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mercoledì 22 agosto 2012

Fuoco!

Un rogo a Padula (foto: gentile
concessione di Giuseppe Verga)
Il Sole, nel suo moto apparente lungo l’eclittica tracciata sulla sfera celeste, sorge ancora ad Est in questa estate di roghi

Il carro di Apollo si manifesta agli abitanti della valle del Diano facendo la propria entrata trionfale dai monti della Maddalena, a confine tra la Campania e la Basilicata, proprio alle spalle della Certosa di Padula. Lo stesso carro che vide a terra esanimi trecento coraggiosi eroi con Carlo Pisacane nei pressi di Sanza, nel lontano luglio del 1857, in questo ennesimo giorno di canicola è stato oscurato, per vari giorni, dal fumo denso del rogo che si è sviluppato sui monti, a ridosso di un nucleo abitativo della ridente (o forse non più?) Sala Consilina. 



Rogo notturno

Le ragioni dei roghi e di altre nefandezze non sono state mai  scoperte, a memoria d’uomo. Tuttavia, nemmeno gli allagamenti dovuti all'incuria prolungata dei corsi d'acqua nei luoghi umidi della Macedonia o lo sventramento efferato del sacro Olimpo avrebbe un responsabile in queste terre desolate. Forse questi fatti sono l’ennesima prova dell’indigenza degli abitanti di questa desolata vallata, o forse la malcelata rabbia che essi nutrono verso la matrigna natura, o forse ancora semplice ignoranza, o forse - infine - il caso? 



E se fosse il fio che bisogna ora pagare per esserci vilmente ritratti di fronte all'avanzare del Capitano ”con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro”? Allora non abbiamo avuto il coraggio di dare una svolta alla Storia, schierandoci dalla parte della "rivoluzione", cosa che stiamo pagando con una profonda marginalizzazione delle nostre terre. Così continuiamo vilmente a sopportare che, anno dopo anno, un pezzo della nostra splendida vallata, che non ha saputo reagire alla codardia della borghesia del tempo, si trovi oggi a dar conto agli Italiani (esclusi forse i nuovi barbari e gli antichi nemici del Capitano) di quella strofa ricorrente della poesia del Mercantini: Eran Trecento, eran giovani e forti e sono morti.


Il canale parallelo al fiume Tanagro in località S. Agata
E in questa estate di roghi, un incendio divampa in campagna poco prima del ponte S. Agata (domenica 19 agosto 2012), nell'omonima località di Sala Consilina, bruciando immondizia sparsa al suolo, sterpaglie alte quanto un casolare di campagna che diventa, esso stesso, cenere. I pali del telefono sono bruciati alla base e pericolanti. Per effetto di un'ordinanza che viene dal Comune, si chiude lo stesso tratto di strada altre volte interdetto al traffico per i continui allagamenti dovuti alle sponde del Tanagro rotte durante l’alluvione del novembre 2010 e riparate solo nell’aprile del 2011. Non più acqua, ma fuoco. Come per onorare la memoria del lavoro di Anassimandro, i quattro elementi (acqua, aria, terra, fuoco) sono temuti e venerati a Sant’Agata. 


Lettera pubblicata su
"La Repubblica Napoli"
il 24 agosto 2012.
Mentre tutto intorno i monti del Vallo di Diano vengono presi d’assalto dalle fiamme e la stampa locale si interessa ai roghi più gravi, l’usuale distrazione nei confronti di questi abitanti diventa ancora più allarmante. La dura vita dei campi e la dignità che contraddistingue queste persone ha fatto richiedere – durante il periodo di allagamenti del 2011 – un intervento a sostegno di un gruppo di volontari che gli stessi coltivatori diretti erano pronti a organizzare per riparare temporaneamente gli argini del Tanagro. Poco dopo la fine dei lavori, commissionati dalla Regione Campania, la loro voce si è fatta sentire di nuovo, per mezzo di un Comitato appositamente costituito per superare il precedente grave stato di rischio a cui decine di famiglie erano continuamente sottoposte a ogni giornata di pioggia (in genere nei mesi invernali piove, infatti!). Avevano allertato, per mezzo stampa, il comune di Sala Consilina e il Consorzio di Bonifica perché venisse tenuto pulito tutto quel bellissimo intreccio di canali per due motivi. Il primo era per poter irrorare, d’estate, i loro preziosi e umili terreni. Il secondo, per prevenire gli incendi estivi. E puntuale, l’elemento fuoco di Anassimandro, forse mosso dall’Odio (una delle due forze che compongono la realtà immanente e che si oppone all’Amore), ha preso a distruggere campi e fienili, bruciando, ai margini delle strade che ospitano sterpaglie altissime, cumuli di immondizia. Ci dispiace che nessuno fosse presente quella domenica del 19 agosto sul posto, ad eccezione di un giovane e volonteroso reporter di OndanewsQuesto giornalista non ha dimenticato i nostri eroi moderni, onorandone, con la propria presenza, il prezioso, umile e dignitoso lavoro nei campi.

sabato 18 agosto 2012

Il triste mosaico dello sversamento illecito dei rifiuti ricostruito dal giudice Cantone


Un articolo in prima pagina su Il Mattino del 18 agosto 2012 a firma di Rosanna Capacchione [1], un secondo di Raffaele Cantone [2]. In entrambi si spiegano le cause del disastro ambientale in Campania partendo dalla gestione dei rifiuti della metà degli '80. Se ne suggerisce un'attenta lettura. 

Riprendiamo alcune considerazioni contenute nello scritto del giudice Cantone, per capire il perché ci si oppone, in modo viscerale, alle aperture di nuove discariche in Campania. E leggiamo.

Molti di quei soggetti spregiudicati che avevano partecipato, grazie ai rapporti con la camorra, al sacco del territorio si sono comodamente riciclati come operatore del settore ambientale, ovviamente non dismettendo i loro legami con i clan che avevano consentito loro di arricchirsi ed espellendo operatori storici non legati ai clan. Ed oggi li ritroviamo, in più di un’occasione, nel ruolo di risolutori delle nuove emergenze.

In questo scritto c’è un primo richiamo alle dinamiche camorristiche di appropriazione e di gestione di un settore imprenditoriale di vitale importanza per il benessere collettivo. Ma continuiamo a leggere.

E ciò che è accaduto ha generato una sfiducia clamorosa nei cittadini che memori che spesso, in passato, gli sversamenti di rifiuti tossici erano avvenuti non in cave abusive ma in discariche “regolarmente” autorizzate, sono oggi pronti ad opporsi ogni qual volta si pensa di aprire un sito, una discarica o un centro di stoccaggio.

E chiediamoci anche perché proprio la Campania.

E qui entra in gioco il “fattore C”, cioè la camorra – o meglio i tanti clan che la compongono – che, anche per essere così divisa, è stata sempre molto duttile nell’aprirsi a nuovi affari, senza avere un minimo di remora nella tutela del “proprio territorio”.


