 aprile 2015 ancora sussisteva una mancata notifica degli atti a un singolo imputato. Si rinviava così alla data odierna, 12 giugno 2015. Ed oggi si rinvia ancora all'11 novembre 2015. La prescrizione del reato di disastro ambientale viene comodamente attesa per l'anno 2019. Che verrà, se la freccia del tempo non verrà invertita.


La legge è uguale per tutti. Un'utile iscrizione nelle aule dei
tribunali italiani.
Ma come si perviene al rinvio odiernoSi procede prima all'appello dei presenti. Molti imputati in aula, nella parte adiacente al tavolo della Corte. Assente del tutto la stampa, nella parte riservata ai cittadini pericolosi. Il giudice che funge da Presidente concede la parola agli avvocati della difesa. Alcuni avvocati difensori, non riconoscendo la fondatezza del reato di disastro ambientale, chiedono la prescrizione di tutti i reati. A un profano sembrerebbe che l'udienza si tenga solo per effettuare la declaratoria dell'estinzione dei reati per prescrizione. Unico reato sopravvissuto alla prescrizione è proprio il disastro ambientale. Ma alcuni imputati sembrano non voler accettare la prescrizione per ottenere l'assoluzione con formula piena. Si vedrà, tuttavia, alla prossima udienza, dopo il deposito delle memorie, cosa che può essere fatta entro il 10 ottobre 2015 (ore 10) un mese prima dell'udienza dell'11 novembre. Chissà se la stampa nazionale si degnerà di comprendere quello che sta succedendo sotto gli occhi dei cittadini increduli. 


Alcuni avvocati della difesa ancora contestano la costituzione di parte civile di associazioni e Comuni, un mantra che continua dalla "prima" prima udienza e che non avrà fine fintanto che non si entrerà nel vivo del processo. Intanto, in un modo del tutto informale apprendiamo che un imputato sta procedendo ad analizzare i propri terreni a proprie spese, sembrerebbe su autorizzazione del tribunale, in presenza dell'ARPAC e del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri. L'avvocato Antonio De Paola chiede alla Corte la revoca del sequestro dei terreni agricoli siti in agro di San Rufo e Teggiano di proprietà del padre di uno degli imputati, suo assistito. L'avvocato Matteo Marchetti, costituitosi per l'associazione Codacons Campania, si oppone alla revoca del sequestro.


Prendendo la parola, il pubblico Ministero, in risposta ai dubbi sulla fondatezza del reato di disastro ambientale ribadisce che è chiara la contestazione del disastro doloso, in quanto negli atti è possibile leggere quanto segue: "tutti contribuendo dolosamente a determinare un disastro doloso ambientale cagionato dalle condotte criminose dei componenti della citata organizzazione criminale, i quali partecipando al sodalizio criminoso in modo continuativo e permanente ed apportando il proprio materiale contributo cagionavano dolosamente un disastro ambientale a causa dello spandimento ed illegittimo smaltimento dei rifiuti". 



Il Presidente supplente, infine, rinvia l'udienza all'11 novembre 2015, visto che nel Tribunale di Salerno bisogna trattare processi con imputati detenuti: sarà la "quinta" prima udienza in cui, forse, si deciderà dell'ammissione, quali parti civili, delle associazione e comitati, degli enti locali, della Provincia di Salerno, della Regione Campania e del Ministero dell'Ambiente. Al cittadino non resta che fare i conti: restano ancora pochissimi anni al 2019. Sono trascorsi già otto anni dal giugno 2007.

giovedì 4 giugno 2015

Elezioni 2015


Un esercito pacifico di 383 cittadini si è mosso.


Bisogna adesso pronunciare 382 volte la parola "grazie". 


Il 383esimo, l'ultimo, pur non nascondendo un po' di amarezza, ha solo la certezza di aver fatto il proprio meglio nel pieno rispetto delle leggi della Repubblica Italiana (non poca cosa in questo contesto di illegalità diffusa tollerata a vari livelli). 

Non incluso nei due caravanserragli, ha cercato di dare una descrizione veritiera del presente e di tracciare un possibile percorso per il futuro con una campagna elettorale sobria, priva di slogan preconfezionati, vissuta prevalentemente nelle piazze. 

Le competenze acquisite nel passato in campo professionale e sociale e la sua stessa collocazione politica lo pongono al di fuori del novero dei "procacciatori di voti" per liste senza base ideale. La decisione di testimoniare un impegno politico, in continuità con quanto fatto nel passato, è stata molto sofferta. Alla stessa si è giunti in tanti con la consapevolezza delle difficoltà dovute alla crisi socio-economica che sta lacerando la parte più debole del tessuto sociale. Senza la presunzione di poter risolvere tutti i complessi problemi del territorio, ha umilmente proposto attività di servizio per la collettività. 

L'esercito pacifico è destinato a crescere.

sabato 2 maggio 2015

A SASSANO COME NEL 2005


Per dire NO al listone unico e perché non succeda mai più

Lasciare un paese senza possibilità di alternativa per la seconda volta in dieci anni non è un buon segno per la democrazia. Da uno dei protagonisti di questa ultima vicenda para-politica mi è stato raccontato che sul piatto della bilancia vi erano molti aspetti da considerare, tra i quali anche accordi legati al futuro assetto di una banca locale. Se queste cose non fossero pure millanterie, ci sarebbe da rabbrividire.

Sta di fatto che Sassano, un paese che merita di meglio che non un listone unico, va alle urne, a distanza di dieci anni, senza possibilità di scelta tra più liste. Eppure, scrivevo solo qualche giorno fa, che i Romani pensavano che la Storia (quella scritta con la lettera maiuscola) potesse insegnare qualcosa agli uomini: “Historia magistra vitae”. La Storia vista anche come vita della memoria (“vita memoriae”), quella collettiva. Oggigiorno, tuttavia, sembra che neanche la storia recente riesca a scalfire le coscienze, l’essenza delle quali si indurisce sempre di più in questo mercato globale.

Qualcosa si può ancora fare. Infatti, affinché questi “accordi storici” possano finalmente finire per sempre, si chiede uno scatto di orgoglio ai cittadini di Sassano. Basterà non votare per il listone, perché così recita il Testo Unico Enti Locali.(D.Lgs. n. 267/2000):
"Ove sia stata ammessa e votata una sola lista, sono eletti tutti i candidati compresi nella lista ed il candidato a sindaco collegato, purché essa abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti ed il numero dei votanti non sia stato inferiore al 50 per cento degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune. Qualora non si siano raggiunte tali percentuali, la elezione E' NULLA".


Si farà appello alla Prefettura perché siano stringenti i controlli nei seggi elettorali e perché – in questa situazione di emergenza -  non vengano ammessi i candidati come rappresentanti di lista delle concomitanti elezioni regionali. Inoltre, si chiederà che venga fatto finalmente rispettare, a Sassano, il comma 1 dell’art. 37 del DPR del 16 maggio 1960, n. 570 (Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni): La sala dell’elezione ... deve essere divisa in due compartimenti da un solido tramezzo con un’apertura nel mezzo per il passaggio. Infatti, in almeno un seggio del comune questo tramezzo non esiste e il cittadino è tenuto fuori dalla porta fino al momento del voto. Non siamo sospettosi, ma se i candidati saranno dentro la sala dell’elezione e i cittadini saranno ammessi all’interno uno alla volta, questo a noi non piace affatto. O forse è questo il nuovo corso della vita democratica di questa nazione?