Powered By Blogger

sabato 26 novembre 2011

ACQUA, VENTO E TERRA: ELEMENTI SOTTO SCACCO NEL VALLO DI DIANO


Di tutta la frenetica attività svolta negli anni 2003-2004 sulla questione idrica a Padula e sulla vicenda dell’impianto eolico che doveva sorgere sullo sfondo montano (oggi magnifico) della Certosa di San Lorenzo, restano poche notizie sulla rete. Dell’attività svolta a difesa del suolo, all’interno del Parco Nazionale, sparute tracce.

Certosa di San Lorenza e, sullo sfondo, il
paese di Padula.
Foto tratta dal sito www.wikipedia.it.
Per fortuna, tuttavia, è tornato a parlare, almeno di vento e di impianti eolici, Salvatore Medici. Infatti, grazie all’articolo apparso su UNO TV a sua firma, apprendiamo che: Nel solo Vallo di Diano sarebbero almeno tre le domande di costruzione e le convenzioni firmate, a Montesano, a Padula e a Polla-Caggiano-Sant'Angelo le Fratte. Un quarto impianto potrebbe essere realizzato tra Atena Lucana e Brienza. Senza contare quelli di altri comuni vicini, come Casaletto Spartano dove proprio il Comune di Montesano è stato invitato per una conferenza di servizi sul parco eolico”.


Una stringata notizia, riportata dal quotidiano La Città di Salerno il 10 dicembre 2003 e oggi custodita nella rassegna stampa del CODACONS, resta la sola testimonianza, su rete, del nostro impegno a sostegno delle proteste dei cittadini padulesi che non approvarono la scelta di dare in concessione una vasta area in località Mandrano alla ditta Daunia Wind, per un lasso di tempo che andava oltre il mezzo secolo. Si doveva costruire un parco eolico alle spalle della Certosa di Padula. Ecco la notizia sulla stampa.  


Delibera da rifare a Padula 

«Il parco eolico rispetterà l'ambiente»
Padula. La delibera del Comune di Padula inerente uno schema di convenzione per la concessione di aree a favore della Daunia Wind srl per la costruzione, il funzionamento e la manutenzione di un Impianto eolico sarà revocata dal sindaco Alliegro. Ad annunciarlo è il Codacons di Sala Consilina dopo che il primo cittadino di Padula, in una riunione organizzata nei giorni scorsi dal Comitato civico difesa ambiente, ha fatto una promessa pubblica, alla presenza dei cittadini e dell'assessore all'ambiente della Provincia di Salerno, Angelo Paladino. La decisione del sindaco scaturisce dalla necessità di deliberare uno schema che faccia più attenzione all'impatto ambientale che un impianto potrà avere sul territorio, attenzione che nell'atto da revocare, manca. Il consiglio comunale qualche mese fa aveva autorizzato la società Daunia Wind all'installazione di stazioni anemologiche sul proprio territorio per verificare se esistevano le condizioni per un parco eolico. Inoltre, nella stessa seduta era stato approvato anche uno schema di convenzione da definire meglio dopo l'esito delle prove anemologiche. Il Codacons aveva sollevato il problema a seguito della segnalazione di alcuni cittadini padulesi, successivamente costituitisi in Comitato civico. «Abbiamo dato voce alla preoccupazione dei cittadini -spiega De Luca del Codacons - e sensibilizzato le istituzioni che hanno risposto in modo responsabile». «Seppure sia favorevole all'eolico, la decisione della revoca della delibera originaria - spiega il sindaco - nasce dal fatto che alcuni passaggi di quell'atto risultavano preoccupanti per i cittadini stessi. Per cui si è deciso di deliberare uno schema che dia maggiore risalto allo studio dell'impatto ambientale che può avere l'impianto. Questo va fatto dopo aver appurata l'esistenza delle condizioni climatiche giuste per la sua realizzazione». Dunque, l'impatto ambientale dovrà essere minimo, altrimenti verrà messo in discussione il progetto stesso. 

La Certosa di San Lorenzo vista dall'alto.
Foto tratta dal sito www.agriturismoaiantica.it.

La cronaca è scarna su temi importanti, dilagante su sagre e convegni. Il numero delle nostre parole è sempre stato un sottomultiplo abbastanza piccolo rispetto al pensiero “alto” dei potentati del luogo. Una marcia indietro così eclatante avrebbe, quanto meno, dovuto dare a noi il diritto di uno spazio maggiore, per spiegare quali fossero le ragioni per le quali ritenevamo dannoso l’intervento proprio a Padula, proprio a Mandrano, proprio tra i faggi del luogo. Oggi si ritorna a parlare di nuovi impianti, ma c’era da aspettarselo, per quanto detto illo tempore dall’ex-sindaco. E mentre noi siamo sempre sul fronte a combattere contro l’indifferenza delle istituzioni, a qualcuno potrebbe anche sorgere il dubbio che, forse, i nostri interventi non siano sempre stati del tutto “fuori luogo”, visto l’esito – in primo grado - della vicenda della strada praticata con bulldozer cingolati all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni a 1100 sul livello del mare in territorio di Monte San Giacomo. La notizia delle condanne inflitte per la vicenda apparve il 9 giugno 2010 sul quotidiano online dentroSalerno.   