Nessuna pietà per le terre e le acque, anche perché i boss avevano trovato la soluzione: in caso di inquinamento delle falde acquifere si poteva bere acqua minerale. I dubbi di un membro delle cosche in una riunione, infatti, avevano fatto esclamare al capo: “E che ce ne fotte, tanto noi beviamo l’acqua minerale”. Così viene riportato dallo stesso giudice Cantone che aggiunge che una risata generale aveva suggellato il piano scellerato di “intombamento” dei rifiuti del Nord nelle terre del Sud. Nel mosaico mancano, come di solito accade, coloro i quali hanno ideato tutta l’operazione, facendo da tramite tra gli industriali del Nord e gli “operatori ecologici” del Sud. Quei venerandi personaggi forse sono ancora oggi riveriti e considerati, per via dei loro ingenti mezzi e della rete di interessi che gestiscono, uomini di spessore. A noi resta la convinzione di essere uomini poveri, o “poveri uomini” (come qualcuno asseriva per il solo fatto che impiegavamo del prezioso tempo della nostra vita a difendere l’ambiente, o quello che di esso resta).  E, tristemente consapevoli dei misfatti perpetrati a danno della salute dei cittadini, continuiamo a segnalare le brutture che vediamo sotto i nostri occhi. E come non sentire l’orrenda puzza che tutti quelli che si recano dal Vallo di Diano alle coste del Cilento per mezzo della Bussentina avvertono nei pressi del fiume Calore in prossimità di Buonabitacolo? O come non vedere il continuo ripetersi (oggi l’ultimo episodio) del fenomeno dell’acqua con schiuma nel fiume Cavarelli? O come non ascoltare le drammatiche testimonianze di chi sta affrontando la dura prova imposta dalla malattia del secolo? E questi sono solo esempi. E i “poveri uomini” e gli sconsiderati siamo noi. Solo noi, mentre altri possono scrivere articoli (a prezzi modici si spera) per i loro amici e per gli amici degli amici, sempre pronti al “confronto” davanti ad una sapida pietanza e ad un calice di buon vino di “terre sicure”.

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Da Wikipedia

[1] Dal 1985, lavora per Il Mattino di Napoli a Caserta.
È autrice del libro L'oro della camorra. Questo parla di come i boss casalesi sono diventati ricchi e potenti manager e come influenzano e controllano l'economia di tutta la penisola: da Casal di Principeal centro di Milano (Rizzoli2008). Una copia di questo libro è stata ritrovata dai carabinieri nel covo del latitante Giuseppe Setola, durante il blitz del 12 gennaio 2009
A causa del suo lavoro di cronista di giudiziaria e per la sua attività contro la camorra, è stata negli anni più volte minacciata di morte e per questo, allo stato attuale, è costretta a vivere sotto scorta.
Per la sua attività professionale le sono stati assegnati importanti riconoscimenti:
- Premio Coraggio 2009 - Brescia 2009
- Premio “Gerbera gialla” il fiore simbolo dell’impegno contro tutte le mafie - Reggio Calabria 2009
- Premio giornalistico "città di Salerno" - 2009
- Premio “Elsa Morante” per l’impegno civile - New York 2008
- Premio Nazionale “Paolo Borsellino” - 2008
- Premio “Napoli” - 2008
- Premio “Testimone di pace” sezione informazione - Roma 2008
- Premio Colombe d'Oro per la Pace, assegnato dall'Archivio disarmo - 2008
- Premio “Libertà” promosso da “Articolo 21” - 2008
- Premio “Enzo Biagi” categoria giornalisti - 2008
Iscritta nelle liste del PD nella circoscrizione meridionale nelle elezioni europee del 2009, ha ricevuto circa 73.000 preferenze non riuscendo, però, ad arrivare al parlamento europeo. Rosaria, in seguito, ha puntato il dito contro il proprio partito accusandolo di non averla sostenuta(articolo su Micromega).

[2] È stato sostituto procuratore presso il tribunale di Napoli fino al 1999, anno in cui è entrato nella Direzione distrettuale antimafia napoletana di cui ha fatto parte fino al 2007. Si è occupato delle indagini sul clan camorristicodei Casalesi, riferite anche nel noto best seller di Roberto Saviano Gomorra, riuscendo ad ottenere la condanna all'ergastolo dei più importanti capi di quel gruppo fra cui Francesco Schiavone, detto SandokanFrancesco Bidognetti, detto Cicciotto 'e Mezzanott, Walter Schiavone, dettoWalterino, Augusto La Torre, Mario Esposito e numerosi altri. Si è occupato anche delle indagini sulle infiltrazioni dei clan casertani all'estero; in particolare in Scozia, dove è stata individuata una vera e propria filiale del clan La Torre di Mondragone dedita al reinvestimento in attività imprenditoriali e commerciali di proventi illeciti, in GermaniaRomania ed Ungheria dove esponenti del clan Schiavone durante la latitanza si erano stabiliti ed avevano acquistato beni immobili ed imprese. Ha curato il filone di indagini che hanno riguardato gli investimenti del gruppo Zagaria inParma e Milano facendo condannare per associazione camorristica un importante immobiliarista di Parma. Vive tutelato dal 1999 e sottoposto a scorta dal 2003 in quanto gli investigatori scoprirono un progetto di un attentato ai suoi danni organizzato dal clan dei Casalesi. Oggi lavora presso l'Ufficio del Massimario della Suprema Corte di Cassazione.

martedì 7 agosto 2012

URBI ET ORBI

Ecco cosa accadeva nel dicembre scorso. Un utente si vede arrivare una fattura a quattro cifre, riportata sotto, e ricorre alla nostra associazione per scoprire cosa fosse successo.


Scattano allora le nostre indagini sia sulle tariffe, sia sull'iter amministrativo che autorizzava gli aumenti. Abbiamo scoperto quanto riportato nel comunicato di sotto.

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Comunicato 07-08-2012

PIANO TARIFFARIO APPROVATO DALL’ATO NEL NOVEMBRE 2011. AUMENTO DELLE TARIFFE APPLICATO PREVENTIVAMENTE DALLA DITTA CONSAC S. p. A. : SI ATTENDONO RIMBORSI A TUTTI GLI UTENTI

Le avventure di Pinocchio sono, dal momento in cui la penna di Carlo Collodi impresse quei caratteri liquidi su di un foglio bianco, un’utile lettura per i più piccini. Da allora, forse per abituare le nuove generazioni alla crudezza del vivere quotidiano, questo libro è compagno di vita di tanti ragazzi. Si racconta, in questo capolavoro, che il mondo è fatto anche di squallide figure come quella dei Mangiafuoco (ne vedete in giro?), di pericoli legati all’ignoranza che conduce le giovani vite alla perdizione del Paese dei Balocchi, di false promesse come quelle del Gatto e della Volpe, dell’assurdo mondo alla rovescia del Paese di Acchiappacitrulli, dove la giustizia viene amministrata punendo i truffati e assolvendo i delinquenti, e – per fortuna – anche della salvifica e costante azione di una Fata Turchina che veglia premurosa sulla famiglia del povero Mastro Geppetto

Lasciando la letteratura per ragazzi e venendo ai giorni nostri, diciamo che, non essendo stato dato nessun riscontro al nostro appello al rimborso di tutte le somme di danaro versate in eccesso dagli utenti alla ditta CONSAC S.p.A. con sede legale in Vallo della Lucania, invitiamo tutti i cittadini che hanno sottoscritto un contratto di fornitura idrica con la stessa ditta prima del 3 novembre 2011 a inoltrare una richiesta esplicita per ottenere i rimborsi dovuti. Un fac-simile della lettera da inviare alla ditta CONSAC S.p.A. è reperibile sul blog www.robertodeluca.blogspot.com.

Spieghiamo con parole semplici, comprensibili persino alle tre scimmiette, volutamente afone, non udenti e non vedenti, e ai goffi scimmioni di complemento, quello che è successo (naturalmente a danno di tutti gli utenti in questo grave momento di crisi economica!). La ditta CONSAC S.p.A. ha approntato un nuovo piano tariffario, che è stato approvato dall’ATO nel periodo ottobre-novembre 2011. Per effetto di tale nuovo piano tariffario, le bollette dell’acqua sono schizzate in alto, raggiungendo in molti casi quote a quattro cifre. Eclatante il caso di un utente di Vallo della Lucania che, nel dicembre scorso, si è visto recapitare a casa, come un gentile pensiero per le feste natalizie, una bolletta di 3875,22 EUR. Ma come mai, se l’aumento per ogni metro cubo era solo di un misero centesimo? Il meccanismo è stato già spiegato nel blog citato sopra e prevede sia l’aumento di un misero centesimo a metro cubo per ogni fascia tariffaria, sia una forte compressione del quantitativo di acqua che si paga nelle fasce tariffarie agevolate. Nelle delibere dell’ATO era scritto chiaro e tondo (non tonto!) che l’autorizzazione del nuovo piano tariffario non era retroattiva. Né tantomeno poteva esserla, visto che lo Statuto del Contribuente (legge 27-07-2000 n. 212), stabilisce, all’art. 3, comma 1, che "le disposizioni tributarie non hanno effetti retroattivi". La ditta CONSAC S.p.A. di Vallo della Lucania, tuttavia, ha pensato bene di attivare questo nuovo piano tariffario già dal 1 luglio 2010, ossia, con circa un anno e mezzo di anticipo. La sperimentazione deve essere andata bene, visto che l’ATO, che sta per ambito territoriale ottimale, non sembra abbia fatto una piega (aprendo però qualche piaga nelle tasche degli utenti!).


Sfortunatamente per la ditta CONSAC S.p.A., per gli sponsor politici della stessa, per le scimmiette e gli scimmioni menzionati prima, bisogna adesso rimborsare – e anche presto - tutti gli utenti ai quali, ingiustamente, è stato chiesto (e ottenuto!) di più di quanto dovuto. Infine, in questo buio periodo di crisi economica, invitiamo tutte le istituzioni alle quali è demandato il controllo degli atti amministrativi di una S.p.A. a verificare quanto da noi raccontato e, se è il caso, a proporre la nostra immediata reclusione, così come avvenne per il povero Pinocchio.  


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Pubblichiamo allora la seguente lettera per chiedere i rimborsi sugli aumenti "preventivi".

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Mitt.: ____________________________________
Via _________________________________
_______  _________________________ (SA)


Spett.le CONSAC S.p.A.
Via O. Valiante, 30
84078 Vallo della Lucania (SA)



OGGETTO: Richiesta rimborso

Spett.le ditta CONSAC,

nelle ultime bollette/fatture si rilevano due gravi anomalie. La prima è che viene effettuato, per il primo quadrimestre dell’anno 2012, un aumento triffario “a tempo determinato”, autorizzato (J) dall’ATO,  di 0.30 EUR sulla tariffa base che avevano validità solo per un periodo limitato del 2011, ossia, dal 24 ottobre al 31 dicembre 2011. La seconda è che pur avendo l’ATO approvato (J), in data 10 ottobre e 3 novembre 2011, il piano tariffario che prevede un aumento di un solo centesimo a metro cubo, ma che comprime notevolmente la quantità di acqua erogata a prezzi agevolati, con un conseguente consistente aumento del servizio idrico, la Spett.le S. p. A. ha ritenuto opportuno, per arcani motivi a noi non noti, mettere in atto lo stesso piano tariffario già dal 01 luglio 2010, ossia, con circa un anno e mezzo di anticipo. Lo Statuto del Contribuente (legge 27.7.2000 n. 212), stabilisce, all’art. 3, comma 1, che "le disposizioni tributarie non hanno effetti retroattivi". Infatti, nelle deliberazioni dell’ATO si affermava espressamente che l’applicazione di tale piano tariffario non potesse essere retroattiva.      

Si chiede pertanto di voler rimborsare l’intero ammontare di danaro illegittimamente incassato da questa Spett.le S.p.A. dal 01-07-2010 fino al 3-11-2011, per effetto di una retroattività arbitrariamente applicata, e nel primo quadrimestre 2012, per effetto di aumenti validi solo in un periodo ristretto dell’anno 2011, così come specificato sopra. Si resta in attesa di un sollecito riscontro alla presente.


_____________________, lì_______________

                                                              Distinti saluti, 

                                                             _______________________ 

sabato 4 agosto 2012

SPORT, GIOVANI E… POLITICA (quale?)


Se fossi stato più attento, avrei ripreso per tempo un pezzo apparso su L'OPINIONE
, una rubrica sportiva a cura di  Gerardo Lobosco della redazione di Onda News. Un articolo dal titolo “Calcio a 5: Lo Sporting Sala Consilina diventaMarcianise. Tifosi delusi e amareggiati diventa un grido di dolore e un utile spunto di riflessione per i concetti in esso espressi. A
 leggere tra le righe, il pezzo non riveste solo una valenza sportiva.