Concludevamo dicendo:Siamo convinti di aver fatto il nostro dovere nell’ambito del ruolo statutario dell’associazione. Continueremo per questa strada, cercando, per quanto possibile, di tutelare i beni ambientali del nostro territorio.

A quella notizia ne seguì una scarna seconda, su La Città del 16 novembre del 2010, dal titolo “Abusivismo a Monte San Giacomo. Le condanne per tecnici e politici”, per un secondo processo incardinato sempre presso il Tribunale di Sala Consilina. Ancora una volta presenti come parte civile.

Il nostro comunicato, forse molto più corposo e ficcante, era già apparso mesi prima su Valloweb. In questo caso concludevamo dicendo: “Continueremo per questa strada, nonostante le campagne di stampa e le operazioni Orwelliane dei Clarinetti di turno, che tendono a mettere in cattiva luce il nostro operato. Registriamo anche omissioni di stampa che vorrebbero occultare il fatto, come se non fosse avvenuto, forse per non fare torto a qualche politico locale”. Infatti, secondo una vulgata del luogo, i condannati in primo grado dovevano essere considerati “benefattori dell’umanità” e noi dei “poveri uomini”.

 E, per tornare all’acqua, dopo le recenti notizie di Sala Consilina e della vicenda ATO, delle quali ho già parlato in un precedente post, ecco cosa accadde a Padula sugli aumenti della bolletta dell’acqua (si trattava di un rincaro di circa il 100% della tariffa). Abbiamo organizzato la protesta e un secondo incontro con i cittadini, ma intanto scompariamo dalla notizia dell’11 aprile del 2004. Il nostro apporto è così descritto: … della vicenda si sta interessando anche il Codacons di Sala Consilina.

La Certosa di San Lorenzo (1920)
Foto tratta dal sito
www.padula.info.
L’epilogo: un’ennesima vittoria ottenuta per mezzo del nostro intervento. Ma la notizia del 6 maggio 2004 si completava così: “Infine da registrare l'intervento del Codacons”. Beh, almeno c’è stata la menzione. Eppure sono convinto che il giornalista, in cuor suo, sapesse quanto l’associazione avesse lottato per quella vicenda. Ma all’epoca, come oggi, eravamo visti un po’ come dei cattivi marziani. 

E, infine, quella che potrebbe risultare la conferma di quanto abbiamo insistito per svincolare il nostro territorio dalla gestione, da parte del CONSAC di Vallo della Lucania, della nostra risorsa idrica. Dirò infinite volte la stessa cosa per anni, a cominciare dal 4 settembre 2008, quando apparve questo scarno trafiletto sulla testata Altrodiano  


Appello del Codacons all’amministrazione comunale per evitare la privatizzazione del servizio idrico
Un appello all’amministrazione comunale di Padula perché venga mantenuto il controllo pubblico della gestione della rete idrica. Questa l’iniziativa del Dott. Roberto De Luca, responsabile del Codacons di Sala Consilina, che, in una nota diffusa questa mattina, ha chiesto espressamente al comune di Padula di fare un passo indietro ed evitare la privatizzazione del servizio idrico. Secondo quanto affermato dal Codacons, infatti, sembrerebbe che  l’amministrazione comunale intenda affidare la gestione della rete idrica ad una S.p.A. “Il Vallo di Diano“ si legge nella nota “è ricco d’acqua. Con una visione più ampia della politica - ha proseguito il Dott. De Luca -  invece di questi accordi sottobanco con una realtà che ha depauperato il nostro territorio, si potrebbero mettere in campo delle sinergie amministrative per creare, in loco, un soggetto per la distribuzione dell’acqua, che può considerarsi l’oro del terzo millennio, e per la manutenzione della rete idrica”.
La redazione
Sala Consilina (SA)
Foto tratta dal sito www.wikipedia.it

Ma il tempo non si ferma e con esso il flusso malefico della cattiva politica locale. Di quella buona ce n’è traccia solo in pochi virtuosi esempi. Sarebbe auspicabile un cambio di marcia, anche alla luce della regressione sempre più evidente del nostro territorio su vari fronti. Tuttavia, questa inversione di rotta non ci sarà fintanto che a popolare la politica locale saranno le solite vecchie volpi saltellanti, legate a doppio filo con gli interessi (politici e non) dei soliti vecchi lupi, che minacciano, appostati a monte della sorgente d’acqua, i soliti incolpevoli agnelli che osano persino dissetarsi, chinandosi sulle sponde dello stesso ruscello che scorre a valle, per poter cercare di sopravvivere in questo mondo popolato da belve fameliche. E l'accusa del lupo che incombe a monte è la solita: bevendo, intorpidiamo questo bene prezioso che da lui scorre fino a noi. In questi casi, allora, ribellarsi è un dovere.   

Nessun commento:

Posta un commento