“Ora è ufficiale lo Sporting Sala Consilina, non c’è più. La conferma è arrivata alle ore 12 del 12 luglio quando era fissato il termine ultimo per procedere alle iscrizioni al campionato nazionale di serie B di calcio a 5. La conferma è arrivata con l’elenco delle squadre che hanno formalizzato questo procedimento. E per i tanti tifosi salesi che nella passata stagione nonostante la scelta di trasferire la squadra in quel di Pellezzano, per mancanza  di idonei impianti sportivi a Sala Consilina o nel Vallo di Diano, oltre alla delusione di non vedere più la loro squadra ai nastri di partenza del prestigioso torneo, è arrivata anche la beffa, infatti, con la complicità del tecnico Carlo Cundari, la squadra si trasferisce a Marcianise, con il nome di Sporting Marcianise Sala. 
Ma di Sala Consilina non c'è proprio nulla se non il presidente Antonio Detta, che ha inteso sposare questa causa. Una scelta che non ha trovato d’accordo  i tanti tifosi, i quali hanno da subito invaso i social network sfogando la propria rabbia e delusione per questo provvedimento giudicato davvero inopportuno.
 Che dire? Un brutto colpo per l’intero movimento del calcio a 5 e dello sport cittadino condizionato dalla mancanza di impianti idonei, e senza andare troppo in avanti per il popoloso centro valdianese non è un buon momento, l'uscita di scena della squadra di calcio a 5 arriva dopo aver perso il Tribunale, insomma  davvero un periodo nero per Sala Consilina che da centro capofila del territorio rischia di diventare la “cenerentola” da cui tutti sembra vogliano scappare.
 - Gerardo Loboscowww.ondanews.it -  

Chi firma l’articolo è un noto giornalista sportivo locale che, da anni, svolge con serietà encomiabile e con dedizione assoluta la professione. Chi firma quel pezzo è consapevole di quello che sta dicendo: un territorio che, pur avendo le potenzialità per rivendicare un ruolo nel campo agonistico, non si può permettere (?) le attrezzature sportive, nononstante la presenza di un Centro Sportivo Meridionale, gestito per lungo tempo da un Consorzio di Bacino per la raccolta di rifiuti. Sport e immondizia sotto la guida di un unico ente: una perfetta sintesi logica di come è stata trattata la prima materia nel passato.

A corollario di questo articolo, vorrei ricordare la personale inascoltata battaglia sull’asfalto sulla pista di atletica del campo sportivo di Sala Consilina. Per chi scrive, quel gesto era da considerare come indicativo della sensibilità di un’intera classe dirigente nei confronti dei temi sportivi (vedi risposta - data come candidato sindaco nel 2009 - alla lettera aperta di Daniele Pugliese pubblicata sotto). Ebbi a scrivere una lettera anche a Repubblica (vedi sopra), ma nessuno - come al solito - fiatò. Il motto è lo stesso di quello scritto sui nostri autobus: "Non disturbare il conducente". E come se fossimo trasparenti, come se i nostri caratteri fossero stati tratti da una lingua sconosciuta, un lungo silenzio ha regnato sul tema. Persino le istituzioni di controllo hanno fatto finta di non capire lo spirito di quella lettera. E così, questa "cenerentola" si avvia a diventare tristemente abbandonata anche da un barlume di speranza, vedendo arrivare al largo non già la nave di Carlo Pisacane con i suoi Trecento, per un riscatto delle classi sociali produttive e di quelle più esposte alla crisi economica, ma una fregata con a bordo i soliti noti, pronti all’arrembaggio continuo di quelle istituzioni che ormai - da anni - considerano “cosa loro”.


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Daniele Pugliese cittadino di Sala Consilina scrive una lettera aperta ai candidati sindaco di Sala Consilina

15-05-2009

Daniele Pugliese giovane cittadino di Sala Consilina scrive una lettera aperta ai candidati sindaco di Sala Consilina, un testo di speranza in cui afferma: “Durante questi anni ho sempre lottato affinchè i cittadini di Sala iniziassero ad impegnarsi per cercare di dare un contributo concreto per la propria città. Non ho mai voluto inviare messaggi ai nostri politici locali, non perché non ne sentissi il bisogno,ma perché ritengo che sia il cittadino a giocare il ruolo più importante e non il  politico. Con questa lettera, però, voglio lanciare un messaggio a tutti i candidati alle prossime elezioni comunali. Voglio precisare che non si tratta di nessuna polemica, ma soltanto di un pensiero espresso da un semplice cittadino e diretto a  chi governerà la mia città. Spero che questa lotta miri a  raggiungere un unico obiettivo: conquistare la possibilità di cambiare la vita del nostro paese. Mi auspico,dunque,che non si tratti di una lotta finalizzata alla realizzazione di interessi personali ossia che lo scopo dei candidati non sia quello di spianarsi la strada per i propri affari. Spero che noi giovani verremo presi concretamente in considerazione e  che non saremo sfruttati, manipolati e poi lasciati al nostro destino. Bisognerebbe non attuare  una politica fondata su un simile principio: puntare sui giovani…mirare…sparare. I giovani sono il cuore del Paese e bisogna puntare su di loro con progetti reali. Spero che , nel corso di questa campagna elettorale che – vi rammendo-dura solo pochi giorni,siate in grado di convincere noi tutti che queste nuove ed “insolite” unioni non sfocino in odio o divorzi subito dopo la salita al Comune.  Spero che i centri di unione costruiti in questi anni, come ad esempio villa comunale, centro polifunzionale, campo sportivo, possano diventare veri e propri poli culturali e di incontro che diano ai giovani salesi la possibilità di trovare lavoro e trascorrere del tempo libero in modo diverso. Tra la popolazione è assai diffusa la delusione, eppure io mi auguro che la gente vada a votare e che scelga tra i candidati chi davvero possa cambiare il nostro Paese, mosso non dalle proprie mire personali,ma da un interesse sincero  di fare e dare il meglio. Non andare a votare non ha senso, ma semplicemente ci allontana ancora di più dalla vita politica del nostro Paese.  Vorrei fare un in bocca al lupo a tutti i candidati. Che vinca il migliore ossia colui che sia in grado di continuare a lavorare INSIEME AI CITTADINI  affinchè  Sala diventi sempre più bella, accogliente per tutte le classi di età e fonte di possibilità  per noi giovani. E per finire spero di cuore che tutte questi semplici e banali richieste da me avanzate, e che credo rappresentino il pensiero di un po’  tutti i cittadini, diventino un GRAZIE”.


Risposta alla lettera di Daniele Pugliese, giovane cittadino di Sala Consilina

18-05-2009

Caro Daniele,

la tua lettera aperta a tutti i candidati, da te idealmente indirizzata solo al vincitore (ahimè!), mi ha sinceramente colpito.
Sembra di capire che tu desideri un cambiamento a Sala Consilina, affinché si possa progredire nel rispetto delle nostre tradizioni. Desideri che il nostro paese (sì, idealmente anche mio) si trasformi in modo da poter essere un luogo pienamente godibile da parte dei giovani. Desideri centri di aggregazione sociale veri: fucine di cultura e non meri ritrovi. E come darti torto.
Tra gli impianti sportivi da te menzionati vi è lo stadio di Sala Consilina, oggi adibito anche ad area mercato. Una delle poche voci contrarie (se non l'unica) all'asfalto sulla pista di atletica, originariamente in terra battuta, è stata quella di chi ti scrive adesso questa missiva. Ho compreso la necessità di liberare le strade del paese dalle ingombranti bancarelle, ma non ho condiviso la scelta del luogo scelto per l'area mercato. Ho lanciato un grido di allarme: così si snatura un luogo, lo si rende funzionale ad attività improprie, non attinenti allo sport e alla crescita culturale (perché lo sport è anche cultura). Nessuno ha reagito, se non, forse,  per deridere in cuor proprio le mie invettive, apparse sulla stampa locale. A Vallo della Lucania, che io conosco per aver trascorso un intero mese di un'intensa campagna elettorale nel 2001 come candidato per la Lista Di Pietro al parlamento nel collegio uninominale n. 22, è stata fatta una scelta molto oculata. E' stata individuata un'area mercato che, durante i giorni feriali (a Vallo il mercato settimanale si svolge di domenica), funge anche da parcheggio per le auto. L'area in questione non è molto distante dal centro, cosicché, la domenica, tutta la cittadina di Vallo della Lucania si popola di gente che arriva dai paesi limitrofi.
Sarebbe stato opportuno, allora, fare la stessa cosa anche a Sala Consilina, piuttosto che effettuare l'operazione di cui ti dicevo prima. Tuttavia, nella nostra cittadina, come in altre parti in Italia, si è andata consolidando un'idea utilitaristica della politica. Una sorta di "do ut des" prevale ancora nelle scelte di noi cittadini e, implicitamente, mi duole dirlo, anche nelle tue richieste. Infatti, sembra che tu ti rivolga solo alla maggioranza che si costituirà dopo il voto, invece di pretendere da tutti, una volta eletti, un coinvolgimento diretto per la soluzione dei problemi legati al mondo dei giovani.
Non molto tempo fa sono stato giovane anch'io e ho desiderato le stesse cose di cui tu parli nella tua lettera. Adesso, le stesse cose le desidero per tutti i giovani di Sala Consilina e per le mie figlie. Ma io ho scarse possibilità di essere eletto sindaco di questo paese, essendo la mia candidatura espressione di una lista a vocazione minoritaria. Forse solo per questo tu non dovresti rivolgerti a me, ma a chi si contenderà il primato? Non è così, e perciò io ti rispondo, accettando la sfida che tu lanci.
Se chi vuole arrivare a gestire la cosa pubblica nel nostro paese non si apre ai giovani, caro Daniele, è perché ha ancora bisogno di rivolgersi ai professionisti della politica o ai portatori di voti (la vittoria si conquista con i numeri in democrazia). Questa è la realtà dei fatti. La mia lista, invece, si rivolge direttamente all'elettorato, senza mediazioni familiari o altro. Abbiamo un chiaro programma: portare la politica al servizio dei cittadini. Incontreremo la popolazione nei vari comizi di quartiere, per farci conoscere e per raccogliere opinioni. Porteremo una ventata di novità, così come abbiamo già fatto accogliendo il contributo del MEETUP di Grillo del Vallo di Diano e Cilento.  Porteremo nuove idee, parleremo di futuro, quello per il quale noi stessi stiamo adesso lavorando come operatori culturali.
Tuttavia, questi processi sociali sono necessariamente lenti, soprattutto in realtà in cui le giovani intelligenze non vengono completamente accolte, anche per una certa propensione della classe dirigente a rivolgere lo sguardo alla poltrona e non ai problemi che ognuno di noi vive nella vita di tutti i giorni. Queste innovazioni devono però essere necessariamente spinte da voi giovani, con il nostro aiuto. Ed è per questo che ho molto apprezzato la tua missiva, anche se ho dovuto puntualizzare alcune cose. Se allora vorrai iscriverti al MEETUP di Grillo locale o, semplicemente, verrai a incontrarci nei tanti incontri previsti dalla nostra compagine, ci stringeremo la mano e cominceremo a dialogare. La mia richiesta non sarà il voto per il voto, ma solo la possibilità di essere ascoltato. Se alla fine non ti avrò convinto della bontà delle nostre idee, spero che tu possa trovare altri progetti validi nelle altre due liste. Ma su ciò, caro Daniele, permettimi di nutrire qualche dubbio. Eppure, già nel toccare con mano quanto puntiamo sul rinnovamento della politica con questa nostra iniziativa locale, resterà in te una speranza che qualcosa, finalmente, comincerà a cambiare dall'8 Giugno 2009 (compirò 51 anni quel giorno) in poi.

A presto,
Roberto De Luca

martedì 24 luglio 2012

C'era una volta... (una fiaba di questi anni bui)

E come in una fiaba, in questi anni bui, dove i furbi e i farabutti sono diventati uomini rispettabili, vi racconto cose che succedevano tanti anni fa. Eravamo nel giugno del 1988 e un consorzio di comuni gestiva il servizio idrico nel Vallo di Diano. Un cittadino, vedendosi ingiustamente addebitato quasi il doppio del costo del consumo idrico, per un evidente meccanismo di cumulo dello stesso nelle fasce tariffarie più esose, scrive la seguente lettera al Consorzio dei Comuni per gli Acquedotti del Cilento.


Si riportano alcuni passaggi della lettera,nella quale un cittadino lamentava una frequenza biennale della lettura del contatore e rilevava quanto segue: la seconda eccedenza in mc risulta essere più onerosa della prima eccedenza del 100% (il doppio), ritenendo che l’importo delle fatture a conguaglio non viene equamente distribuito nel corso degli anni, venendosi così a verificare l’inconveniente (per l’utente) di dover pagare una somma di danaro non corrispondente al suo effettivo consumo, si chiede che le eccedenze vengano distribuite equamente nei trimestri precedenti alla fattura a conguaglio in modo da evitare l’accumulo di svariati mc sotto la voce “II eccedenza”.
E la fiaba di questi lunghi anni bui continua con la risposta a quella dignitosa e intelligente lettera.


Il cittadino, evidentemente, si scontrava contro la volontà di perseguire fini diversi da quelli di un equo compenso per la fornitura idrica. Ed ecco il modo in cui si operava. 

Si immagini che un utente abbia un consumo annuo di 50 mc e che paghi i primo 40 mc ad una tariffa di 0,50 EUR/mc e i restanti 10 mc a 1,00 EUR/mc. Allora, se la sua bolletta è calcolata sul consumo di un anno, come sotto, l'utente pagherà 30 EUR all'anno e, quindi, 60,00 EUR in due anni. Invece, se il calcolo dell'importo viene fatto sul consumo di due anni, ecco che il costo aumenta a 80,00 EUR per il meccanismo delle eccedenze spiegato sotto.




Per ritornare ai tempi nostri, con la sentenza n. 176/11 (anno 2011) del Giudice di Pace di Sala Consilina, apprendiamo che la ditta CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania è stata condannata al pagamento delle spese della lite per un importo pari a 850,00 EUR, che è stato pienamente accolto il ricorso dell’utente difeso da un legale CODACONS della nostra sede; ossia, sono state annullate due fatture, una di 288,13 EUR, una di 49, 50 EUR, nonché una penale richiesta dalla ditta CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania. Ma vediamo in dettaglio che cosa si contestava alla ditta CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania. Così come si legge nella sentenza n. 176/11: “il sistema di fatturazione adottato dal consorzio convenuto era irregolare in quanto le somme richieste erano calcolate con il criterio delle eccedenze, che consiste nell’applicare tariffe maggiori per ogni soglia di consumo superiore al limite stabilito per il trimestre”.
E vediamo che cosa dice il Giudice dice su quanto esposto:  Dal regolamento … si evince che il sistema della cosiddetta “spalmatura”, ossia della regolare tariffazione per il consumo effettuato nei quattro trimestri dell’anno solare, si applica quando la società è in grado di procedere alla rilevazione dei consumi in tutto il periodo di tempo anzidetto. Nel caso di specie la convenuta [CONSAC S.p.A. di Vallo della Lucania, n.d.r.], nonostante il contatore fosse posto all’esterno, non ha provveduto alla rilevazione di detti consumi secondo i criteri previsti… Si fa inoltre rilevare che tali contestazioni sono state fatte rilevare anche con apposito reclamo che la Consac non ha ritenuto di dover tenere in considerazione“. Il Giudice conclude che “la domanda come proposta dall’attore è fondata in fatto ed in diritto e merita, pertanto, pieno accoglimento”.


Nel 1988, tuttavia, non esisteva l'istituto del Giudice di Pace e chissà quante volte le famiglie hanno dovuto pagare in più...


Oggi la storia si ripete in forme leggermente diverse, in seguito agli aumenti deliberati dall'ATO nell'ottobre 2011, secondo il seguente schema.



Nel 2011 erano arrivate a casa degli utenti delle bollette per il servizio idrico particolarmente salate. A Luglio 2010, infatti, da quanto risulta dalle bollette inviate dalla ditta CONSAC S.p.A. di  Vallo della Lucania da me visionate, scattava un aumento tariffario e un nuovo regime di calcolo sui consumi idrici. Nel 2012, infine, ci si accorgeva di un ulteriore aumento di “quasi 0.30 EUR sulla tariffa base”. Allora ho dovuto ricostruire l’iter autorizzativo di questi aumenti. Mi sono accorto di quanto segue. Nella delibera del 3 novembre 2011 dell’Assemblea ATO “Sele” si discute dell’efficacia delle delibere precedenti (che autorizzano l’aumento tariffario). Secondo quanto leggiamo in questa illuminante delibera, sempre che il nostro Italiano non ci inganni, l’aumento tariffario avrebbe potuto essere praticato dalla ditta CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania a partire (a essere ottimisti!) dal 10 ottobre 2011. E invece... no. 

Questi aumenti venivano già praticati dal luglio 2010Direte, ma sono piccola cosa... un centesimo a metro cubo. Di che ci lamentiamo? Ed ecco spuntare un secondo meccanismo, che definiremo ULTIMO

Invece di effettuare un cospicuo aumento delle tariffe, allora, si è scelto di seguire un'altra strada: viene ridotta la quantità di liquido prezioso che si paga nelle fasce a tariffa minore, cosicché, nei fatti, si effettua un aumento non banale. Dai calcoli fatti sono ben 170 mc di acqua che vengono sottratti dalle tariffe più basse per essere portati alla tariffa massima. Ed ecco l'arcano delle bollette a quattro cifre intere: un aumento dovuto alla sottrazione del consumo da calcolare a tariffe più basse (definito strozzamento delle fasce tariffarie nella simulazione di sopra, dove si fa vedere l'effetto sul costo per la famiglia che ha lo stesso consumo di quella nell'esempio precedente).

Questo piano tariffario veniva elaborato dalla ditta CONSAC S.p.A. con sede in Vallo della Lucania, applicato per oltre un anno prima della definitiva approvazione (non retroattiva) dell'ATO, che ha confidato, per l'approvazione del novembre 2011, nello studio fatto dalla suddetta ditta. Nel consiglio di amministrazione dell'ATO, in quel tempo, sedeva il Sindaco di Sala Consilina che, pochi mesi dopo aver approvato anch'egli il nuovo piano tariffario, cedeva la gestione del servizio idrico del proprio paese proprio alla ditta CONSAC S. p. A. Lo stesso, quando votava in assemblea,  lo faceva anche con deleghe di molti altri sindaci del Vallo di Diano. Quando si parla di servizio al cittadino!

Intanto ascolto Vasco Rossi che canta... "sì, stupendo!"... con tutte le strofe che precedono e che seguono.

domenica 22 luglio 2012

Le tre bellezze di Sala Consilina


Tutte racchiuse in un unico luogo: San Raffaele, un rione di Sala Consilina, così denominato dall'omonima cappelletta che ospita l'effigie dell'Arcangelo. Tre bellezze da indentificarsi, secondo il prof. Giuseppe Colitti, nella salubrità dell'aria, la bontà delle specialità culinarie e l'avvenenza delle ragazze del posto. Tre bellezze che vengono riscoperte ogni anno da molti abitanti del paese, che ormai conducono la loro vita nella piana, durante le calde sere di luglio dedicate ai piatti tipici e all'artigianato artistico locale nel posto più alto di questa ridente cittadina del Vallo di Diano. In queste serate la vallata  può essere ammirata da questo estremo presidio abitativo, in uno dei punti forse più suggestivi di San Raffaele, mentre si è immersi in una brezza perenne che spira da un'insenatura del monte sovrastante. "Allegracore" è il nome del posto e il nome dell'associazione che dà vita a queste serate, con appuntamenti estivi periodici.

Piazza Umberto I a Sala Consilina agli inizi del '900 (foto tratta
dal sito ufficiale del Comune).

Tre bellezze che oggi resterebbero ignorate, se non fosse per la meritoria azione di questo gruppo di volenterosi, ancorati ai valori (ormai non più tanto solidi) della buona tradizione locale. Così il lento deteriorarsi di tanti palazzi storici disabitati, che non trovano più un utilizzo nei frenetici tempi moderni, ci ricorda il dovere di segnalare l'esistenza di questo immenso patrimonio immobiliare da recuperare e rivalutare. La semplicità e, al contempo, l'autenticità e la compostezza delle persone che abitano queste parti alte di Sala Consilina ci spingono a chiederci perché, se tante bellezze sono concentrate in un solo posto, sono poi riscoperte solo una volta all'anno.

Cappella di San Raffaele (foto tratta dal
sito ufficiale del Comune di Sala Consilina).

Il discorso sulla qualità (non eccelsa) della vita di questi anni, poi, ci indurrebbe a dire che il posto, oltre a ospitare, nell'ex palazzo Vescovile situato lungo la salita Gioberti, la casa circondariale, potrebbe bene ospitare altre strutture di servizio e luoghi per la ricreazione. La presenza dei giovani mi ha fatto pensare ad un naturale e speciale locale all'aperto, di quelli che spesso si ritrovano nei posti di villeggiatura. La serenità del luogo provocherebbe una rispettosa gioia nelle giovani generazioni; di questo ne sono certo. Queste gambe slanciate, che affrontano le salite senza le difficoltà dei pur allenati anziani, avrebbero di che godere nelle lunghe serate durante le loro vacanze estive e chi, emigrato da Sala da anni o desideroso di visitare le tre bellezze del paese, volesse trascorrere i mesi estivi in compagnia del "bello", potrebbe usufruire di un panorama d'eccezione, dell'ospitalità della gente del posto, di aria salubre e di buon cibo.


Sala Consilina ieri (sopra) e oggi (sotto) - le foto sono 
tratte dal sito ufficiale del Comune di Sala Consilina.

Palazzo Vesci, il portale (foto tratta dal
sito ufficiale del Comune di Sala
Consilina).
Tuttavia, per quanto ne so, in questo posto non esistono strutture ricettive. Vero è che qualche "bed&breakfast" è stato creato da alcuni amministratori di Sala Consilina, presenti e passati, ma, al più, nelle loro seconde o terze dimore, o in quelle di parenti, in modo che non sapremmo se definire queste operazioni come un tentativo (fatto anche con finanziamenti pubblici) di rilancio turistico del paese. Si tratta, come è facile intuire, di scarsa lungimiranza e di pochezza di vedute. Ma questo è un altro discorso, che dovrebbe essere affrontato in altri contesti e al quale qui possiamo solo accennare per comprendere perché a San Raffaelle non ci sia nè un ristorante, nè un affittacamere, nè un ritrovo pubblico per le giovani generazioni. Eppure quei giardini pensili, quel terrazzo naturale, quei palazzi storici di indubbio fascino, quelle stradine che sembrano nascondere gli anni della storia più remota di queste zone meriterebbero più attenzione e più spirito di iniziativa. L'amministrazione, troppo distratta, forse, nel portare avanti le esternalizzazioni dei servizi e l'urbanizzazione della piana, dovrebbe incentivare la creazione di luoghi di benessere collettivo per gli anziani e le giovani generazioni. Ma anche questo è un discorso lungo, che presto dovremo affrontare in altri contesti. Agli abitanti del Vallo resta però la gioia di aver goduto del buon cibo, dell'aria salubre e dell'ospitalità delle persone del posto per due sere di seguito, in queste calde serate di luglio.

lunedì 9 luglio 2012

SALA CONSILINA: SI TORNA AL PRIMO QUADRIMESTRE

Stanno arrivando a casa dei cittadini di Sala Consilina le bollette del "primo quadrimestre" del consumo idrico e alcune comunicazioni, inviate dalla ditta CONSAC S. p. A. con sede legale in Vallo della Lucania. Tuttavia, alcuni cittadini di Sala Consilina avevano spedito al Sindaco pro tempore e, solo per conoscenza, alla ditta CONSAC S. p. A. una missiva in cui essi negavano il proprio consenso alla cessione del contratto di fornitura idrica. Nella stessa missiva si invitava la ditta CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania a non inviare altre bollette, in quanto i cittadini stessi (con senso civico esemplare) si rendevano disponibili a pagare il dovuto (consumo idrico e depurazione) secondo quanto previsto dal contratto stipulato con il Comune di Sala Consilina. In queste ultime comunicazioni della ditta CONSAC S. p. A. si legge:

 "L'anticipo di consumo non risulta versato".  

Su questa vicenda avevamo già depositato - come sede CODACONS del Vallo di Diano - un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sala Consilina, per poter salvaguardare i legittimi interessi dei cittadini che avevano già versato l'anticipo di consumo all'Ente Comunale all'atto della stipula del contratto. Infatti, non si può richiedere due volte un anticipo di consumo per la stessa fornitura.

Inoltre, alcuni cittadini salesi si sono costituiti in Comitato - il Comitato ABC - per proporre una tornata referendaria proprio sul tema dell'acqua pubblica. Essi, nel proporre due quesiti referendari, uno abrogrativo, uno consultivo, certamente credevano in quanto riportato in una delibera del Consiglio Comunale di Sala Consilina (DCC n. 11 del 20-02-2010), approvata all'unanimità, nella quale si legge:

  ... l'accesso all'acqua, già alla luce dell'attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l'ambiente, rappresenta: una causa scatenante di tensione e conflitti all'interno della comunità internazionale; una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale.


Bei propositi. Tuttavia, in un'altra delibera (DCC n. 13 del 17-04-2012), si legge:  


IL CONSIGLIO COMUNALE

VISTA l’istanza data 1/2/2012 acquisita al protocollo del Comune in pari data al n.1431 del Comitato “A B C -Acqua Bene Comune– Sala Consilina e relativa documentazione allegata con la quale si richiede l’ammissibilita’ di n.2 referendum di cui uno abrogativo che testualmente recita “Volete voi che si abroghi la deliberazione del Consiglio Comunale n.30 del 2 dicembre 2011 avente ad oggetto:la decisione di trasferire alla Società Consac Gestioni Idriche s.p.a. di Vallo della Lucania la gestione delle reti e degli impianti esistenti sul territorio comunale nella loro completezza ed integrità” ed altro consultivo che testualmente recita “Ritenete voi conveniente per l’intera cittadinanza che la gestione della rete idrica di Sala Consilina sia effettuata da una societa’ pubblica appositamente costituita?”;


CON VOTI favorevoli 12 e contrari 4 su 16 consiglieri presenti e votanti, compreso il Sindaco, resi nei modi e termini di legge,


D E L I B E R A


Dichiarare la non ammissibilità dei quesiti referendari di cui alle premesse presentati dal Comitato A B C –Acqua Bene Comune – Sala Consilina per le motivazioni riportate nella narrativa del presente atto deliberativo.


Ricordiamo chi erano i consiglieri assenti: Borgia Giovanni e Vocca Bruno per la maggioranza; Giuseppe Altieri e Amedeo De Maio per la minoranzaEd ecco che si ritorna, come nel gioco dell'oca, al punto di partenza. La ditta CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania, senza effettuare la lettura dei contatori, invia - sulla base di un consumo annuo ipotizzato - le fatture in acconto ai cittadini di Sala Consilina.  


Per evitare, allora, altre spese al cittadino che, per quanto riportato anche in Consiglio Comunale dai Consiglieri Paladino e Galiano, ha difficoltà - per il momento di crisi che la Nazione attraversa - a sostenere i rincari e le diverse e onerose modalità previste dalla cessione del contratto di utenza dal Comune di Sala Consilina alla ditta CONSAC S. p. A., possiamo suggerire di effettuare un tentativo di dialogo con il Sindaco pro tempore anche per evitare lunghi ed estenuanti contenziosi con l'Ente Comunale. In effetti, il Comitato ABC ha adito la Magistratura per quanto riguarda la mancata ammissibilità dei quesiti referendari e si pensa che, entro il prossimo Novembre, si potrebbe risanare una situazione che a molti è subito apparsa paradossale: dichiarare quanto scritto nella delibera del 2010 e poi, due anni dopo, non concedere un referendum locale sulla questione dell'acqua. 

Tenuto conto di queste situazioni, in qualità di responsabile della sede CODACONS locale posso suggerire l'invio, dopo attenta lettura, della missiva seguente al Sindaco di Sala Consilina. Si porti allora, in doppia copia, all'Ufficio Protocollo quanto riportato sotto, dopo aver compilato le parti mancanti. Si depositi una copia allo stesso Ufficio e si conservi una seconda copia per il proprio archivio.  

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Mitt.: ______________________________________     

Via ________________________________,  n_____

84036 Sala Consilina (SA)


 Codice Fiscale _______________________________


Al Sindaco pro tempore del Comune di Sala Consilina
Via Mezzacapo - Sede Municipale
84036 Sala Consilina (SA)

 Sala Consilina, __________________ 2012 


La/Il sottoscritta/o_________________________________________, nata/o a________________________ il______________, residente a Sala Consilina  alla via _________________________ N.___, avendo comunicato alla S. V. di non intendere accordare il consenso di trasferimento del proprio contratto di fornitura idrica alla ditta CONSAC S. p. A. con sede legale in Vallo della Lucania, avendo successivamente appreso dai manifesti affissi a cura del Comune di Sala Consilina dell’interpretazione giuridica data, sulla base di un parere della “Commissione nazionale sulla vigilanza delle risorse idriche”, alla cessione del contratto di fornitura idrica alla ditta CONSAC S. p. A., rende noto alla S. V. quanto segue.

 La ditta CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania, ancorché impresa a capitale pubblico, mostra di perseguire scopi lucrativi, muovendosi, nell’ambito del mercato, con investimenti in altri settori. Tale ditta, inoltre, opera in regime tariffario e con metodi di rilevamento del consumo idrico diversi da quelli adottati, fino all’anno 2011, dal Comune di Sala Consilina. La stessa ditta adotta metodi operativi onerosi per l’utente, laddove il Comune di Sala Consilina interveniva sulla rete idrica pubblica – nella maggior parte dei casi - con i propri operatori idraulici senza gravare sulla bolletta dei cittadini. I consumi addebitati all'utente, inoltre, sono attualmente presunti e stimati sulla base di dati trasferiti, si immagina (e senza bisogno di specificare che ciò sia avvenuto senza il consenso della/del sottoscritta/o), dall’Ente Comunale alla ditta CONSAC S. p. A.

Pertanto, le condizioni contrattuali stipulate dalla/dal sottoscritta/o e dal Comune di Sala Consilina per la fornitura del servizio idrico sono state completamente stravolte, mentre la ditta CONSAC S. p. A. sembra addirittura disconoscere, così come riportato su di una nuova bolletta per il primo quadrimestre 2012, recapitata all’indirizzo specificato sopra, l’anticipo fornitura già versato all’Ente Comunale all’atto della stipula del contratto originario. La stessa ditta era stata già invitata, con missiva presedentemente richiamata e indirizzata anche alla S. V., a non insistere nell’invio di ulteriori bollette, in quanto per gli utenti e per la/il sottoscritta/o, in particolare, il contratto di utenza risultava non solo stravolto, ma di gran lunga più svantaggioso in termini di tariffe e, per quanto detto, di modalità operative. Ciò anche a causa di una pratica non perfettamente legittima di addebitare alla/al sottoscritta/o consumi idrici presunti. E’ poi bene notare che tali richieste vengono effettuate, dalla ditta CONSAC S. p. A. di Vallo della Lucania, con addebito delle spese di spedizione delle bollette, in tre quadrimestri piuttosto che – come avveniva in precedenza - in un anno con più rate e senza spese di spedizioni del materiale cartaceo. Si nota, infine, che la ditta CONSAC S. p. A. insiste nell’imporre modalità e tariffe mai prima concordate dalla/dal sottoscritta/o con il Comune di Sala Consilina, che ha di recente inviato bollette per la fornitura del servizio idrico per l’anno 2011. Questa anomala e concomitante spedizione di bollette in un periodo non facile per le famiglie, è particolarmente inopportuna e ingenera non poche difficoltà nel bilancio familiare.

Per tutto quanto esposto sopra, la/il sottoscritta/o ribadisce quanto già comunicato nelle precedenti missive e invita l’Ente Comunale a tenere fede a quanto stipulato nel contratto di fornitura di un servizio di primaria importanza per lo svolgersi di una vita degna di essere chiamata civile. Infatti, il servizio idrico, contrariamente a quanto un’errata e fuorviante interpretazione giuridica possa far pensare, non è una fornitura di carattere strettamente privatistico, ma investe la sfera pubblica, con implicazioni che esulano dalla semplice fuizione di un bene materiale qualsiasi. Infatti, la natura pubblica del bene comune “acqua” è stata ribadita dal refendum dell’11 e 12 giugno 2011. La fruizione di questo bene comune, quindi, permette la conduzione di una vita dignitosa ai cittadini di una comunità civile. Questi concetti venivano, di fatto, così esposti nella delibera n. 11 del C. C. del 20-02-2010, nella quale si dichiara l’acqua un bene comune, essenziale ed insostituibile per la vita di ogni essere vivente, un diritto inviolabile, universale, inalienabile ed indivisibile dell'uomo, che si può annoverare fra quelli di riferimento previsti dall'art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana; il servizio idrico integrato un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini.

E’ utile anche ricordare che il Comitato ABC di Sala Consilina aveva promosso un’azione refendaria che avrebbe potuto sanare il “vulnus” sociale ed amministrativo dovuto alla cessione di un servizio erogato in economia dall’Ente Comunale ad una Società per Azioni che, per quanto detto sopra, pur interamente a capitale pubblico, sta mostrando di perseguire scopi lucrativi che esulano da un’interpretazione strettamente pubblica dell’erogazione del servizio idrico riportata nella delibera citata sopra. Proprio in base a tali principi, si potrebbe ribadire quanto riportato in premessa nella stessa delibera, ossia, l'accesso all'acqua, già alla luce dell'attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l'ambiente, rappresenta: una causa scatenante di tensione e conflitti all'interno della comunità internazionale; una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale. Tuttavia, nonostante i buoni propositi espressi nella citata delibera e approvati all’unanimità dal Consiglio Comunale di Sala Consilina, veniva respinta, con delibera del C. C. n. 13 del 17-04-2012, la proposta di refendum consultivo sull’acqua che chiedeva a noi cittadini se ritenessimo conveniente che la gestione della rete idrica di Sala Consilina fosse effettuata da una societa’ pubblica appositamente costituita.


Per quanto sopra esposto, si chiede – ai sensi degli artt. 1410 del C. C.- alla S. V. di intervenire prontamente – nelle more di future definizioni giudiziarie della questione referendaria oggetto di attenzione da parte della Magistratura, adita dal Comitato ABC -  affinché tutte le clausole del contratto stipulato con l’Ente Comunale possano essere onorate dalla ditta CONSAC S. p. A. che, ribadiamo, senza il consenso della/del sottoscritta/o sta erogando il servizio idrico alla propria famiglia che vive in nell’abitazione sita nel Comune di Sala Consilina all’indirizzo specificato sopra. La/il sottoscritta/o si riserva, infine, ogni utile azione atta alla tutela di un diritto inviolabile, universale, inalienabile ed indivisibile dell'uomo, che si può annoverare fra quelli di riferimento previsti dall'art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana.


Distinti saluti,

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